conti semestrali

Il bilancio semestrale di Christie's, Sotheby's e Phillips segna -49%

Le tre più importanti case d'aste hanno perso quasi la metà del fatturato nel primo semestre 2020: più colpita Christie's, seguita da Phillips e Sotheby's. Mercato sostenuto dalle garanzie, sono andati meglio l'arte contemporanea e i dipinti antichi rispetto all'arte moderna e impressionista

di Silvia Anna Barrilà

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Le tre più importanti case d'aste hanno perso quasi la metà del fatturato nel primo semestre 2020: più colpita Christie's, seguita da Phillips e Sotheby's. Mercato sostenuto dalle garanzie, sono andati meglio l'arte contemporanea e i dipinti antichi rispetto all'arte moderna e impressionista


3' di lettura

Il Covid 19 ha colpito pesantemente il business delle case d'aste internazionali. Nella prima metà del 2020, Christie's, Sotheby's e Phillips hanno perso quasi la metà del fatturato, secondo quanto risulta da un'analisi dell'istituto di ricerca inglese ArtTactic . Il totale delle vendite globali dei tre player nei primi sei mesi dell'anno (fino al 10 luglio) è stato pari a 2,88 miliardi di dollari contro i 5,47 miliardi del 2019, vale a dire il 49% in meno. A causa dell'impossibilità di organizzare aste fisiche, le case d'aste si sono rifugiate nella modalità delle aste unicamente online, che sono cresciute del 497%, generando 412 milioni di dollari contro i 69 milioni del primo semestre 2019. La batosta è arrivata in una situazione già di sofferenza: il 2019 aveva registrato un calo delle vendite del 19% rispetto al 2018.

Sotheby's in testa
Christie's ha registrato il più grande declino delle vendite rispetto ai competitor, pari al 60%, per un totale di 1,11 miliardi di dollari (erano 2,78 miliardi nel 2019 e 3,63 miliardi nel 2018). Per Phillips la perdita è stata del 46,7% (204,7 milioni di dollari contro 384,1 milioni nel 2019 e 517,7 milioni nel 2018), mentre è andata meglio a Sotheby's, che ha registrato un calo delle vendite pari al 37,6%, guadagnando quote di mercato rispetto a Christie's (54,1% di Sotheby's contro il 38,7% di Christie's, rispetto al 44,1% contro il 49,2% del 2019). Ciò deriva sia da una performance migliore nel segmento dell'arte moderna e impressionista, sia da risultati migliori delle vendite in modalità solo online, che sono state 97 contro le 52 del 2019 per un totale di 305,1 milioni di dollari, +976% sul 2019. Così Sotheby's ha totalizzato un giro d’affari di 1,56 miliardi contro 2,5 miliardi nel 2019 e 2,87 miliardi nel 2018.

Dipinti antichi e digitalizzazione
L'arte moderna è impressionista ha sofferto maggiormente, perdendo il 68% rispetto allo stesso periodo del 2019. L'arte del dopoguerra e contemporanea, invece, ha subito una diminuzione del fatturato pari al 34%. Ma è andata ancora meglio per gli Old Masters, che hanno registrato un declino più contenuto, pari al 22%. Le aste unicamente online di dipinti antichi sono aumentate del 785%: un dato che è stato accolto come il segnale che anche questo settore è maturo per la trasformazione digitale che sta vivendo il mercato dell'arte.

Cresce Hong Kong
Sebbene New York rimanga il centro del mercato dell'arte, con una quota del fatturato pari al 40,8%, Hong Kong continua ad accrescere la sua importanza, infatti, ha aumentato la sua quota di mercato dal 15,8% al 21,9%. Anche Parigi è in aumento, dal 4,1% al 6,5%, mentre Londra rimane invariata al 26,6%.

ANDAMENTO DEL SEMESTRE D’ASTA PER CATEGORIA E PER FATTURATO
PER CHRISTIE’S, SOTHEBY’S E PHILLIPS

L’ANDAMENTO PER CATEGORIA
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FATTURATO D’ASTA PER PIAZZA
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SOTHEBY’S GUADAGNA QUOTE DI MERCATO NEL I SEMESTRE 2020
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Garanzie a supporto del mercato
Per sostenere il mercato in questa situazione di incertezza, le case d'aste hanno fatto largo ricorso alle garanzie. Alle aste serali di giugno e luglio, tenute in modalità ibrida, il totale delle garanzie sulla base della stima minima ammontava a 413,7 milioni di dollari, con un risultato finale di 482,7 milioni di dollari (prezzo di martello). Quasi la metà dei lotti erano coperti da garanzia, pari al 58,3% della stima minima e al 68,1% del totale delle vendite. Il 71,8% delle garanzie erano di parte terza, un segnale della fiducia nella fascia alta del mercato e di appetito per il rischio.

Le aste ibride di luglio
L'asta “One: A Global Sale of the 20th Century” di Christie's ha rappresentato il 37,9% del totale di 422 milioni di dollari. Da Sotheby's le aste “The Ginny Williams Collection Evening Sale” e le aste serali di arte contemporanea e di arte moderna e impressionista hanno rappresentato il 23,3% del totale del semestre. L'asta ibrida di Phillips di luglio ha incassato 38,9 milioni di dollari, il 19% del totale del semestre. Per il secondo semestre possiamo prevedere l'affermazione di questa modalità di vendita ibrida, ma sarà difficile che si riesca a recuperare la fetta di mercato perduta a causa del Covid.

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