Bellezza e sostenibilità

Idee dall'Europa: «Il futuro della cosmetica fra scienza verde e packaging eco»

Trasparenza, prodotti fra alta tecnologia e natura, imballaggi sostenibili. La sfida più grande di L'Oréal è coinvolgere nella trasformazione tutta la filiera.

di Alexis Paparo

Alexandra Palt, executive vice president del gruppo L'Oréal.

3' di lettura

Per guardare con un po' di speranza al futuro dell'industria cosmetica basta, per una volta, accendere la televisione. La cosmetica solida ha fatto il suo primo ingresso negli spot tv, in alcuni casi, le confezioni in plastica stanno lasciando il posto a quelle in carta o alle ricariche, le formule dei prodotti sono spesso per più del 90 per cento naturali. S'inizia a percepire un cambiamento: la sostenibilità di un prodotto non è più solo un'opzione di nicchia, ma sta diventando una scelta a disposizione di tutti. Dietro a questo cambiamento sta anche il gruppo L'Oréal. «La sostenibilità è integrata nella strategia, nei nostri métier e lungo l'intera catena di valore, in modo da non considerare separatamente i costi e gli investimenti dedicati». Per Alexandra Palt, executive vice president del gruppo L'Oréal, chief corporate responsibility officer ed executive vice president di L'Oréal Foundation, il solo approccio possibile è quello integrato, e non solo al proprio interno: secondo Palt nessuna azienda sopravvivrà se non si affronteranno insieme le sfide ambientali. «Noi abbiamo un unico team alla guida, direttamente collegato al ceo, e una vision: il programma L'Oréal for the Future 2030. Per noi la responsabilità d'impresa è un elemento chiave nel misurare e valutare le performance, tanto che la maggior parte dei bonus del top management sono collegati al raggiungimento di questi obiettivi». Un approccio di cui, negli anni, il conto economico ha solo beneficiato: il gruppo ha chiuso il 2019 con i risultati migliori dal 2007 e un fatturato di 29,8 miliardi di euro (+8 per cento). Nonostante l'annus horribilis 2020, l'azienda è tornata a crescere con un quarto trimestre in accelerazione del 4,8 per cento, chiudendo il fatturato a 27,99 miliardi di euro.

L'Oréal for the Future 2030 si propone di trasformare le attività dell'azienda con target definiti in conformità all'iniziativa Science-Based Targets (SBT). Tra i più rilevanti, la carbon neutrality dei siti produttivi entro il 2025, l'utilizzo di plastica riciclata o di origine biologica per il packaging entro il 2030 e, con lo stesso obiettivo temporale, la riduzione del 50 per cento, rispetto al 2016, delle emissioni di gas effetto serra per prodotto finito. A questo si sommano i 150 milioni di euro stanziati lo scorso maggio per gestire urgenti tematiche ambientali e sociali. La maggiore sfida? «Molti dei nuovi obiettivi saranno proprio rivolti ad assicurare che le politiche di sostenibilità dei nostri fornitori siano tanto ambiziose quanto le nostre. Ma siamo impegnati a stimolare una riduzione dell'impatto ambientale anche nel consumatore», spiega Palt. Per questo, lo scorso luglio in Francia, è stato lanciato il Product Environmental & Social Impact Labelling, un sistema basato su una scala da A a E che fornisce informazioni relative all'impatto ambientale e sociale dei prodotti. Al momento interessa l'haircare Garnier, ma verrà applicato a tappeto.

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Uno dei pilastri che ha portato il gruppo verso le sue migliori performance è la fusione di alta tecnologia e natura chiamata Scienza Verde. «Entro il 2030 il 95 per cento dei nostri ingredienti sarà ottenuto da fonti vegetali rinnovabili, minerali presenti in grandi quantità o processi circolari (nel 2018 lo era il 59 per cento, ndr). Novéal è il nostro avamposto nella biotecnologia, specializzato nell'estrazione vegetale di molecole intrappolate in parti poco accessibili delle piante e nell'upcycling di elementi vegetali rimasti inutilizzati. Così sono già nati principi attivi come il Proxylane verde, il Mexoryl xl (protezione solare) e l'estratto del guscio di quinoa». Questi e altri ingredienti contenuti nei prodotti sono raccontati in un sito apposito lanciato in 45 Paesi (la versione italiana è dentro-i-nostri-prodotti.loreal.it). Nel 2018 il gruppo ha ideato, in partnership con Quantis, la Sustainable Packaging Initiative for Cosmetics (SPICE) per condividere e armonizzare le metodologie tra i player del settore. «A luglio 2020, è stato lanciato in modalità open source uno strumento che permette di misurare e ridurre all'origine l'impatto del packaging», conclude.

Laureata in legge, Palt ha iniziato la sua carriera nel campo dei diritti umani. «Per me è stato naturale supportare la causa della sostenibilità: è oggi la maggiore sfida che coinvolge il genere umano e significa responsabilità, protezione, inclusione e rispetto».

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