magistratura onoraria

Identikit dei giudici di pace, tassello cruciale della giustizia italiana

di Vittorio Nuti

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3' di lettura

La riforma organica per dare «forza e continuità» alla magistratura onoraria, varata questa estate dal Consiglio dei ministri, non piace affatto ai suoi destinatari, i giudici di pace, da vent'anni schierati sulla prima linea della giustizia. Annunciato dal premier Renzi tra i 12 punti sulla Giustizia (2014) e mandato in porto dal Guardasigilli Andrea Orlando, il nuovo statuto - una rideterminazione complessiva del ruolo, dei compensi e delle funzioni applicabile anche ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari - ha provocato la loro massiccia mobilitazione. Scioperi a catena dalla fine del 2016 (anche di un mese: il prossimo è in calendario dall'8 gennaio al 4 febbraio) per protestare contro una riforma che le associazioni di categoria considerano «umiliante», e capace di «rottamare la Giustizia in Italia».

In servizio oltre 7mila magistrati onorari
Ma chi sono e come lavorano questi operatori della giustizia, considerati indispensabili per il buon funzionamento dei tribunali anche dall'Anm e dalla maggior parte dei magistrati ordinari, loro colleghi “professionisti”? Attualmente, i giudici di pace sono di poco superiori a 1.300 unità, ai quali vanno aggiunti circa 1.800 Vpo e 2.000 Got. In base a uno studio Eurispes basato su dati 2016 del Csm, che considera anche gli onorari esperti in materia specifiche che operano nelle Corti d'appello (per lo smaltimento dell'arretrato) e in uffici come il Tribunale delle acque, il numero effettivo 7.184 onorari in servizio, di cui 1.784 requirenti e 5.400 giudicanti.

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Carico di lavoro in crescita
Secondo una stima dell'Unione nazionale dei giudici di pace (Unagipa) la categoria tratta ogni anno circa 1 milione 500mila procedimenti tra civile, penale e immigrazione. Questi ultimi, in virtù della competenza in via esclusiva sulle convalide delle espulsioni degli immigrati clandestini, che prevede anche l'obbligo di reperibilità h 24, costringendo i giudici degli Uffici giudiziari di riferimento per i Centri di accoglienza a lavorare anche il giorno di Natale. Con riferimento alla sola giustizia civile, l'Unagipa stima affidata ai giudici di pace una quota pari al 50% degli affari civili pendenti in primo grado, che dal 2021 - quando la riforma Orlando andrà a regime - potrebbe salire all'85% degli affari civili pendenti, per effetto dell'allargamento delle competenze.

Il nodo delle nuove competenze
Che è un altro punto dolente per la categoria: dai reati minori loro affidati all'esordio, a metà degli anni '90 (in genere i reati sanzionati fino a 5mila euro), le competenze loro affidate si sono gradualmente allargate, estendendosi anche al settore penale, e cresceranno ulteriormente con la piena operatività del Testo unico. La competenza per valore sulle cause che hanno per oggetto beni mobili viene estesa fino a 30mila euro (50mila per gli incidenti stradali al posto dei precedenti 20mila). E il giudice di pace avrà anche la possibilità di decidere secondo equità tutte le cause di valore fino a 2.500 euro. La competenza viene estesa poi a tutte le controversie in materia condominiale che sono anche oggetto di mediazione, così come all'occupazione di terreni, all'esercizio di servitù prediali, l'usucapione di beni mobili, le espropriazioni mobiliari e le esecuzioni mobiliari. Sul fronte penale, le nuove competenze previste dal Dlgs 116/2017 riguardano le minacce aggravate, le contravvenzioni per il rifiuto di indicazione al pubblico ufficiale di informazioni sulla propria identità personale e quelle relative all'abbandono e uccisione di animali. Infine, al giudice di pace è attribuita competenza sulle contravvenzioni per la sicurezza alimentare.

Più lavoro ma compensi ridotti e niente previdenza
La protesta dei giudici di pace riguarda anche altri aspetti della riforma Orlando, come il mancato riconoscimento della tutela previdenziale, o i nuovi obblighi di produttività, che se non raggiunti possono portare anche alla revoca dell'incarico (oggi, secondo le associazioni di categoria, la maggior parte dei procedimenti affidati ai giudici di pace è definita entro l'anno, anche se il susseguirsi delle astensioni dalle udienze degli ultimi mesi hanno causato un calo di produttività del 50%). Nel mirino anche l'obbligo di ridurre le udienze (al massimo due a settimana), e il taglio drastico ai compensi (16mila euro lordi annui). Nel 2021, «quando in pratica tutti i procedimenti che oggi ingolfano i tribunali passeranno ai giudici di pace, prevediamo il totale intasamento della giustizia civile con ritardi sulla emissione delle sentenze perlomeno di tre anni», mette in guardia l'Unagipa, che ha portato la riforma all’attenzione dell’Europa. In pratica, i giudici di pace rischiano di lavorare il doppio «anche se in apparenza saranno impegnati solo per due udienze a settimana, ma senza giusta retribuzione e con previdenza a proprio carico compresa nell'elemosina che lo Stato chiama compenso».

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