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Ieo, ok del board al piano industriale Del Vecchio sonda i soci sull’aumento

di Marigia Mangano


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(FOTOGRAMMA)

3' di lettura

Il consiglio di amministrazione dell’Istituto europeo di oncologia approva il piano industriale quinquennale, mentre Leonardo Del Vecchio e UniCredit sondano i grandi azionisti su ulteriori progetti di sviluppo e rafforzamento del complesso ospedaliero, nell’ordine di 500 milioni di euro e per larga parte a carico della Fondazione Leonardo Del Vecchio, socia dello Ieo con il 18,46%.

Investimento per 160 milioni
Ieri, come da attese, nel pomeriggio si è tenuto il consiglio di amministrazione dello Ieo, il primo che ha visto Carlo Cimbri nel ruolo di presidente. Nel corso della riunione, durata tre ore e definita tranquilla negli ambienti vicini alla società, l’amministratore delegato Mauro Melis ha illustrato il piano industriale dei prossimi cinque anni del gruppo. Il board, si apprende, ha ribadito la finalità No profit dell’Istituto per volontà degli attuali azionisti e la volontà di procedere con la disciplina nei conti e il mantenimento dell’elevato standing dello Ieo. In questo quadro ha dunque dato il via libera al piano industriale presentato ieri dall’ad.

Il percorso delineato da Melis fissa un piano investimenti di 160 milioni che saranno destinati alla costruzione di due nuovi edifici, uno per lo Ieo e un altro per il Centro cardiologico Monzino e ad una unità di protonterapia. Inoltre 40 milioni saranno utilizzati per investimenti in tecnologia, 20 milioni nell’It e 30 milioni all’adeguamento degli impianti esistenti. Sono state inoltre deliberate 260 milioni di spese in Ricerca, circa 50 milioni l’anno. E il tutto sarà “autofinanziato”. La società parte da una posizione finanziaria attiva di 73 milioni e a fine piano prevede una cassa di 45 milioni.

Le mosse di Delfin e UniCredit
Nel corso del board, i consiglieri della Fondazione Leonardo Del Vecchio erano rappresentati solo da Alfredo Maria de Falco (UniCredit), mentre era assente Francesco Milleri, amministratore delegato di Luxottica. Il piano su cui stanno lavorando UniCredit e Delfin non è stato formalmente presentato al consiglio. Il progetto però, si apprende, è ormai definito e nei giorni scorsi sarebbe stato informalmente illustrato ad alcuni azionisti dello Ieo. Un azionariato ricco, quello dell’Istituto europeo di oncologia che vede in prima fila Mediobanca con il 25,37%, UnipolSai (14,37%), Intesa Sanpaolo (7,37%), Pirelli (6,06%), Allianz (5,86%), Generali (5,8%), Banco Bpm (5,77%) e Mediolanum (4,62%) oltre a posizioni minori.

Il progetto, come anticipato dal Sole24 Ore dello scorso 5 giugno, prevederebbe una serie di opzioni per far crescere l’istituto europeo di oncologia e il Centro cardiologico Monzino. Tra queste, sarebbe anche contemplata una massiccia iniezione di capitale. Alcune fonti riferiscono che sarebbe di oltre 500 milioni, con la Fondazione di Del Vecchio pronta a versarne almeno 300. In questo quadro finora ci sarebbero stati dei “momenti di condivisione” con alcuni azionisti, sottolinea una fonte, ma nessun passaggio formale nel board. Del Vecchio e Milleri avrebbe fatto sapere di essere disposti a mettere sul piatto queste risorse per il rafforzamento dell’istituto fondato da Umberto Veronesi. Tant’è che una fonte riferisce che il piano B potrebbe essere presentato nel prossimo consiglio di amministrazione. In agenda il board è atteso per settembre ottobre, ma c’è chi non esclude che l’appuntamento possa essere fissato per luglio.

Il punto, però, è capire in questo quadro le modalità di intervento della Fondazione. Ammesso che il progetto venga ritenuto interessante dagli altri azionisti e passi l’esame del prossimo consiglio di amministrazione, bisognerà vedere in che modo “finanziare” l’operazione senza alterare gli attuali assetti proprietari. Perché su un punto, alcuni soci, sembrerebbero coesi: l’impegno della Fondazione Leonardo Del Vecchio non deve trasformarsi in una ascesa nel capitale sociale dello Ieo dove da statuto c’è un tetto massimo del 30% e una clausola di prelazione. In assenza di venditori, l’unica strada per pesare di più è rappresentata proprio dalla ricapitalizzazione che, se non sottoscritta pro quota, potrebbe portare il patron di Luxottica vicino alla soglia limite, diventando di fatto primo socio dello Ieo. Si tratta dunque di studiare “strade” alternative all’aumento di capitale, sottolinea una fonte. In che termini è ancora tutto da definire.

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