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Il bilancio sostenibile della Ep che investe in difesa dell’ambiente

di Davide Madeddu

 Il rapporto della Ep

2' di lettura

Trenta milioni di euro investiti in attività per la difesa dell'ambiente. E poi energia prodotta per soddisfare le esigenze di oltre un milione di famiglie. Sono, in pillole, i numeri che contraddistinguono la centrale termoelettrica della Ep produzioni di Fiumesanto. Una delle sei “fabbriche dell’energia” che assieme alle centrali di Livorno Ferraris, Ostiglia, Tavazzano e Montanaso, Trapani e Scandale2 generano 17,3 TWh ponendo l’azienda al quinto posto nella classifica dei produttori di energia e realizzando un valore economico pari a circa 2,6 miliardi di euro, di cui il 73% distribuito ai fornitori. Dati indicati nel quinto bilancio di sostenibilità che quest’anno si intitola “Nuove Capacità” «redatto volontariamente, in anticipo rispetto alla normativa attesa sulla rendicontazione non finanziaria, e in accordo ai Gri Standards, i più diffusi indici di rendicontazione di sostenibilità a livello internazionale».

Nello stabilimento sardo, che ha una potenza installata netta di circa 600 Mw ed è costituito da due unità a carbone, «nel triennio 2019-2021 è stata prodotta una media di 2.916 GWh di energia pari al fabbisogno di circa 1.080.000 famiglie». Significativa poi la voce che riguarda gli investimenti e il sostegno ai territori. Nel 2021 sono stati spesi, in attività per la «protezione ambientale» 30 milioni di euro, circa il 30% in più «rispetto a quanto speso l’anno precedente».

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«Più dell’85% delle spese sostenute – si legge nel documento dell’azienda– ha riguardato interventi per l’adeguamento dell’impianto alle Bat (le Best available technologies) tra i quali la sostituzione dei bruciatori della caldaia, l’aumento dell’efficienza del DeNOx, il revamping dei precipitatori elettrostatici e altri interventi minori sul DeSOx». A queste iniziative poi si aggiungono quelle avviate a supporto del territorio che spaziano dalle attività per la scuola allo sport e anche il sostegno alle associazioni di volontariato.

Quanto al dato complessivo: nel corso dell’anno sono stati versati oltre 57,7 milioni sotto forma di gettito fiscale, contributi e canoni. I fornitori attivi di EP Produzione sono stati 1.156 e l’azienda ha stipulato con loro contratti per oltre 139 milioni, escludendo il costo sostenuto per il combustibile. «Più del 37% di questo valore è rimasto sul territorio grazie alla collaborazione con ditte e professionisti locali – si legge ancora –, e sommando le spese connesse alla permanenza dei lavoratori di ditte terze sul territorio, l’indotto totale generato dalle ditte appaltatrici è di circa 57 milioni».

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