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Il 60% dei prof: il pasto a scuola è momento importante di apprendimento e relazione

Indagine a tutto campo per mettere a fuoco e valorizzare, anche sul piano educativo e didattico, i momenti vissuti nella mensa. I risultati e le indicazioni

di Redazione Scuola

3' di lettura

La ristorazione scolastica rappresenta uno strumento fondamentale attraverso cui promuovere buone abitudini, comportamenti alimentari corretti e scelte consapevoli tra i bambini, in una fascia di età in cui le consuetudini alimentari sono ancora in fase di acquisizione e strutturazione e possono contribuire a determinare un buono stato di salute. In questo contesto, il momento del pasto a scuola ricopre un duplice ruolo per la crescita dei bambini, diventando un elemento imprescindibile per uno sviluppo psico-fisico ottimale, da un lato, e una occasione di educazione al gusto e di scoperta di nuovi prodotti e culture, dall'altro.

La ricerca

È quanto emerge anche dalla ricerca condotta da Ipsos per l'Osservatorio Cirfood District che ha voluto dare voce agli insegnanti, protagonisti del percorso di crescita degli studenti e fruitori del servizio di ristorazione scolastica, al fine di analizzare le loro percezioni e la loro idea di mensa del futuro, inteso quale luogo in cui i più piccoli possono crescere e sviluppare comportamenti salutari e sostenibili. Dall'indagine, effettuata su un panel di 150 docenti delle scuole primarie di tutta Italia, mediante modalità Cawi e focus group, infatti, emerge che per gli insegnanti il pasto a scuola rappresenta un momento di relazione e piacere (60%) e un'importante occasione di convivialità (55%) e educazione (43%) per i più piccoli. La relazione con gli alunni durante il pasto è considerata uguale (52%) e - per il 40% degli insegnanti migliore - ovvero più felice e positiva, rispetto alle ore di lezione, anche grazie a un confronto ancor più empatico dato dalla libertà di chiacchierare, di muoversi e di socializzare.

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Il contesto

La pausa pranzo in mensa, per i docenti, costituisce un contesto all'interno del quale i bambini possono socializzare fra loro (96%), accrescere la propria autonomia (91%) e trovare momenti di collaborazione con gli altri (80%). Il pasto a scuola rappresenta anche un'occasione educativa (88%) e un'opportunità di crescita e sviluppo dei bambini (84%).Gli insegnanti, inoltre, valutano positivamente i menu proposti in mensa perché rispettano l'importanza di una dieta bilanciata (82%), sono attenti alla stagionalità dei prodotti (80%) e sono diversificati sulla base delle necessità legate ai regimi alimentari dei bambini (74%). In questo modo, il pasto nelle scuole diventa veicolo di una cultura dell'alimentazione basata sulla sostenibilità, sul rispetto dell'ambiente e sull'inclusione.

Coinvolgimento dei docenti

«Il coinvolgimento degli insegnanti è stato fondamentale per conoscere il loro punto di vista e i bisogni a esso legati riguardo a un servizio che noi tutti riteniamo essenziale per il benessere dei più piccoli, soprattutto dopo questi anni fortemente influenzati dalla pandemia - ha commentato Chiara Nasi, presidente Cirfood -. Gli insegnanti, con le loro conoscenze e competenze, ricoprono infatti un ruolo cruciale per la crescita dei bambini e sono alleati importanti nel creare un contesto educativo durante la pausa pranzo, un momento in cui gli studenti devono essere messi nelle condizioni di apprendere corretti comportamenti nutrizionali e imparare a condividere con i compagni il piacere di stare a tavola».

La mensa del futuro

Parallelamente, Ipsos ha chiesto agli insegnanti come vorrebbero la mensa del futuro, i quali hanno evidenziato la necessità di un servizio in grado di valorizzare ulteriormente gli aspetti educativi della pausa pranzo e in particolare quelli legati alla sostenibilità. I docenti, infatti, valutano positivamente le iniziative che prevedono l'introduzione di bag antispreco per dare una seconda vita agli alimenti non consumati a tavola e l'uso di brocche o erogatori di acqua per ridurre l'utilizzo della plastica. Gli intervistati, inoltre, vorrebbero che il momento della pausa pranzo a scuola fosse per i più piccoli un'occasione per incrementare la propria autonomia, indipendenza e responsabilità, grazie ad una maggiore collaborazione tra studenti e operatori per le attività connesse al pasto, ossia apparecchiare (40%), sparecchiare (64%), raccogliere e differenziare i rifiuti (57%).Il menu della mensa ideale, infine, secondo i docenti intervistati dovrebbe essere ricco di ingredienti di stagione (62%), gustoso (54%), con alimenti locali e biologici, a conferma di una crescente attenzione verso la sostenibilità e rispetto dell'ambiente quali elementi essenziali per la crescita degli adulti di domani, più consapevoli dei propri consumi. In questo contesto, secondo il 76% degli insegnanti, la pausa pranzo a scuola dovrebbe durare tra i 45 minuti e l'ora, per consentire di dar vita ad un momento di vera relazione e convivialità durante il quale i bambini abbiano il giusto tempo per apprendere corretti e sani stili di vita, per scoprire nuovi sapori e l'origine dei prodotti e sviluppare una propria conoscenza e educazione al gusto e al consumo consapevole.

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