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Il 2020 dell’auto si chiude con volumi in calo del 27,9% nell’anno del Covid

Immatricolazioni in calo del 14,9% a dicembre e del 27,9 da inizio anno - Fca fa meglio del mercato, ma perde oltre un quarto dei volumi da gennaio

di Filomena Greco

2' di lettura

Un dicembre con il freno tirato e un calo di immatricolazioni del 14,9% ha contribuito al risultato da dimenticare nel 2020 per il mercato auto. Al 31 dicembre in Italia sono state immatricolate un milione e 381.496 autovetture, con una contrazione, prevista dagli operatori, pari al 27,9%. Il mondo dell’automotive, dunque, perde un terzo dei volumi, un risultato indotto da lockdown e pandemia, in minima parte contrastato dalle misure a sostegno dell’acquisto di nuove autovetture in vigore nei mesi estivi e ora reinseriti in manovra.

Le prospettive per il 2021 sono inevitabilmente legate all'andamento della pandemia nei prossimi mesi. «Non ci sono i margini per una stima ottimistica» sottolinea Gian Primo Quagliano, responsabile del Centro che cita l’ultima rilevazione sui concessionari italiani. «Il 49% degli operatori interpellati – sottolinea – nell'inchiesta congiunturale mensile condotta negli ultimi giorni di dicembre,considerando anche i nuovi incentivi varati con la Legge di Bilancio, si aspetta per il prossimo anno immatricolazioni sostanzialmente stazionarie, sui livelli del 2020».

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Tra le case produttrici Fca fa molto meglio del mercato a dicembre e chiude con un lieve vantaggio rispetto allo stesso mese del 2019 (+1,1%), grazie soprattutto alle performance dei marchi Fiat e Lancia. Da inizio anno il Lingotto perde un po’ meno del mercato, il 26,7% rispetto al 27,9 delle immatricolazioni in generale. Nel mese fanno bene anche i “fratelli” di Peugeot (+4,3%) e di Opel (+8,7%). In aumento di oltre il 15% le immatricolazioni nel mese a marchio Volkswagen, mentre sia Toyota che Volvo registrano volumi superiori di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Perdono oltre il 20% delle immatricolazioni i brand del lusso come Bmw o Audi, dimezza le vendite nel mese il brand Mercedes mentre realtà come Seat, gruppo Volkswagen, registrano un balzo delle vendite del 21,5%

Secondo le stime del Centro Studi Promotor, il fatturato dei concessionari ha subito nel corso dell’anno una contrazione di 12,17 miliardi sul 2019, mentre il gettito Iva è calato di 9,97 miliardi. Per superare la crisi dell’auto, suggerisce Quagliano, bisognerebbe superare la logica degli interventi congiunturali ma provvedimenti di carattere strutturale destinati ad esempio a a svecchiare il parco auto circolante in Italia, tra i più datati d’Europa, con un piano di incentivi pluriennali costruito privilegiando le vetture a basso impatto, comprese le vetture ad alimentazione tradizionale.

Per Michele Crisci, presidente dell’Unrae, il 2020 si chiude comunque con una nota di soddisfazione per il piano incentivi varato dal Parlamento. «Si tratta di un investimento i cui benefici vanno a vantaggio dell'occupazione – sottolinea – e dell'ambiente, in uno dei settori industriali che più contribuisce al Pil del Paese. Un passo importante, dunque, dal quale partire per costruire, insieme alla politica, una nuova stagione della mobilità».

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, aggiunge però Crisci, «non potrà prescindere dall'auto e dalle innovazioni alle quali da tempo lavorano i costruttori, senza dimenticare le necessarie infrastrutture pubbliche idonee ad agevolare la diffusione di nuove tipologie di vetture», senza dimenticare la partita della detraibilità e della deducibilità per i veicoli aziendali, che in Italia sconta uno svantaggio rispetto agli altri major market.

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