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Igd chiude l’anno con un calo dei ricavi del 20% ma vede il recupero da giugno 2021

Il patrimonio immobiliare vale oggi 2,2 miliardi. In vendita anche un portafoglio non strategico da 180 milioni

di Paola Dezza

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4' di lettura

Pandemia e provvedimenti di chiusura del governo hanno di fatto bloccato il settore retail per il lungo lockdown della primavera scorsa e costretto ad aperture a singhiozzo nei mesi successivi. Chiusure che hanno avuto ripercussioni sui conti dei negozi e dei centri commerciali e che adesso si ripercuotono sui bilanci 2020 delle grandi aziende del settore. Igd, uno dei big del settore, ha chiuso lo scorso anno con ricavi locativi netti pari a 109,5 milioni di euro (-19,8%) e un risultato netto ricorrente (FFO) di 59,3 milioni di euro (-28,8%). Entrambi includono 18,5 milioni di euro di impatti diretti netti da Covid-19.

La società nel bilancio appena approvato dal Cda ha dichiarato di avere una disponibilità di cassa a fine periodo pari a 117 milioni di euro, oltre a linee di credito committed per 60 milioni di euro e non committed per 151 milioni di euro.

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Il peso di questi conti ha imposto al Cda di chiedere all’assemblea di non erogare dividendi per l’anno 2020. Igd ha dato ininterrottamente dividendi crescenti dalla quotazione. L’idea è di tornare al dividendo nel 2022.

Tra le operazioni all’orizzonte la vendita di un portafoglio di ipermercati/supermercati stand alone per circa 185 milioni di euro, il cui incarico è stato affidato a Cbre. La scelta è ricaduta su questa tipologia per riscuotere l’interesse degli investitori. Anche se finora la strategia di Igd è stata sempre di avere la proprietà unitamente dell’ipermercato e della Galleria commerciale. In questi casi, invece, la scelta è ricaduta su strutture di cui Igd aveva la proprietà solo degli ipermercati. Non sono previste altre vendite per il 2021.

«Il 2020 è stato sicuramente l’anno più difficile della storia del gruppo - ha detto l’ad Claudio Albertini -, con pesanti ripercussioni della pandemia sul settore retail e di conseguenza sulle property company come la nostra. Non siamo però rimasti inermi di fronte alla situazione, anzi, con ancora maggior determinazione abbiamo lavorato su tutti i fronti». Igd, ha detto Albertini, ha mantenuto operativi, per quanto consentito dalle normative e salvaguardando gli aspetti di salute e sicurezza, tutti i centri commerciali.

«Speriamo in un normale ritorno alla normalità nel secondo semestre - dice Albertini -, in base a come andrà avanti il piano vaccinale». Le stime per l’utile ricorrente sono di una crescita del 3-4 per cento per l’anno in corso.

«Abbiamo portato avanti una puntuale e capillare attività commerciale con i tenant - spiega Albertini -, fornendo loro soluzioni di supporto che hanno consentito di mantenere un alto livello di occupancy e di incassato. Abbiamo inoltre voluto confermare nei fatti una struttura finanziaria allineata al profilo investment grade, salvaguardando i cash flow e conservando le risorse per coprire le esigenze finanziarie».

Nel corso del 2020 le performance di Igd sono state duramente impattate dalle varie misure restrittive adottate dal Governo italiano e tuttora in vigore per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19.

Gli andamenti fatti registrare dai centri commerciali del Gruppo nei primi due mesi dell’anno erano stati positivi (vendite operatori a fine febbraio +2%) ma, in seguito al propagarsi dell’epidemia, l’operatività dei centri commerciali è stata fortemente limitata con le sole merceologie considerate “essenziali” (quali ad esempio vendita di prodotti alimentari,farmaceutici, parafarmaceutici, ecc) autorizzate ad operare nel periodo 12 marzo – 18 maggio (66 giorni complessivi di limitazioni e chiusure).

I mesi centrali dell’anno tra giugno ed ottobre hanno coinciso con un allentamento progessivo delle restrizioni e un ritorno alla quasi piena operatività (seguendo tutte le regole per evitare contagi). In questo periodo gli andamenti dei centri commerciali hanno mostrato forti segnali di recupero con le vendite degli operatori che, nel trimestre agosto – ottobre, sono tornate in territorio positivo (+0,3%) a fronte di un’affluenza più selettiva ma caratterizzata da una maggior propensione all’acquisto e un deciso incremento dello scontrino medio (+17%).

A partire dal 6 novembre però, a seguito del nuovo incremento dei contagi, il Governo ha varato nuovi provvedimenti restrittivi prevedendo tra l’altro la chiusura di tutti i centri commerciali nei weekend e nei giorni festivi e prefestivi (per un totale di 21 giorni di chiusura tra novembre e dicembre), ad eccezione delle sole merceologie “essenziali” autorizzate adoperare. Queste restrizioni, unitamente alle limitazioni agli spostamenti, hanno inciso in maniera significativa sulle performance dei centri in un periodo dell'anno solitamente molto positivo per gli acquisti.

«Alla luce di quanto descritto sopra, nel 2020 le vendite fatte registrare dagli operatori delle gallerie sono risultate in calo di circa il 28% rispetto all’anno precedente, un dato comunque migliore rispetto alla media del mercato (fonte Cncc)» dicono dalla società.

E sul fronte affitti? «Le trattative non hanno comportato modifiche alla struttura dei contratti in essere (salvo rare eccezioni) ma, a seconda della specifica situazione, è stata prevista la rimodulazione dei pagamenti nel corso dell’anno, la possibilità di prorogare la scadenza dei contratti e la concessione di sconti temporanei».

Il tasso di occupancy del portafoglio italiano, pari al 94,3%, si è mantenuto su livelli elevati seppur in calo rispetto al 31 dicembre 2019 quando era risultato pari al 96,9%.Inoltre, sono stati ottenuti ottimi risultati in termini di fatturato incassato al netto degli sconti concessi, che al 31 dicembre era pari a oltre il 91%.

Nel 2020 i ricavi lordi da attività locativa, pari a 150 milioni di euro, hanno registrato un decremento del -3,4%.

Nel corso dell’anno Igd ha rinviato alcune capex ed investimenti, per un minor cash out pari a 40 milioni di euro rispetto alle previsioni di budget. Sono stati pertanto posticipati i restlying presso i centri commerciali Porto Grande (San Benedetto del Tronto) e La Favorita (Mantova). «Un rinvio agli anni futuri - dice Albertini -, abbiamo cercato di privilegiare la posizione finanziaria della società. Quest’anno abbiamo a budget 43 milioni di euro di investimenti, di cui 15 milioni rinviabili. Il progetto di Livorno dovrà andare avanti, con la parte residenziale per la quale abbiamo già firmato nove prenotazioni sui 43 appartamenti».

Il patrimonio immobiliare ha raggiunto un valore di mercato pari a 2.265,69 milioni di euro, in decremento del -4,86% rispetto a dicembre 2019.

Riproduzione riservata ©

  • Paola Dezzavice caposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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