ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’impatto del coronavirus

Il bilancio del lockdown: una Pmi su 4 ha perso l’80% del fatturato

Indagine Promos Italia su un campione di circa 600 operatori in ttto il Paese: il 19% teme di chiudere entro fine anno se non ci saranno aiuti

di Chiara Bussi

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Indagine Promos Italia su un campione di circa 600 operatori in ttto il Paese: il 19% teme di chiudere entro fine anno se non ci saranno aiuti


2' di lettura

I due mesi di lockdown hanno portato una perdita di fatturato superiore all’80% per una Pmi su quattro. È quanto emerge da un’indagine di Promos Italia, l’agenzia per l’interazionalizzazione del sistema camerale, su un campione di circa 600 operatori di tutto il Paese dei principali settori produttivi. Il 17% stima inoltre un impatto sui ricavi tra il 60 e l’80%, per il 19,5% il calo si è situato tra il 40 e il 60%, tra il 20 al 40% per il 14%. Solo il 3,3% sostiene invece di non aver registrato perdite.

La situazione è preoccupante su più fronti. Le principali conseguenze della pandemia sono tangibili nelle vendite (per il 47,5% del campione), ma si segnalano anche le difficoltà nei rapporti internazionali (27,5% ) e negli approvvigionamenti (17%). Tanto che il 19% delle imprese teme di chiudere entro fine anno «se non ci saranno aiuti decisivi», mentre il 10% «purtroppo dovrà fare dei tagli».

Il nodo dell’export

Essenziale sarà la riattivazione del canale estero. Se il 17,3% sostiene di essere già ripartito, il 14% pensa che la ripresa delle esportazioni non arriverà molto presto e probabilmente dopo l’estate (12,5%) o entro la fine dell’anno (11%), mentre secondo l’8,4% questo orizzonte è spostato «molto più avanti». Anche perché per un terzo delle imprese i contatti con i partner vanno molto a rilento. I mercati più danneggiati sono quelli europei per il 25,4%, seguiti da Stati Unit i e Nord America con il 6% e dalla Russia e i Paesi dell’Est (5,1%).

«L’impatto del coronavirus sulle Pmi, come prevedibile, è significativo - spiega Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia - e per oltre la metà delle imprese del campione l’impiego di e-commerce, lavoro smart e tecnologie a distanza non hanno permesso di attutire il colpo, ma nonostante ciò intende investire maggiormente sul digitale sia per la commercializzazione dei prodotti sia per i processi di export. Questa crisi spingerà le Pmi ad investire sul digitale e sarà fondamentale la capacità del Sistema Italia di supportarle in questa transizione epocale. la ripartenza e l’affermazione del nostro sistema economico, in Italia e all'estero, saranno direttamente proporzionali alla sua capacità di innovarsi».

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