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Idrogeno green: Pioltello, Valcamonica, Malpensa e Mantova in pole position

Tra poche settimane partiranno i bandi regionali: a disposizione
40 milioni. In lizza anche l'area dismessa vicina all'impianto elettrico di Edolo

di Sara Monaci

 Ferrovie Nord Milano (Fnm) ha presentato il progetto H2iseO: un piano per l’alimentazione a idrogeno dei treni della linea Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord

3' di lettura

Tra poche settimane partiranno i bandi per realizzare l’idrogeno verde e avviare le sperimentazioni con ricadute immediatamente utilizzabili dall’industria. «Non vogliamo progetti di pura ricerca, ma crediamo che l’energia verde debba riuscire a stare sul mercato da sola, collegata ad aziende che la utilizzano per le loro normali attività», sottolinea l’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo. Le risorse messe a disposizione sono quelle del Pnrr.

Realisticamente in Lombardia saranno cinque le aree che si candideranno a realizzare progetti con queste caratteristiche: idrogeno verde e utilizzo industriale immediato.

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Le possibili 5 “valli”

In Valcamonica ce ne sono due di aree interessate: nei pressi del lago di Iseo, dove si potrà utilizzare l’energia eolica per l’avvio del processo di elettrolisi, e vicino all’impianto idroelettrico di Edolo. Poi c’è Mantova, vicino al Gruppo Sapio; alcuni comuni limitrofi di Malpensa, con cui la società aeroportuale Sea sta già dialogando; infine il sito di Pioltello-Rodano, ex polo chimico di proprietà della stessa Regione, nelle vicinanze del gruppo Air Liquide, azienda francese che già produce gas per impianti industriali e che fornisce idrogeno per i taxi di Parigi.

Fondamentale la presenza di queste aziende, che sarebbero non solo le prime clienti dei progetti, ma potrebbero loro stesse promuovere la produzione di idrogeno verde. Alcune di queste dovrebbero avere già in mano studi di fattibilità. Queste nuove valli dell’idrogeno sarebbero dunque inseriti dentro contesti industriali, con cicli produttivi definiti.

I tempi e le risorse

I tempi sono serrati. Sulla base di quanto richiesto dall’Europa - e quindi dal governo italiano - a metà maggio parte la manifestazione di interesse; a metà giugno si chiude e subito dovrà essere costituita una commissione di valutazione; a fine luglio ci saranno i vincitori. Entro il 2023 i progetti dovranno essere finanziati, e realizzati entro il 2026. «Un percorso serrato, di difficile gestione, ma ci proveremo», aggiunge Cattaneo.

La disponibilità di risorse è pari a circa 40 milioni, derivanti del Pnrr. Considerando infatti che per tutta Italia ci sono 500 milioni, che andranno per metà al Sud e per metà al Centro-Nord, la Lombardia avrà uno “spicchio” che si aggirerà intorno a questa cifra.

La lista (teorica) delle aree

La Lombardia ha redatto una lista di 140 aree dismesse, per un totale di 500 ettari, dove si potrebbe potenzialmente investire nell’idrogeno verde. Si tratta di aree dismesse dalle industrie, connesse a snodi ferroviari e altri collegamenti stradali e inserite in contesti produttivi. La richiesta dei bandi di maggio è di creare un idrogeno “verde”, cioè del tutto pulito, il cui processo di elettrolisi viene realizzato partendo da fonti di energia completamnete rinnovabile. In Lombardia si parla prevalentemente di fotovoltaico e idroelettrico, infine di eolico.

Spiegano i tecnici della Regione Lombardia che spesso «si parla in modo astratto di idrogeno, ma in alcuni casi bisogna considerare se la produzione di idrogeno viene alimentata da fonti tradizionali di energia, il che renderebbe il prodotto meno sostenibile». E questa è già una prima valutazione.

In alcuni casi, invece, anche se l’idrogeno non è completamente “verde” (ma magari etichettato dall’Europa come “blu” o altri colori intermedi), può comunque essere interessante negli esiti finali. Ed è il caso del progetto lombardo già partito e finanziato in Valcamonica, grazie al quale verranno realizzati treni a idrogeno.

La sperimentazione è stata avviata dalla Lombardia (al di là del Pnrr) e da Trenord (le ferrovie regionali lombarde, copartecipate dalla Regione e da Fs), per un valore complessivo di 292 milioni, di cui 52 di Palazzo Lombardia. Questo investimento riguarda esclusivamente la realizzazione di 14 treni entro il 2024 che andranno a “idrogeno blu”, non completamente “pulito” dunque, ma che tuttavia rappresenta un primo passo verso una nuova mobilità più sostenibile.

Ora si tratta di guardare anche alle nuove potenzialità, seguendo le indicazioni del Recovery fund, «anche se siamo consapevoli che le potenzialità dell’idrogeno verde, ovvero quello ricavato da processi completamente puliti, è una delle tante forme di energia a cui dobbiamo guardare, senza farci l’illusione che questa sia l’unica soluzione perché per il momento rappresenta una nicchia», sottolinea Cattaneo»

Le “valli” altrove

In Italia ci sono altri tentativi di realizzare le valli dell’idrogeno: alle porte di Roma, in Sicilia, in Puglia.

Ampliando lo sguardo, i progetti più interessanti sono in Europa e in Asia orientale. Esistono circa di 35-40 progetti nel mondo, distribuiti in 19 Paesi, per un valore complessivo di 36 miliardi di euro. Di questi poco più di 20 si trovano nella regione europea. Solo nei Paesi Bassi ce ne sono cinque.

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