ECONOMIA DIGITALE

«Il 5G è un'opportunità unica, l'Italia fa da apripista»

L'intervento su DigitEconomy.24 di Laura Di Raimondo (Asstel)

di Laura Di Raimondo *


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Laura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel

2' di lettura

Semplificare la vita dei cittadini e migliorare l'ambiente: sono le sfide che attendono le nostre città. Ma in che modo? Due sono le risposte: 5G e Internet of Things capaci di mettere in connessione tra loro - grazie a piccole small cells - abitazioni, uffici, strade e trasporto pubblico e privato. Una vera e propria rivoluzione urbana in cui la connettività super veloce sarà per il Paese un'opportunità economica, sociale e culturale incredibile. Un dato: entro il 2030, si stima che l'impatto della rete di ultima generazione sul Pil sarà di 246 miliardi.
In questo l'Italia è stata apripista della sfida 5G. Con largo anticipo rispetto alla gran parte degli altri Stati europei - come riconosciuto nel Rapporto Desi 2019 - le imprese nel nostro Paese hanno avviato sperimentazioni precommerciali, con il supporto del Mise, nell'area metropolitana di Milano, Prato, L'Aquila, Bari e Matera, che termineranno a giugno. Successivamente, gli operatori tlc hanno investito in 120 piccoli comuni per superare il digital divide. Primi passi significativi che hanno portato l'Italia non solo a promuovere la diffusione della nuova tecnologia, ma a posizionarsi tra i primi Paesi ad aver lanciato dei servizi 5G.

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Col digitale Roma avrà un nuovo volto, con nuovi spazi di vita e lavoro

In prima linea nella sfida dell'innovazione digitale ci sono le città metropolitane, come Roma. Grazie al digitale, la Capitale potrà avere un nuovo volto. Una nuova visione della cultura urbana segnata dalla transizione verso modelli di vita e di organizzazione sociale finora inimmaginabili. Il 5G sarà in grado di costruire nuovi spazi di vita e di lavoro capaci di diminuire le distanze e consentirci di risparmiare tempo. Una trasformazione non solo tecnologica, ma anche culturale, in cui l'antichità della Città eterna si fonde con la modernità di una città smart. Nell'immediato è sicuramente la mobilità il settore da cui ci aspettiamo le principali novità. Si prevede che nel 2040 il 75% del parco circolante globale sarà a guida autonoma con i veicoli integrati con l'IoT, collegati con marciapiedi, palazzi e pedoni. Sarà necessario quindi riconfigurare e ripensare i nostri spazi urbani. In questo disegno, anche il lavoro assume una nuova veste, con la richiesta di competenze e profili sempre più specializzanti. Pertanto, investire nella formazione continua è prioritario in un mercato del lavoro in evoluzione. Un esempio: lo smart working, i cui benefici investono non solo i lavoratori ma anche l'ambiente e l'intera comunità, rivitalizzando le periferie, oggi solo "dormitori" e riducendo le emissioni di CO2. Questo è il futuro che ci attende. Avremo città "sapiens" che si serviranno della tecnologia, dell'innovazione e delle competenze specifiche per raggiungere qualità ed efficienza maggiori nella fruizione dei servizi di tutti i giorni.

*Direttrice generale di Asstel

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