energia

Idrogeno, la filiera a confronto sulle prospettive future

Settanta aziende hanno affrontato oggi gli sviluppi possibili dell’idrogeno verde in occasione della giornata di chiusura di “The Hydrogen Challenge - Global ESG Conference”, la conferenza internazionale organizzata da Snam a Roma.

di Celestina Dominelli


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2' di lettura

L’Europa ha già fatto la sua scelta chiedendo ai paesi membri, con la firma, a settembre scorso, della cosiddetta “Hydrogen Initiative” per avviare iniziative strutturali nella ricerca e nell’innovazione sull’idrogeno. Così l’Italia ha creato, sotto il precedente governo, un tavolo ad hoc presso il ministero dello Sviluppo Economico che sarà portato avanti anche dall’attuale esecutivo con l’obiettivo di compattare la filiera nazionale e raccogliere progetti. E oggi sulle prospettive future di questa fonte alternativa, dentro e fuori i confini nazionali, si sono confrontate circa 70 aziende in occasione della seconda e ultima giornata di “The Hydrogen Challenge - Global ESG Conference”, la conferenza internazionale organizzata da Snam alla Lanterna di Fuksas a Roma con il patrocinio del ministero degli Esteri.

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Le proposte sul tavolo
Tante le proposte emerse dal confronto, spicca soprattutto la possibilità per l’Europa e il Giappone, due tra le aree del mondo più attive in questo campo, di aumentare nel breve-medio periodo la quota di idrogeno “green”, quello ottenuto cioè dall’elettrolisi dell’acqua senza produzione di anidride carbonica: con un mix al 7% nelle reti di trasmissione gas, si renderebbe infatti da subito questo vettore energetico competitivo rispetto ad altri combustibili come il gasolio.

La sperimentazione a Contursi Terme
Un obiettivo che non sembra impossibile se si considera che proprio Snam, ad aprile scorso, ha lanciato una sperimentazione su un tratto della sua rete, a Contursi Terme, immettendo una miscela di idrogeno al 5% e gas ed, entro fine anno, alzerà al 10% quell’asticella. Se si riuscisse a raggiungere la soglia del 7% si potrebbe portare, è il messaggio arrivato dal confronto di oggi, il costo dell’idrogeno da rinnovabili dagli attuali 5 dollari al chilogrammo a 2 dollari, un prezzo considerato “punto di svolta” per garantire la sostenibilità di questa tecnologia.

I partecipanti alla conferenza
Al dibattito odierno, organizzato in collaborazione con il World Economic Forum, hanno partecipato circa 70 aziende italiane e internazionali. Erano rappresentate sia imprese attive nella filiera dell’idrogeno che banche e istituzioni finanziarie. Tra le grandi big internazionali erano presenti da Total ad Alstom, da Engie ai cinesi di State Grid, soci di Cdp Reti che ha in pancia, come noto, Snam, Terna e Italgas. Al confronto conclusivo hanno poi preso parte anche alcuni grandi fondi come BlackRock e il “braccio” finanziario degli Emirati, Mubadala.

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