Economia e finanza

Identikit dello shopping di moda in Italia: crescono gli stranieri, ma anche i negozi che chiudono

Nonostante il perdurare della crisi, arrivano segnali di cauto ottimismo per i consumi di moda 2019 dallo studio di Federmoda Italia: «Bene la tenuta dell’Iva, ma serve un taglio fiscale per rilanciare la spesa degli italiani»

di Chiara Beghelli


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Shopping in Galleria Vittorio Emanuele a Milano

3' di lettura

Global Blue, turisti arabi spingono il tax free shopping a Milano

Dopo una primavera «devastante», anche a causa di un meteo inclemente, arrivano segnali positivi dai consumi di moda degli italiani fra giugno e settembre. E lo shopping degli stranieri nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2019 ha segnato un aumento del 7%, con uno scontrino medio di 800 euro circa: è quanto emerge dal nuovo Fashion & High Street Report di Federazione Moda Italia - Confcommercio con World Capital, in collaborazione con Osservatorio Acquisti Nexi, Global Blue e Cciaa di Milano.

Ora l’auspicio dei negozianti è che lo shopping di Natale confermi questi segnali di ottimismo: «Ci auguriamo che torni a crescere la fiducia dei negozi di moda e, soprattutto, la voglia di shopping, dopo un anno ancora troppo tentennante e una situazione metereologica e di mercato in profondo cambiamento – afferma Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia – Confcommercio –. Aver evitato l’aumento dell’IVA e introdotto la web digital tax è un grande risultato, ma restiamo ancora in attesa di una bella sforbiciata delle tasse su famiglie e imprese; una riforma fiscale, cioè, capace di dare una scossa anche ai consumi interni».

Lo shopping tiene, ma chiudono 9 negozi al giorno
Consumi interni che, secondo i dati dell’Osservatorio Acquisti Nexi per Federmoda Italia, che monitora le spese effettuate con carte di credito, nei primi sei mesi 2019 sono stati sostanzialmente stabili, con un calo dello 0,1%. Un buon dato rispetto al -1,7% del 2018, per una spesa pari a 13 miliardi, quando il 2017 si era chiuso con un aumento dell’1,9%. Nel primo semestre 2019 sono andati bene gli acquisti di accessori (+14,1%), e a parte il fisiologico calo della voce pellicceria (-9,5%, dovuto alla stagionalità), il calo più importante resta quello delle calzature con -7,3%, a conferma di una diminuzione importante registrata anche nel 2018 (-4,3%).

Purtroppo, stando alla Camera di Commercio di Milano, proseguono le chiusure di negozi di moda: erano 141.212 al 31 dicembre 2011, 116.502 al 30 giugno 2019, ben 24.170 in meno. Nelle città italiane si perdono 9 negozi al giorno.

Italia da record per le vie dello shopping
Le high street dello shopping italiano, però, tengono bene: l’Italia è il Paese con la più alta concentrazione di vie dello shopping al mondo, con ben 13 città per un totale di 82 strade lunghe complessivamente 32,6 km. Il report mette in luce come l’Italia resti al sesto posto della classifica mondiale per i canoni di affitto delle strade dello shopping delle sue città, con Milano e Roma in staffetta nelle prime sei posizioni: Via Monte Napoleone è la più cara (canone massimo di 11.300 euro all’anno per metro quadro), seguita da Via Condotti a Roma (9mila all’anno/mq), al terzo posto via della Spiga, Piazza di Spagna al quarto, Corso Vittorio Emanuele al quinto e via del Corso al sesto. Piazza San Marco a Venezia si colloca settima.

Il focus sui turisti: boom della spesa dai Paesi del Golfo
I dati Global Blue per i primi sei mesi del 2019 evidenziano un aumento dello shopping tax free del 7% sia in quantità sia in volumi, con uno scontrino medio pari a 797 euro. Il 28% degli acquisti complessivi è stato fatto da cinesi, seguiti da russi (13%), statunitensi (9%) e sud coreani (5%), anche se la maggior crescita dello shopping è stata registrata da parte di turisti provenienti dai Paesi del Golfo (+49%), Svizzera (+45%) e Giappone (+25%). Milano resta la città regina degli acquisti tax free, con il 36% del totale, seguita da Roma (18%), Firenze (10%) e Venezia (6%). Da non sottovalutare la performance degli outlet, con una quota del 14%.

Lo scontrino più alto è a Milano, pari a 1.167 euro. A spendere di più sono stati i turisti di Hong Kong (1.729 il loro scontrino medio e in aumento del 30%), al secondo posto i cinesi (1.202 euro, 3%), al terzo i turisti dei Paesi del Golfo (1.058 euro).

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