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Idee per una nuova ospitalità

Secondo Benoit-Etienne Domenget, Ceo Sommet Education, network di alta formazione in Svizzera, Uk, Spagna e Cina le nuove parole d’ordine sono digitalizzazione, sostenibilità e innovazione

di Lucilla Incorvati

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Secondo Benoit-Etienne Domenget, Ceo Sommet Education, network di alta formazione in Svizzera, Uk, Spagna e Cina le nuove parole d’ordine sono digitalizzazione, sostenibilità e innovazione


4' di lettura

La domanda di hospitality dove si dirigerà? Chi sopravviverà? Quali le mosse da mettere in campo? Il settore accuserà gravi perdite ma sta dimostrando resilienza e capacità di ripresa. Ne è convinto
Benoit-Etienne Domenget, Ceo Sommet Education, network di alta formazione con campus in Svizzera, Uk, Spagna e Cina. Parole d’ordine per la ripresa digitalizzazione, sostenibilità e innovazione.

Quali previsioni fate?
Secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il 2020 potrebbe vedere una recessione stimata del 2,4% sull'economia globale. L'industria dell'ospitalità è uno dei settori più colpiti, con oltre 2,1 trilioni di dollari di perdita del PIL, secondo l'organizzazione mondiale del turismo (UNWTO). Allo stesso tempo però, l'industria dell'ospitalità ha dimostrato capacità di ripresa rapida di fronte alle crisi come insegnano quelle passate legate alla diffusione della Sars, all'11 settembre 2001 e quella finanziaria del 2008.
In questa fase non ci possono essere previsioni attendibili ma intuizioni e spunti di riflessione. L'ultimo aggiornamento del STR (Smith Travel Research, società americana che tiene traccia dei dati di domanda e offerta per molteplici settori di mercato, incluso quello alberghiero), basa le sue attuali previsioni sulla ripresa della Cina, che è però due mesi in anticipo rispetto al resto del mondo in termini di recupero. Il 90% degli hotel in Cina è ora aperto, rispetto al 50-60% del febbraio scorso.

Cosa insegna il caso cinese?
Le lezioni della Cina potrebbero essere applicabili in attesa di una ripresa in tutto il resto del mondo: in primis il ruolo importante svolto dal delivery; la domanda interna che traina sia il settore leisure (prima) sia il business; il segmento lusso in Cina mostra segni di cauto ottimismo mentre i negozi riaprono e i consumatori si abbandonano alla “revenge spending”.

Cosa ha insegnato il COVID-19?
Il Covid-19 si sta dimostrando un catalizzatore per la digitalizzazione, infatti le aziende che vogliono rimanere competitive creeranno o miglioreranno i loro servizi online. Dovranno migliorare i sistemi logistici per sostenere l'aumento della domanda necessario se diventano le preferenze dei consumatori, o come nuovo comportamento a una possibile futura pandemia. Ma è indubbio che dopo mesi di isolamento e ansia, i clienti di tutto il mondo vorranno probabilmente rivivere la vita e viaggiare. La digitalizzazione, l'innovazione e la sostenibilità saranno fondamentali. Le aziende che troveranno modi innovativi per offrire esperienze migliorando le precauzioni di sicurezza e sanitarie guideranno la ripresa. Ciò che sembra certo è che tutti hanno voglia di rintronare a vivere la vita pre- pandemia spendendo in beni lusso, in esperienze di benessere e ristoranti.

È vero che location piccole non sopravviveranno?
Se guardiamo di nuovo alle cifre dell'UNWTO, il settore del Travel and Tourism è composto per l'80% da piccole e medie imprese che sono oggi a rischio. È quindi realistico affermare che le piccole imprese risentiranno maggiormente dell'attuale crisi. Allo stesso tempo, il lockdown ha cambiato il comportamento dei consumi in tutto il mondo e le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni, dovranno adattare i propri standard alle nuove aspettative. Quindi creatività e agilità saranno la strada per il successo. Ovviamente dovranno essere applicate rigorose misure igieniche, con nuove pratiche come una maggiore distanza tra i tavoli nei ristoranti, dotare il personale di dispositivi di protezione. Queste sono solo le basi. Digitalizzazione, sostenibilità e innovazione saranno imprescindibili.


Un recente studio di Mindshare, una delle più grandi agenzie di media al mondo, mostra che la fiducia sarà un fattore cruciale nella relazione tra le aziende e il cliente. Brand e aziende che oggi si comportando in modo etico, e mettono le persone davanti ai profitti, investendo nella ricerca medica o sostenendo le comunità locali stanno costruendo le loro relazioni con il consumatore di domani. Se “local” sarà il nuovo “global”, le piccole realtà possono avere un brillante futuro, generando un valore maggiore attraverso la prossimità, l'approvvigionamento locale, l'autenticità .

Le crociere e proposte turistiche sovraffollate rischiano di scomparire?
Al momento, tutti i grandi eventi sono stati cancellati e non ne vengono riprogrammati fino a nuovo avviso. Che si tratti di crociere, festival o conferenze, è difficile prevedere quando saranno in grado di operare di nuovo. Questo virus colpisce qualsiasi ambiente in cui le persone si uniscono per socializzare e vivere esperienze condivise. Resta il fatto che la stragrande maggioranza delle oltre 270 navi da crociera all'interno della flotta della Cruise Line International Association (CLIA) non è stata colpita da questo virus ma invece altre navi che sono state interessate dal virus sono diventate un simbolo di strumentalizzazione da parte dei media. L'industria delle crociere genera un fatturato di oltre 150 miliardi di dollari all'anno nell'economia mondiale e garantisce oltre 1,17 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Quando sarà il momento giusto per le navi da crociera, il settore giocherà un ruolo importante nella ripresa economica e sociale globale.

Come si riuscirà a conciliare profitto e servizio equo?
Sono convinto che questa crisi sia la spinta, indesiderata, che ci aiuterà a conciliare visioni del mondo che sono state opposte per troppo tempo. La globalizzazione incontrollata senza limiti non è sostenibile e non lo è nemmeno la tentazione di ritirarsi o la ricerca di una decelerazione economica idealizzata.

Per approfondire
Turismo, una ripresa è possibile ma con forti incentivi per chi viaggia in Italia

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