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Il 98% della vecchia prigione riutilizzato per il distretto sostenibile

di Paola Pierotti


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2' di lettura

Un ex carcere in piena periferia. Un’infrastruttura abbandonata che per mesi è servita per accogliere migliaia di rifugiati. Un’area pronta a iniziare una seconda vita e diventare un quartiere green, modello di circolarità urbana.
Lungo la linea ferroviaria che collega Utrecht ad Amsterdam, non passa inosservato il sistema di edifici impenetrabili, con un fitto sistema di sei torri collegate da un edificio amministrativo, con cortili e giardini, che fin dagli anni '70 ha ospitato un importante complesso carcerario. Un pezzo di periferia, l'ex Bijlmerbajes, è pronto per rinascere e diventare un nuovo sviluppo urbano della città di Amsterdam. Si chiamerà Bajes Kwartier e sarà strutturato con quattro cluster, con un mix di usi, collegati tramite un percorso ciclo-pedonale interno, sull'orma della precedente infrastruttura di collegamento della distribuzione carceraria.

Una cordata guidata da AM con AT Capital e Cairn è stata protagonista al Mipim 2019 nel padiglione dedicato a Holland Metropole, per illustrare al pubblico internazionale il piano di riconversione che si imposta su un masterplan a più mani firmato da OMA, lo studio guidato da Rem Koolhaas, con i paesaggisti Lola Landscape Architects Rotterdam e FABRICations.
La compagine di imprenditori e progettisti si è aggiudicata l'operazione avendo vinto una gara indetta dall'agenzia immobiliare del governo (Rijksvastgoedbedrijf), e al pubblico di Cannes ha presentato il piano di demolizione e valorizzazione dell'area che, temporaneamente, nei mesi scorsi è stata anche riaperta, con iniziative legate all'arte e alla cultura, grazie anche ad un progetto del promotore musicale olandese Audio Obscura.

Creatività e attenzione al’'eredità del passato, riuso dei materiali ed economia circolare (sarà riutilizzato il 98% dei materiali esistenti, comprese le sbarre delle prigioni riusate come balaustre, mentre le porte delle celle saranno riconvertite in pannelli per nuove passerelle pedonali), concept innovativi per la mobilità (considerato che sarà un distretto senz'auto) e un programma funzionale misto. Questo l'identikit del progetto, nel quale solo una delle torri esistenti verrà conservata e trasformata in una Green Tower: un parco pubblico verticale, anche con aree per l'agricoltura urbana e un belvedere panoramico sul quartiere.
In un’area di 7,5 ettari è previsto un insediamento di 135mila mq di superficie, con 1.350 nuovi appartamenti in vendita e in affitto, di cui il 30% sarà per il social housing, in affitto.

Bajes Kwartier sarà una nuova polarità urbana, grazie anche alla sua localizzazione privilegiata, tra il centro storico e il nuovo distretto Bijlmer, al vicino Science Park e al distretto finanziario Zuidas; integrerà le residenze con edifici per uffici. Promotori e progettisti hanno puntato sulla leva del design e della creatività per caratterizzare questo nuovo insediamento, prevedendo qui anche il “CoDe Amsterdam” trasformando quindi il volume centrale esistente in un hub per gli artisti, con gallerie, studi e spazi espositivi. Con questo driver, si auspica di poter convogliare in questa periferia-rigenerata un turismo di qualità, oltre ad una popolazione dinamica, pronta a collaborare per dare carattere all'insediamento.
Perfezionato il progetto in tutti i suoi dettagli, l'operazione è ai blocchi di partenza e potrebbe diventare realtà dal 2023.

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