Falchi & colombe

Il birraio della Fed non ha paura della schiuma (noi un po’)

Powell intende immettere liquidità fino alla massima occupazione,ma così il rischio di bolle aumenta

di Donato Masciandaro

(AFP)

3' di lettura

Il presidente della Fed Jerome Powell ha garantito che continuerà a dare birra a volontà all’economia e che la schiuma non lo spaventa. Speriamo che l’oste sappia quello che fa, visto che in passato, per compiacere la politica e Wall Street, la Federal Reserve ha portato in coma etilico l’economia statunitense.

Due giorni fa la Fed ha ribadito il suo impegno a proseguire la politica monetaria ultra-espansiva finché non vi sarà certezza di raggiungere stabilmente la massima occupazione, e confidando sul fatto che né i prezzi al consumo né quelli delle azioni e delle case daranno preoccupazioni fino a quando tale traguardo non sarà raggiunto.

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Le parole di Powell hanno ulteriormente chiarito che la strategia della Fed è sequenziale: non cambieranno la loro politica finché non ne vedremo gli effetti e neppure temono che ci saranno contraccolpi rilevanti. È una strategia che si basa su un’idea ben precisa su cosa stia accadendo e su come funziona l’economia americana. Il punto iniziale dovrà essere una fine stabile e consolidata della pandemia, perché l’emergenza virus rappresenta quel fattore di incertezza che ha bloccato finora il regolare funzionamento dei mercati. Una riduzione progressiva, ma soprattutto stabile, del rischio virus innescherà una catena virtuosa, il cui anello essenziale sono le aspettative di crescita economica. Le aspettative faranno a loro volta aumentare i consumi e gli investimenti, che innescano aumenti della produzione e dell’occupazione. La Fed ritiene che il suo contributo al decollo delle aspettative sia proprio quello di impegnarsi a dare liquidità – la birra – finché non vedrà l’occupazione raggiungere il suo livello massimo. Per inciso, la Fed mai definisce esattamente cosa sia massima occupazione. Ma offrire birra significa produrre schiuma. Fuori di metafora, più si crea liquidità, più aumenta il rischio di bolle: nei prezzi al consumo, nonché in quelli delle azioni e delle case.

Sul rischio schiuma Powell è stato categorico: non lo teme. Il presupposto è che il rischio schiuma non si paleserà prima che la liquidità abbia avuto i suoi effetti sull’occupazione, per due ragioni, diverse ma convergenti. Riguardo alla dinamica dei prezzi al consumo, solo dopo l’aumento dell’occupazione ci saranno effetti su salari e stipendi, che poi si rifletteranno sui prezzi dei beni e servizi venduti. Con questo ragionamento, la Fed è in grado di affermare che può attendere che i prezzi salgano stabilmente sopra il 2%, prima di prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare strategia. Di nuovo per inciso, la Fed non dice né di quanto né per quanto tempo i prezzi dovrebbero superare l’asticella del 2% – la schiuma – prima di iniziarsi a preoccuparsi. Però Powell precisa che certo non siamo come negli anni 70, quando il suo predecessore Arthur Burns creò un eccesso di schiuma per compiacere l’allora presidente Richard Nixon per ragioni di consenso elettorale, come testimoniarono poi le registrazioni relative allo scandalo Watergate.

Riguardo ai prezzi delle case e delle azioni, Powell afferma che l’effervescenza che si registra su entrambi i comparti – altra schiuma – non deve allarmare. Sul mercato edilizio, se la domanda di casa continuerà, dovrà esserci un adeguamento dal lato dell’offerta, perché è una domanda non gonfiata da un eccesso di indebitamento. Stabile appare anche il profilo dell’intermediazione bancaria e finanziaria. Di nuovo, Powell precisa che certo non siamo negli anni 90, quando il suo predecessore Alan Greenspan creò un eccesso di schiuma per compiacere al contempo i politici favorevoli all’indebitamento privato e Wall Street. Un eccesso di schiuma che l’attuale ministro del Tesoro Janet Yellen – allora membro della Fed – definì irrilevante «come una buca in una strada». Quindi Powell non è preoccupato dalla schiuma, come non lo erano Burns, Greenspan e Yellen. Speriamo che Powell sappia calcolarne il rischio meglio di chi lo ha preceduto.

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