parla il ceo di sap italia

«Il 2020 per il business sarà un'odissea», ecco come cambia l'agenda dei Ceo

L’amministratore delegato di Sap Italia, Emmanouel Raptopoulos, ha così fotografato il periodo che stiamo vivendo

di G.Rus.

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L’amministratore delegato di Sap Italia, Emmanouel Raptopoulos, ha così fotografato il periodo che stiamo vivendo


3' di lettura

Un'esperienza travagliata: citando il termine “odissea”, l'amministratore delegato di Sap Italia, Emmanouel Raptopoulos, ha così fotografato il periodo che stiamo vivendo, caratterizzato da grande incertezza e mancanza di dati storici per trovare le giuste risposte a varie domande. Lo scenario che ci aspetta, invece, ha dei contorni più definiti. Secondo la ricerca la “Covid-19 Impact Sentiment Survey” condotta nel mese di aprile (in pieno lockdown) da Idc a livello globale su un campione di 574 manager, a causa dei profondi cambiamenti che hanno colpito il mercato negli ultimi 60 giorni, il 70% delle aziende intervistate si aspetta un calo di fatturato per il 2020 ma solo il 38% dello stesso campione prevede una diminuzione della spesa It. E nella regione Emea questa percentuale scende al 28%.

La videoconferenza? Come il fax degli anni ‘80


I numeri di cui sopra hanno indotto il manager della software house tedesca a una prima riflessione, la seguente: «Le organizzazioni pubbliche e private hanno compreso l'importanza della tecnologia per affrontare situazioni di emergenza e garantire la continuità del business, considerandola, in molti casi, come un'opportunità per esplorare nuovi percorsi».

E basta pensare alla quotidianità di moltissime persone durante la quarantena per trovare delle concrete conferme. Da remoto si sono mantenuti vivi i contatti, garantite (in parte) educazione e formazione a tutti i livelli, realizzati progetti anche complessi da remoto. «La tecnologia – ha aggiunto Raptopoulos – ha permesso a molte aziende di rivedere i propri modelli di business tradizionali sviluppando nuovi prodotti e servizi per sopravvivere. Non si deve però travisare il valore della videoconferenza, che per quanto importante ed essenziale per fare affari, è l'equivalente del fax negli anni '80, e non è quindi uno strumento dove risiede il vero valore. Le organizzazioni dovrebbero invece continuare a cercare una trasformazione nel digitale più profonda».



Le nuove priorità digitali. L'e-commerce fa da esempio

Se nell'agenda dei Ceo a inizio anno, osserva ancora l'Ad di Sap, spiccavano parole chiave come customer experience, semplificazione ed efficienza dei processi, digital supply chain, motivazione e coinvolgimento dei dipendenti, il Coronavirus ha stravolto l'ordine delle priorità, facendo emergere nuove urgenze. «Pensiamo a quanto sia fondamentale poter oggi disporre oggi di una catena di approvvigionamento forte e stabile che garantisca la continuità del business nonostante i limiti della logistica imposti dal blocco, oppure pensiamo all'importanza crescente di instaurare relazioni digitali trasparenti con i propri clienti e partner». L'e-commerce, in particolare, spiega bene questa evoluzione: il commercio online a gennaio, tra le attività digitali adottate in azienda, era all'ultimo posto e attivo solo nel 34% delle aziende italiane oggetto di un'indagine condotta proprio da Sap, ma negli ultimi tre mesi la sua rilevanza è cresciuta esponenzialmente.
«Oggi tutte le imprese hanno capito che non possono più trascurare lo sviluppo di un canale digitale per rafforzare la relazione con i loro clienti o supportare direttamente le vendite online. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna, vedi per esempio i servizi di Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare in rete un prodotto e di ritirarlo in negozio, che hanno registrato una crescita del 349%», conferma ancora Raptopoulos.

Dallo smart working all'organizzazione intelligente

Una priorità nuova, non presente nell'agenda dei Ceo a inizio anno, riguarda infine il lavoro agile e la nuova enfasi sulla sicurezza dei dipendenti. “Tutti hanno dovuto rivedere le proprie strategie nel giro di poche settimane, promuovendo modelli di lavoro e di comunicazione che prima non erano consolidati”, dice il manager di Sap, facendo i nomi di realtà come il Comune di Milano, che in tempi molto stretti ha portato oltre 4mila dipendenti in smart working garantendo la continuità di molti servizi al pubblico in modalità digitale, o la Provincia Autonoma di Bolzano, che in meno di 20 giorni ha cambiato la destinazione di un progetto informatico per sostenere una procedura urgente a beneficio di professionisti e piccole imprese locali per la richiesta dei contributi economici pubblici. Guardando al medio termine, conclude Raptopoulos, “sono diversi i punti che guideranno l'ordine del giorno dei Ceo per i prossimi cinque anni ma quelli che determineranno il futuro delle imprese saranno sicuramente l'evoluzione verso un'organizzazione intelligente e lo sviluppo di servizi ed esperienze digitali affidabili per clienti, partner e dipendenti”.

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