I nuovi lavori

Il 21% delle professioni si sta evolvendo verso la green economy

Secondo l’Atlante del lavoro curato dall’Inapp, lo 0,8% dei lavoratori è occupato in professioni direttamente legate all’economia verde,l’8% in professioni ibride e il 12% in professioni che vanno verso la green economy

di Giorgio Pogliotti


Bianco (Iren), da nuovo governo spinta sulla green economy

3' di lettura

I nuovi mestieri guardano sempre più alla green economy . Dai paesaggisti e specialisti della conservazione del territorio fino agli ingegneri dei materiali, ai certificatori in grado di effettuare una diagnosi degli edifici e rilasciare l’attestato energetico. Lo 0,8% dei lavoratori italiani è occupato in professioni native della green economy, un ulteriore 8% in professioni esistenti ma aggiornate in direzione dell’economia verde. C’è poi un ulteriore 12% di professioni “go-green”, ovvero quei lavori che vanno verso l’economia verde come l’agricoltura o il tessile.

I LAVORI GREEN PURI E GLI IBRIDI IN ITALIA

Nell'Atlante del lavoro Inapp la distribuzione geografica delle professioni green. Dati in percentuale

A stimare l’impatto della green economy è l’Atlante Lavoro, una mappa universale elaborata dall’ Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), che serve a monitorare l'evoluzione dei settori, delle imprese e del lavoro per valutarne le ricadute sulle competenze e le professionalità.

In cima per i contratti green le public utilities e le costruzioni
L’Inapp ha analizzato le comunicazioni obbligatorie del 2017 su tutte le attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro in Italia (escluse partite Iva e settore pubblico) giungendo alla conclusione che nel complesso circa il 21% degli occupati è coinvolto in processi produttivi e professioni che hanno a che fare attualmente o in prospettiva con il fenomeno della green economy.

I settori dove si registra il maggiore numero di contratti green sono le public utilities e le costruzioni seguiti da servizi sociali e manifattura

Sicilia, Calabria e Liguria le regioni con più professioni verdi
L’Atlante individua tre categorie. Anzitutto i lavoratori occupati in professioni strettamente green, che sono localizzati in prevalenza nelle regioni meridionali (l’1,3% degli occupati in Sicilia, l’1,2% in Calabria, l’1% in Sardegna) e tra le regioni settentrionali la Liguria (1,2%). Sono definiti lavori full green, cioè professioni nuove interamente dovute alla green economy. Sono gli ingegneri energetici, i pianificatori, i paesaggisti e gli specialisti del recupero e della conservazione del territorio, i tecnici del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.

Ci sono poi gli “hybrid green jobs”, cioè professionalità pre-esistenti alla green economy ma aggiornate come gli ingegneri dei materiali, tecnici del marketing, tecnici delle costruzioni civili. Sono soprattutto in Molise (9,7% degli occupati), Lombardia (9,6%), Abruzzo (9,4%), Piemonte (8,7%) e Campania (8,6%).

Infine ci sono le “go green “ovvero professioni potenzialmente aggiornabili con competenze green - come i responsabili di aziende che operano nell'agricoltura, disegnatori di moda, agenti di viaggio - ma dove questo passaggio non è stato ancora completato.

10 miliardi per il Green New Deal
«Quello della green economy è un settore di cui si parla tanto ma di cui si conosce ancora poco in termini di contratti di lavoro reali– spiega Stefano Sacchi, presidente dell’Inapp - un settore che in prospettiva può rappresentare il polmone della nuova economia. I dati ci fanno vedere come nel nostro Paese c’è ancora molto da fare, soprattutto per la progressiva trasformazione di settori produttivi rilevanti, come l’ecoturismo, il tessile, l’agricoltura, che potranno diventare sempre più parte della green economy». In questo senso, secondo Sacchi «va nella direzione giusta il Green New Deal promosso dal governo che prevede lo stanziamento di 10 miliardi di euro suddivisi in due fondi di investimento per progetti di sviluppo sostenibile, infrastrutture sociali e incentivi per il passaggio o la dotazione di fonti rinnovabili».

Per approfondire
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