Il primo dialogue

Il B20 chiede innovazione tecnologica e nelle regole

Il ministro Speranza: «Migliorare le cure primarie e l'uso delle tecnologie digitali»

di Nicoletta Picchio

(everythingpossible - stock.adobe.com)

2' di lettura

Più innovazione, non sono tecnologica, ma anche regolatoria, E nuovi modelli di collaborazione pubblico e privato che mettano al centro i pazienti.

Il primo B20-G20 Dialogue, che si è tenuto il 21 aprile, è stato dedicato alla salute e alle scienze della vita. Protagonista la Task Force Health & Life Science del B20, l'engagement group del G20 di cui è chair Sergio Dompé. I membri sono oltre mille leader delle maggiori aziende globali. Oltre alla chair del B20, Emma Marcegaglia, hanno partecipato il ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, e quello indonesiano, Budi Gunadi Sadikin, il paese che nel 2022 ospiterà il G20.

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Sono intervenuti, tra gli altri, i quattro co-chair della Task Force: Werner Baumann, ceo Bayer; Sir Mark Caulfied, chief scientist Genomics England; Geoff Martha, chairman e ceo Medtronic; Leon Wang, EVP International AstraZeneca.

Le proposte della Task Force per rilanciare il settore salute saranno discusse nell'incontro dei ministri del G20 in autunno e presentate l'8 ottobre al premier Mario Draghi, chair del G20 italiano

. C'è l'esigenza degli Stati di riprendere un ruolo guida nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci e vaccini ma anche nella diagnostica. promuovere innovazioni ad alto valore aggiunto, trovando un equilibrio tra sanità pubblica e comunità scientifica.

«L'Italia è pronta a fare la sua parte, i paesi del G20 possono avere un ruolo chiave. La pandemia ha evidenziato la necessità di reagire con prontezza alle crisi globali, dobbiamo migliorare gli standard di cure primarie e favorire l'uso delle tecnologie digitali, comprese la robotica e l'elaborazione dati, accelerando una copertura sanitaria universale», ha detto il ministro Speranza.

Per Dompé «le partnership tra pubblico-privato e pazienti rappresentano una visione della salute integrata condivisa sia dai governi che dalle imprese». La pandemia, ha continuato Dompé, ha dimostrato che «contro il Covid si è fatto in dodici mesi ciò che si realizzava in anni. Bisogna essere veloci e flessibili, imprese, governi, agenzie regolatorie. Capaci di intercettare le minacce. La stessa velocità messa contro il Covid va estesa nella lotta alle patologie di maggiore impatto: un cambiamento di marcia che potrebbe farci guadagnare 10 anni».

Altro punto fondamentale creare un ecosistema che unisca gli attori dell'innovazione: «Con la chair Marcegaglia e i co-chair della Task Force che mi affiancano il B20 – ha detto ancora Dompé – sta lavorando per consegnare ai leader del G20 soluzioni che rendano permanente questa fenomenale accelerazione nella ricerca e sviluppo».

Le raccomandazioni al G20, per il ministro indonesiano, sono particolarmente importanti perché «molti paesi davanti all'innovazione erigono muri per proteggersi, ma solo con l'innovazione è possibile assicurare la centralità del paziente a costi sostenibili».

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