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Il 62% degli italiani ha un orto in casa: ecco quanto costa farsene uno

di Francesca Milano


2' di lettura

Come tutte le mode, è destinata a passare. Ma per adesso quella dell’orto in casa è una tendenza che piace: lo dicono i dati di una ricerca di Coldiretti/Ixè, secondo cui più di 6 italiani su 10 coltivano qualche verdura sul proprio balcone, sul terrazzo o in giardino. Secondo Coldiretti la “moda” dell’orto domestico è in crescita del 6,3%, tanto che le superfici coltivate hanno raggiunto i 174 milioni di metri quadrati. Gli italiani hanno scoperto che non serve avere un appezzamento di terreno per produrre frutta e ortaggi: in molti casi basta cambiare la prospettiva e ribaltare in verticale quello che non si può fare in orizzontale.

E così ecco che spuntano strati di mensole sui balconi da cui si affacciano piantine di pomodori, insalate, fagiolini ed erbe aromatiche. Con un investimento di poche decine di euro si può iniziare, e nel giro di qualche settimana il risultato è già nel piatto. Produrre verdure a metro-zero, praticamente sul balcone della propria cucina, non è solo un modo per risparmiare sulla spesa, ma anche una nuova forma di esercizio zen: soprattutto per chi vive in città, è un modo per ristabilire un contatto con la natura. Con un modulo verticale di 1,10 mq è possibile avere fino a 48 piantine coltivate.

Secondo Coldiretti per realizzare un orto a terra di 20 metri quadrati si spendono circa 250 euro tra terriccio, vasi, concime, attrezzi, reti per delimitare le coltivazioni, sostegni vari, sementi e piantine. Il costo anche quest’anno può beneficiare del bonus verde del 36%: fino a una spesa massima di 5mila euro è possibile ottenere la detrazione fiscale sulle spese relative alla sistemazione di giardini e terrazzi. Non rientrano nelle spese agevolabili i semplici acquisti di piante e vasi, ma c’è bisogno di un intervento più ampio come la sistemazione a verde di aree scoperte, la realizzazione di impianti di irrigazione, la realizzazione pozzi, la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Nelle grandi città italiane - seguendo l’esempio della Germania e dei Paesi Bassi - da qualche anno ci sono anche alcuni orti condivisi: a Milano per esempio sono in funzione gli orti di zona, appezzamenti di terreno coltivabili con scopo non commerciale «con la finalità di incentivare forme di aggregazione tra cittadini e fornire occasioni di svago per il tempo libero, oltre che di riqualificare aree verdi cittadine», come si legge sul sito del Comune. Sono i singoli Municipi a definire i criteri di assegnazione e le modalità d’uso: gli orti sono concessi ai cittadini residenti nel Comune di Milano. Per la concessione dell’orto è previsto il pagamento di un canone annuale e la corresponsione di una quota forfettaria per l’utilizzo dell’acqua.

Anche tra i romani è scoppiata l’orto-mania: oggi, sabato 30 marzo, in occasione della giornata dedicata all’orto in città nel mercato di Campagna Amica a Roma, i tutor svelano ai cittadini i segreti dell’orto perfetto con dimostrazioni pratiche sul campo.

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