How to Spend it

Il bello di fare rete. Anniversari di arte, moda e design

di Nicoletta Polla Mattiot

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2' di lettura

Aprire connessioni fra luoghi, temi e persone distanti, tracciare rotte per rintracciare affinità, allenare la sintesi delle differenze. Che cosa significa “fare rete” a trent'anni esatti dall'intuizione di Tim Berners-Lee? Il World Wide Web, il Nuovo Mondo digitale, è uno strano anniversario da celebrare in un sistema che evolve tanto rapidamente da rendere obsoleto l’oggi, figuriamoci tre decenni. Eppure, per imperscrutabili cortocircuiti creativi, la rete, non solo come metafora virtuale, ma come oggetto fisico, è tornata protagonista della riflessione e della produzione creativa. A partire proprio dalla maglia intrecciata dei pescatori che una new wave di designer utilizza nei modi più originali, come tessuto da indossare, corazza metallica dagli echi medioevali, tappeto, lampada, griglia per eterei calzari o per sculture senza peso.

Per How to Spend it, il mensile di lusso e lifestyle in edicola da venerdì 1 febbraio, il tema della Rete e delle reti è un'occasione per attraversare moda, design, benessere, arte, alta cucina e alta tecnologia ed esplorare le relazioni che connettono hobby, passioni - quel che rende piacevole la vita - con il tempo libero necessario per coltivarli e sperimentarli. Così è per Florian Lemberger, il fondatore di Supercar Owner Circle, una rete di collezionisti delle auto più rare ed esclusive che gira il mondo dei circuiti. Per farne parte occorre avere come minimo una Ferrari o una Lamborghini Huracàn, una Maserati MC12 o una Mercedes SLR McLaren. Un network di competenze e divertimento. Così è per Iris van Herpen, l'inventiva visionaria di Amsterdam, che progetta sculture da indossare, tessendo una rete fra arte, scienza, architettura e metodi tradizionali di confezione dei capi di abbigliamento. Fra le sue fan ci sono Bjork, Lady Gaga, Beyoncé e la sua haute couture passa direttamente dalla passerella ai musei. Così è Hendrik A.

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Berinson che la sua rete l'ha attivata per ritrovare e rimettere in circolazione i pochi prodotti originali del periodo Bauhaus: un investimento per i collezionisti che, in questo 2019, inseguono il centenario della scuola che più ha segnato la storia dell'arte, della progettazione e della manifattura. Come spiega il poeta e pittore Nicola Gardini, intervistato nella pagina delle preVisioni sul lusso di How to Spend it: «E' importante sviluppare una coscienza estetica. Imparare a fare rima con gli occhi, avvicinando e associando ciò che magari è spaiatissimo, due realtà apparentemente isolate e distanti che si ricongiungono e dialogano fra di loro». Niente di astratto o teorico se si pensa che nel 1989 Tim Berners-Lee era partito dall'osservazione che nel nostro cervello abbiamo miliardi di neuroni che sono soltanto cellule - singole monadi indipendenti - fino a quando non si collegano tra di loro. Da lì è nato quel www che tutti distrattamente digitiamo e che ci ha cambiato il mondo e il nostro modo di esplorarlo.

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