gli pneumologi

Il 30% dei guariti da Covid-19 a rischio di problemi respiratori cronici

Questo lo scenario descritto per i casi più gravi nel corso del meeting della Società Italiana di Pneumologia

di Nicola Barone

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Questo lo scenario descritto per i casi più gravi nel corso del meeting della Società Italiana di Pneumologia


2' di lettura

Sarebbero a rischio per almeno sei mesi i polmoni in seguito a infezione da Covid-19 e per un terzo dei guariti sono in vista problemi respiratori cronici. Questo lo scenario descritto per i casi più gravi nel corso del meeting della Società Italiana di Pneumologia. Gli esiti fibrotici, cioè la cicatrice lasciata sul polmone da Covid-19, possono rappresentare una nuova patologia di domani e «una nuova emergenza sanitaria», come avverte lo pneumologo Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico scientifico. Bisognerà quindi attrezzarsi e rinforzare le strutture di Pneumologia sul territorio.

La lunga permanenza in ospedale
Il quadro arriva dall’incontro digitale organizzato dalla Società Italiana di Pneumologia (SIP) con StemNet, la Federazione delle Associazioni di Ricerca sulle Cellule Staminali e il Gruppo Italiano Staminali Mesenchimali (GISM). Si fa strada la convinzione tra che nei pazienti rimasti per molto tempo negli ospedali il recupero della funzionalità respiratoria sia a lungo termine e, nei casi più gravi, potrebbe non essere completo. Gli esperti perciò mettono in guardia per prevedere percorsi di riabilitazione respiratoria e adeguati percorsi per capire quali pazienti rischiano danni permanenti.

Conseguenze della fibrosi polmonare
A Pavia è già attivo da aprile il primo ambulatorio post Covid-19 che traccia la strada per lo specifico follow-up dei pazienti. L'infezione da coronavirus potrebbe dunque lasciare strascichi a lungo termine sulla funzionalità dei polmoni. Ricercatori e pneumologi sono giunti a questa conclusione confrontando i primi dati raccolti nel nostro Paese e dai medici cinesi con gli esiti di pazienti colpiti da SARS nel 2003. Si stima che in media in un adulto possano servire da 6 a 12 mesi per il recupero funzionale, che per alcuni però potrebbe non essere completo. Dopo la polmonite da Covid-19 potrebbero perciò essere frequenti alterazioni permanenti della funzione respiratoria ma soprattutto segni diffusi di fibrosi polmonare: il tessuto respiratorio colpito dall'infezione perde le proprie caratteristiche e la propria struttura normale, diventando rigido e poco funzionale, comportando sintomi cronici e necessità, in alcuni pazienti, di ossigenoterapia domiciliare.

Nuovi approcci terapeutici
La fibrosi polmonare potrebbe diventare perciò un pericolo in futuro per molti sopravvissuti a Covid-19 e rendere necessario sperimentare nuovi approcci terapeutici, concludono gli specialisti, come i trattamenti con cellule staminali mesenchimali.

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