criptovalute

Il bitcoin non si ferma più: dopo Tesla, sarà Apple a scommetterci?

Le quotazioni balzano al nuovo massimo a 48mila dollari, tra indiscrezioni sulle prossime aziende che potrebbero entrare nel comparto

di Pierangelo Soldavini

Epa

3' di lettura

Non solo Elon Musk e la sua Tesla. Ora si guarda a chi potrebbe essere il prossimo a investire sul bitcoin, che sull'onda delle indiscrezioni e delle ipotesi continua a correre, puntando secondo alcuni alla soglia dei 50mila entro la fine della settimana.

Gli acquisti hanno portato le quotazioni a toccare un nuovo picco attorno a 48mila dollari, con un ritracciamento successivo fino sotto 47mila, con una capitalizzazione complessiva attorno a 880 miliardi di dollari.

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Dopo che Musk ha dato il via all'ultimo rimbalzo annunciando l'investimento di 1,5 miliardi di dollari della sua liquidità sul bitcoin, si guarda a nuovi potenziali candidati. Già Square e, in misura più massiccia, Microstrategy hanno scelto di puntare sulla criptovaluta, per il momento con rendimenti da favola, visto che la società di business analytics ha un prezzo di carico medio di 16mila dollari.

A gettare il sasso nello stagno è stato un analista di Rbc Capital Markets che lunedì sera ha alzato il target price per Apple del 25% da 154 a 171 dollari: se la società della Mela punta sul lungo periodo sull'automobile a guida autonoma – peraltro i negoziati per una partenership con Hyundai-Kia si sono interrotti -, sul più breve termine ci sono più opportunità per Apple nei servizi finanziari.

Quella rivalutazione del 25%, secondo Mitch Steves di Rbc, potrebbe derivare proprio da un'espansione dei servizi del Wallet al settore delle criptovalute: aprire l'app alla possibilità di acquistare e vendere bitcoin potrebbe garantirgli una leadership in un settore nascente.

«Se Apple decidesse di entrare nel mercato degli exchange per criptovalute, riteniamo che potrebbe guadagnare immediatamente quote di mercato e avere un efetto disruptive sul settore», scrive Steves, sottolineando che la mossa potrebbe aiutare gli Stati Uniti a conquistare una leadership nel comparto.

Già PayPal ha annunciato che metterà a disposizione dei suoi utenti, negli Usa per iniziare, un wallet digitale per criptovalute. E potrebbe farlo in tempi brevi. Chi arriva primo potrebbe garantirsi laute prospettive di business, insomma.

Square, già attiva nel comparto, si garantisce ricavi trimestrali di 1,6 miliardi di dollari dal bitcoin con circa 30 milioni di utenti attivi. Apple ha una base utenti di 1,5 miliardi di persone e quindi ha una potenzialità teorica per un valore di 40 miliardi l’anno.

Al di là delle possibile ricadute di business, se Apple decidesse di scommettere sul bitcoin al pari di Tesla potrebbe trasformarsi in uno dei grandi attori del criptomondo: solo l'un per cento della sua liquidità di cassa sarebbe pari a più di due miliardi di dollari. E potrebbe davvero trasformarsi nella definitiva consacrazione di bitcoin.

Ma i candidati non si fermano alla Mela: «La mossa di Tesla di investire nel bitcoin e di iniziare ad accettare la criptovaluta come metodo di pagamento per i propri prodotti, ha davvero spostato l'ago della bilancia. Si parla già di mosse simili da parte di Apple e Google, che potrebbero inserire il Bitcoin tra propri sistemi di pagamento», ha affermato Simon Peters, analista di criptovalute per eToro.

Anche se appare improbabile che la sua forza risieda nell’accettazione come sistema di pagamento: i dati di Chainalysis mostrano che nei primi quattro mesi del 2019 le transazioni da parte di merchant rappresentano solo l'1,3% del totale. Nulla mostra che oggi la situazione sia diversa.

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