la 58esima Mostra d'Arte

Il barcone dei 700, strage migranti alla Biennale di Venezia

di Gerardo Pelosi


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3' di lettura

VENEZIA- La nebbia di Lara Favaretto avvolge, quasi nascondendola, la porta d'ingresso del Padiglione Biennale ai Giardini. Lascia intendere molto bene cosa saranno, da lì in poi, per ettari ed ettari di pura arte globalizzata, quegli “interesting times” che il curatore dell'Esposizione Internazionale d’arte, Ralph Rugoff, ha scelto come “hit” di questa 58° edizione in preapertura da stamane a Venezia e per il pubblico da sabato prossimo, 90 partecipazioni nazionali e 21 eventi collaterali. Il motto di questa Biennale, spiega il presidente della Biennale Paolo Baratta, “May you Live in Interfestiong Times” evoca quaclosa di minaccioso e di pauroso. «Ma c'è anche un'altra interpretazione – aggiunge Baratta – gli interesting times evocano la sfida della complessità della vita e del mondo, offrono gli strumenti per meglio comprenderlo respingendo tutte le semplificazioni che rendono vano il dialogo tra gli uomini».

In questo, aggiunge Baratta, ci si lega al motto della Biennale «che è e resta Illuminations» filo conduttore del rapporto tra pubblico e artista, «centro del nostro lavoro». Baratta celebra quest’anno la sua ventesima Biennale dopo la riforma del '98. «Molte cose sono cambiate in venti anni – precisa - soprattutto come numero di visitatori e maggior numero di Paesi partecipanti ma la sfida resta la stessa: noi offriamo ai visitatori una palestra di scherma, gli mettiamo in mano una sciabola per il dialogo armato con le opere e gli artisti senza alcuna intermediazione, senza gallerie, mercanti, critici».

Proposta “A” all’Arsenale e proposta “B” ai Giardini
«Molte delle opere esposte affrontano le tematiche contemporanee più preoccupanti – osserva il curatore Ralph Rugoff – dai cambiamenti climatici alla rinascita dei programmi nazionalistici, dall’impatto pervasivo dei social media alla crescente disuguaglianza economica. Tuttavia dobbiamo partire dal presupposto per cui l’arte è più di una mera documentazione del periodo in cui viene realizzata». Per sottolineare la complessità dell’arte Rugoff ha deciso di modificare il formato dell'Esposizione dividendola in due presentazioni distinte: la Proposta A all’Arsenale e la Proposta B al Padiglione centrale dei Giardini con 79 artisti provenienti da tutto il mondo. Le opere esposte nelle due sedi sono diverse perchè «mostrano aspetti diversi della pratica di ciascun artista».

Robot cinese pulisce un fluido rosso simile a sangue
Ogni artista interpreta a modo suo gli “Interesting Times”. Lo fanno bene i cinesi Sun Yuan a Peng Yu che con il loro robot industriale Kuka nella loro opera “Can't Help Myself” lo fanno muovere senza sosta in una gabbia trasparente come una creatura catturata che circoscrive dentro una determinata area un liquido denso e rosso molto simile a sangue, incarnazione di quello che i due artisti considerano la elusività dell'arte il suo rifiuto di essere catturata e incasellata.

In mostra anche il barcone dei 700 morti a Lampedusa
Opere che servono anche a “smuovere le coscienze”. Nel bacino dell'Arsenale è apparsa oggi la sagoma blu del peschereccio libico inabissatosi il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, che fece 700 vittime, simbolo delle morti in mare. Partito dalla Sicilia quattro giorni fa il relitto è giunto ieri nel porto commerciale di Venezia e poi una chiatta lo ha trasportato nel bacino dell'Arsenale. Ora si chiama 'Barca Nostra', come l'ha ribattezzato l'artista svizzero Christoph Büchel, ideatore del progetto subito sposato dal curatore Rugoff. Dopo il recupero a 350 metri di profondità, dal giugno 2016 il barcone si trovava al pontile Nato della Marina militare di Augusta, dove era stato trasportato dopo una complessa operazione disposta dalla presidenza del Consiglio, costata oltre 10 milioni di euro, e dove sono avvenuti la rimozione e il riconoscimento delle centinaia di salme ancora dentro lo scafo.

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