Architettura

Il 23 e 24 maggio una maratona sull’architettura post Covid

Due giorni di riflessioni e soluzioni possibili che dovranno tenere conto delle nuove esigenze indotte dalla pandemia. Dall’abitare all’uso temporaneo dei luoghi, dalla mobilità al disegno delle città e dei piccoli centr

di Paola Pierotti

default onloading pic
(AdobeStock)

Due giorni di riflessioni e soluzioni possibili che dovranno tenere conto delle nuove esigenze indotte dalla pandemia. Dall’abitare all’uso temporaneo dei luoghi, dalla mobilità al disegno delle città e dei piccoli centr


3' di lettura

Al via la maratona digitale promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC): una riflessione corale su come ripensare il Paese post Covid-19. Questo lo scopo di “L’architettura è cultura e bene comune”, in programma dalle ore 10 di sabato 23 maggio alle 10 di domenica 24. Avviata la fase 2, dopo settimane di dibattito, scende in campo il Cnappc con una piattaforma per l’ascolto e il dialogo aperto.

In questo tempo di lockdown sono decine gli architetti che hanno già fatto sentire la propria voce e hanno proposto idee, riflessioni e soluzioni possibili che spaziano dallo spazio minimo dell’abitare a quello dell’uso temporaneo dei luoghi, dalla mobilità al disegno delle città e dei piccoli centri. Sono scesi in campo con soluzioni per l’emergenza in ambito sanitario e per gli spazi pubblici; con progetti e linee guida per architetture che dovranno tenere conto delle nuove esigenze e dei mutati comportamenti; e con manifesti per le possibili sfide per il futuro,
Il Cnappc dà ora il suo contributo con una maratona digitale, live sulla piattaforma online “architettiperilfuturo” (www.architettiperilfuturo.it), proponendo un confronto partecipativo aperto all’intera comunità degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, cittadini, società civile, decisori, istituzioni e imprese: per partecipare è necessaria iscrizione sul sito.

Cinque i grandi temi su cui si dibatterà: progettare secondo le sfide globali 2030/50; l’Italia, una rete di Resilient Cities; la sostenibilità dell’abitare; rigenerazione urbana: luoghi pubblici, servizi, mobilità e partecipazione; nuovi modelli virtuosi.
La maratona avvierà un racconto che si andrà arricchendo fino all’autunno, con suggestioni, idee e contributi che confluiranno in una proposta articolata da sottoporre alle istituzioni.
«Il Covid-19, oltre ad averci fatto piombare in una profonda crisi sanitaria ed economica, può rappresentare un’opportunità verso il cambiamento, con interventi radicali, in una partita tutta da giocare. Per farlo è necessario elaborare proposte di futuro - spiega Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale - ripensando le città e i territori, agendo sugli stili dell’abitare, sulla mobilità, sull’accesso ai servizi, e su uno sviluppo in forme più distribuite e reticolari». Il comitato scientifico è composto dal fisico Roberto Cingolani, responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo; Mario Cucinella, fondatore Mario Cucinella Architects, presidente del comitato scientifico; Enrico Giovannini, portavoce di Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile; Antonio Navarra, presidente del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc); Federico Parolotto, co-founder di MIC Mobility In Chain; Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano.
Nel dibattito si affronterà il tema della gestione nel dopo emergenza, dei luoghi dell’abitare e degli spazi pubblici. Ci si interrogherà su come sarà fatta ripartire l’economia, riattivati i cantieri, trasferita una indispensabile spinta propulsiva al mondo delle costruzioni.

Quale lezione post-pandemia?
Questa campagna di sensibilizzazione muove da un Manifesto che raccoglie spunti e proposte per le città e i territori del futuro e, più in generale, per la rigenerazione urbana e per il rilancio delle periferie, capitalizzando anche il lavoro del Consiglio Nazionale nel corso dell’VIII Congresso Nazionale.
Spazio ai temi della professione, nel dialogo con la filiera. Ma attenzione anche a questioni che hanno a che fare con cultura e turismo, capisaldi identitari ed economicamente strategici per l’Italia, con una particolare attenzione ai centri minori e ai borghi delle zone interne, tema caro allo stesso Cucinella avendolo portato al centro del dibattito nell'occasione dell'ultima Biennale di Venezia, con il progetto Arcipelago Italia. E proprio ricordando i temi evidenziati dalla Fondazione la Biennale di Venezia - che in questi giorni ha annunciato lo spostamento della sua prossima Mostra di Architettura dal 2020 al 2021 - torna viva l’intuizione del motto della prossima edizione “how we will live together”, con un progetto curato da Hashim Sarkis e declinato per l’Italia dal curatore del padiglione italiano Alessandro Melis, in questo caso con una particolare attenzione alle comunità resilienti.

Su scala internazionale il dibattito è aperto, la ricerca scientifica anima e informa le scelte politiche e strategiche. In Italia sono i Comuni, spesso con assessori all’Urbanistica-architetti o ingegneri, a scommettere su un nuovo disegno della città, mettendo al centro il progetto. Per fare alcuni esempi si ricordano le politiche e le iniziative di città come Bergamo, Verona, Livorno, Prato o Taranto. Buone pratiche locali, in attesa di una legge per l’architettura che l’Italia ancora aspetta, sfide ancora tutte da giocare per i decisori, che dal mondo delle professioni possono trarre idee e proposte, conoscere scenari possibili e innovativi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti