ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEnergia e ambiente

Idrogeno, in Sicilia verranno costruite centrali in siti industriali dismessi

Bando regionale da 40 milioni di euro per progetti legati al settore. Si guarda al modello Catania dove si costruiscono pannelli fotovoltaici

di Davide Madeddu

(REUTERS)

2' di lettura

Si punta sull’idrogeno verde prodotto nelle centrali costruite nei siti industriali dismessi. Il progetto parte dalla Sicilia che, nell’arco di cinque anni, punta a occupare uno spazio di rilievo nazionale nel settore energetico legato all’idrogeno, con un’attenzione anche alle piccole e medie imprese e alla filiera legata a questo settore. Primo passo del progetto, che si gioverà delle risorse del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza; “Rivoluzione verde e transizione ecologica” è il bando predisposto dalla Regione Sicilia che mette a disposizione dei progetti 40 milioni di euro.

Il primo step

Un primo tassello cui si potranno poi aggiungere altre risorse messe in campo dalla stessa Regione che vuole giocare la carta energetica proprio su questo ambito. Nei giorni scorsi è stato pubblicato l'avviso pubblico finalizzato alla “selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di impianti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse”.

Loading...

Un primo passo di un percorso che, come sottolinea Antonio Martini, ingegnere minerario e sino al 31 dicembre direttore generale del dipartimento energia della Regione Sicilia, ha il senso di un passaggio epocale: «Siamo davanti a una sfida che segnerà i prossimi 20 anni – chiarisce –. L’idrogeno è una novità, in alcuni casi potremmo dire che è una moda, ma è una cosa che dobbiamo perseguire con grande incisività».

Le collaborazioni con gli atenei

E in questo mosaico rientrano anche le numerose collaborazioni attivate dalla Regione con le università e gli enti di ricerca per la predisposizione di tecnologie che «possono essere messe in campo per produrre un vettore così importante».

All'orizzonte c'è la trasformazione e recupero delle aree industriali dismesse in centrali per la produzione di energia. Una nuova hydrogen Valley che avrà un doppio valore: riconvertire aree degradate o abbandonate e creare luoghi per la produzione di energia attraverso piani di studio e ricerca.

Il modello Catania

«Possiamo dire che finalmente si parte e la firma degli atti il 30 dicembre – aggiunge Martini – dà il via libera al piano che ha una prospettiva importante». Perché alla produzione di idrogeno potrà essere collegato un piano di sviluppo industriale capace di coinvolgere l’intera filiera. «Pensiamo alla componentistica, alla realizzazione degli elettrolizzatori – aggiunge ancora – perché con le centrali a idrogeno ci sarà bisogno di componentistica e di tutti gli strumenti necessari per far andare avanti il sistema. In questo ambito le piccole e medie imprese locali potranno giocare un ruolo fondamentale. Più o meno come si fa a Catania con la produzione dei pannelli fotovoltaici».

E poi il traguardo alla fine della transizione: «Quando nel petrolchimico si potrà sostituire l'idrogeno grigio con quello verde, si potrà decarbonizzare l'intero processo industriale - conclude –. Senza dimenticare poi le altre opportunità che offre il settore dei trasporti, perché è anche in quell'ambito che si gioca la partita dell'idrogeno».


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti