Italia

Identità digitale, Spid a quota 4 milioni. La nuova guida ai servizi

di Alessandro Longo


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4' di lettura

Da pochi giorni il numero di utenti con Spid, le credenziali del Sistema pubblico dell'identità digitale, ha superato quota 4milioni, a quanto risulta dal monitoraggio tenuto dal Team Digitale presso la presidenza del Consiglio (Avanzamentodigitale.italia.it).
È un buon recente progresso rispetto ai 3,4 milioni di gennaio, tenendo conto anche che il progetto – parte dell'Agenda digitale del Governo - è partito ad aprile 2016. È presto per parlare di svolta, però, anche considerando che i servizi utilizzabili con Spid sono di fatto sempre gli stessi e le amministrazioni pubbliche aderenti sono ferme a 4 mila da un anno e mezzo (sempre in base alla stessa fonte istituzionale).
Né c'è ancora traccia di un servizio privato di grande richiamo (di banche, aerei, treni…) che accetti Spid, nonostante quanto previsto (e promesso) negli anni scorsi.

Il progresso recente è da attribuire, probabilmente, al fatto che serva Spid per chiedere online il Reddito di Cittadinanza e alla conversione in corso delle credenziali della Regione Lombardia in credenziali Spid. Resta inoltre in forse il futuro di Spid alla luce del fatto che le aziende stanno fornendo questo servizio in perdita (per loro l'Agenzia per l'Italia Digitale ha appena varato un parziale rimborso) e non c'è ancora chiarezza su quale possa essere il modello di costi ing rado di supportare Spid.
Ciononostante, ottenere queste credenziali pubbliche è sempre più facile, gratuito in quasi tutti i casi; e qualche vantaggio a usarlo c'è, soprattutto se si abita in una delle zone più “digitalmente” virtuose d'Italia (grandi città e regioni del Nord).
Vediamo quindi l'utilità effettiva di Spid e come dotarsi – anche noi – di queste credenziali “universali” per l'accesso ai servizi digitali.
Che cos'è Spid
Partiamo dal ribadire che Spid (Sistema pubblico di identità digitale) è un sistema di credenziali, ossia nome utente, password statica e (necessaria per l'utilizzo di alcuni servizi) una password temporanea che l'utente deve creare di volta in volta (via app o che gli arriva via sms). Il progetto è voluto e gestito da istituzioni pubbliche sotto la presidenza del Consiglio (Agenzia per l'Italia Digitale e Team Digitale per l'Agenda Digitale), ma le credenziali effettive sono fornite e gestite da aziende private accreditate.
È un sistema “universale” perché consente di accedere a diversi servizi online della pubblica amministrazione.
L'utente cioè va sul sito (o app) della PA, entra con Spid e poi può usare i servizi digitali disponibili, invece di doversi registrare di volta in volta e ottenere specifiche credenziali (di solito possibile anche con un passaggio da uno sportello fisico).
Il vantaggio è doppio. È più comodo e sicuro avere una identità digitale unica invece di attivarne (e gestirne, molte). L'avvio di Spid – nelle intenzioni del legislatore – dovrebbe inoltre aiutare le PA a rendere digitali i propri servizi al cittadino. Spid infatti esonera la PA dal creare e gestire un sistema di autenticazione, essendo già disponibile chiavi in mano. Devono fare però tutto il resto e renderlo compatibile con Spid, cosa che ha frenato le PA meno digitalmente competenti. In effetti, si può notare che la maggior parte dei servizi di comuni, asl, regioni non accessibili via spid non sono disponibili affatto in digitale e fruibili solo al vecchio modo (allo sportello).
L'obiettivo (dei piani dell'Agenda Digitale istituzionale) è avere 10 mila servizi nel 2020, ma sembra improbabile agli attuali ritmi di crescita. L'obbligo prevede che siano accessibili via spid i servizi della PA (ma non ci sono sanzioni per le PA inadempienti). Obiettivo sarebbe anche estendere il servizio ad aziende private come banche (ebanking), ferrovie, aerei.

Come avere Spid
Per avere Spid, è sufficiente possedere un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento d'identità valido, la tessera sanitaria con codice fiscale.
Il primo passo consigliato è andare sul sito istituzionale www.spid.gov.it/richiedi-spid e da qui capire quale sia la modalità di ottenimento più comoda per noi (le tre principali, suggerite da utilizzare, sono di persona presso uno sportello, via webcam, a domicilio…) e il relativo fornitore che la offre (sono nove al momento: Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste, che ha attivato oltre l'80 per cento delle identità, Sielte, SpidItalia).
Non tutti i fornitori offrono tutte le modalità. Alcune prevedono un costo iniziale di 15 euro circa: si tratta di quella via webcam (in collegamento con l'addetto che ci deve riconoscere per poi darci lo Spid) e di quella a domicilio (offerta solo da Poste). La prima ora costa 9,90 in promo con Tim. Un'altra via praticabile è andare di persona presso uno delle sedi del fornitore di Spid: di gran lunga è più comodo farlo con Poste, perché tutti gli uffici postali sono abilitati al servizio.
Si può avere Spid anche via internet gratis con riconoscimento via Cns/nuova Cie o firma digitale, ma gli esperti lo sconsigliano: è un metodo laborioso e spesso fallace, per problemi di compatibilità software tra gli strumenti.
L'utente sceglierà poi nome utente e password (di adeguata complessità, il sistema guida nella creazione). Con alcuni fornitori dovrà installare anche un'app che genererà la one time password (quella temporanea) ogni volta che accede a un servizio.
Quali servizi accedere con Spid
Ora che abbiamo anche noi la nostra bella identità digitale unica, andiamo sul sito www.spid.gov.it/servizi per sapere dove usarla. Certo ci saranno utili i servizi nazionali di Inps (disoccupazione, pensione, iscrizione lavoratori domestici, riscatto di laurea, certificazione Isee, iscrizione alla gestione separata eccetera), Inail e dell'Agenzia delle Entrate (730 Precompilato, controllo situazione debitoria, versamenti fatti o da fare, i cud eccetera).
A macchia di leopardo sul territorio ci sono servizi offerti da alcune Regioni e Comuni. Ad esempio, l'accesso al proprio fascicolo sanitario elettronico, il servizio di cambio medico curante online e ritiro referti. Ritiro certificati anagrafici, consultazione contravvenzioni e pagarle, Sportello unico delle attività produttive, servizi tributari (consultazione Ici, Imu…).
Basta selezionare la propria Regione dal motore di ricerca del sito (dal menu a tendina) per vedere quali servizi le proprie pubbliche amministrazioni ci hanno (gentilmente) attivato. Oppure digitare il nome della città o della pubblica amministrazione (comune, asl, regione…) di cui si spera di avere un servizio accessibile via spid.

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