STUDI DI INGEGNERIA

Il balzo del progetto globale

Il settore mostra una forte resilienza, favorita dal fatto che i codici Ateco sono rimasti attivi e la produzione di servizi è proseguita anche durante il lockdown di primavera

di Laura Cavestri

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La sede romana della televisione Fox progettata da Lombardini 22. I progetti partono dall’idea e arrivano alla condivisione degli spazi

Il settore mostra una forte resilienza, favorita dal fatto che i codici Ateco sono rimasti attivi e la produzione di servizi è proseguita anche durante il lockdown di primavera


3' di lettura

Una resilienza inedita che ridimensiona ma non azzera la crescita del settore in questi anni e punta a recuperare le performance pre-lockdown già da fine 2021.

Scommettono su un ruolo da protagonista per progettare con intelligenza la ripresa – grazie ai fondi del Recovery Fund – le società di ingegneria e architettura italiane (riunite nell’associazione di categoria, l’Oice), i cui consuntivi 2019 confermano – prima del Covid – gli andamenti positivi già registrati negli anni più recenti.

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Dinamici (nonostante tutto)

I consuntivi 2019 degli studi di ingegneria, architettura e consulenza di progettazione fotografano, nonostante tutto, consistenti incrementi sia dell’occupazione (+5,6%), sia del fatturato (+8,4%). Il numero di addetti, l’anno scorso, è salito a oltre 19mila unità (circa il +3% sul 2018) e viene stimato in aumento ancora nel 2020 a 19.822 unità. In assenza della pandemia, la prosecuzione dei trend di crescita del 2018/19 avrebbe portato a superare abbondantemente le 20mila unità occupate.

Per quanto riguarda le tendenze, la maggioranza delle imprese non ha utilizzato la cassa integrazione e non ha intenzione di ridurre il personale, mentre sul fronte dell’organizzazione del lavoro si è ampliato il ricorso allo smart working.

Complessivamente, ne emerge una forte capacità di resilienza del settore che ha ben ammortizzato l’onda d’urto della crisi, anche grazie al fatto che i codici Ateco sono rimasti attivi e la produzione di servizi non si è arrestata, neanche durante il lockdown di marzo/maggio 2020.

Sulle prospettive di sviluppo non traspare una prospettiva particolarmente negativa al punto che, in assenza di nuovi lockdown, il Cer stima che le imprese possano recuperare il livello di attività precedente alla crisi già nel 2021. Per quanto riguarda il fatturato, il prolungamento del ciclo positivo al 2019 si traduce in un valore complessivo che aumenta fino a 2,8 miliardi, dai 2,63 miliardi del 2018 (+8,4%). Per il 2020 viene invece indicata una caduta a 2,69 miliardi, con una riduzione del 5,8%. In sostanza, si sarebbe quindi ritornati ai livelli produttivi del 2018. Le oscillazioni sono interamente determinate dalle società di maggiore dimensione la cui produzione è aumenta di 207 milioni nel 2019, ma è attesa scendere di 169 milioni nel 2020. Le società con meno di 50 addetti evidenziano di contro una minore esposizione all’inversione del ciclo, con una produzione cresciuta del 2,7% nel 2019 e prevista conservarsi s stabile (+0,3%) nel 2020.

Le tipologie di attività

Dal punto di vista della tipologia di attività continuano a crescere i servizi di Project Management, la cui quota sul totale è aumentata dal 6,5 al 9,4% nel 2019 e toccherà il 10,5% nel 2020. Opposta è la tendenza del Turn/key, la cui produzione sarebbe salita al 34,5% del totale nel 2019, ma è indicata in ridimensionamento al 29,4% nel 2020. La quota dei servizi di Ingegneria pura è invece calata dal 61,3 al 55,9% nel 2019, ma risalirebbe al 60% nel 2020.

Più mercato italiano che estero

Per quanto riguarda la dinamica dei mercati estero e nazionale, è il primo che ha sofferto di più, mentre quello italiano si è rivelato il più dinamico, con un incremento di produzione del 18,2% (+2,6% per il mercato estero).

«Già prima del Covid – ha spiegato Andrea Mascolini, direttore generale di Oice – lo stop alla progettazione dell’impiantistica per la crisi dell’oil&gas aveva ridimensionato il business che poi, col blocco delle trasferte quest’anno, è stato ulteriormente penalizzato. Dal 2017, invece, in Italia, col nuovo Codice degli Appalti, si è innescata una forte domanda pubblica di progettazione. Nei primi 10 mesi del 2020 questa ha superato il valore dell’intero 2019».

Tuttavia, sul settore pesano nodi strutturali, come la difficoltà di reperire sul mercato figure professionali adeguate e i ritardi dei pagamenti della Pa che vanno dai 6-9 mesi a “punte record” di 12-18 mesi (talvolta i compensi sono liquidati a fine prestazione o ad approvazione dei progetti). Situazioni che privano le aziende della liquidità necessaria ad acquisire commesse e ampliare il portafoglio ordini.

«Abbiamo retto, fino ad oggi, anche grazie al fatto che il nostro settore è stato ritenuto “essenziale” – ha sottolineato Gabriele Scicolone, presidente di Oice –. Ora dobbiamo essere pronti a rispondere alle richieste che arriveranno anche sul piano del Recovery Fund che punterà molto su infrastrutture e sostenibilità ambientale».

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