ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùdl cura italia

Il bollo auto si paga regolarmente anche con l’emergenza coronavirus (per ora)

Nessuna moratoria sulla tassa di proprietà dei veicoli, nonostante le misure per alleviare le difficoltà per imprese e famiglie. Ma le Regioni premono sul Mef per ottenerla

di Maurizio Caprino

default onloading pic
(starflamedia - Fotolia)

Nessuna moratoria sulla tassa di proprietà dei veicoli, nonostante le misure per alleviare le difficoltà per imprese e famiglie. Ma le Regioni premono sul Mef per ottenerla


3' di lettura

Pare incredibile, ma tra le tante proroghe concesse dal decreto legge Cura Italia (Dl 18/2020) non c’è quella sul pagamento del bollo auto. Eppure era una misura attesa, sia dai cittadini sia dalle imprese. E anche dalle Regioni, che incassano il gettito ma stanno premendo sul ministero dell’Economia (Mef) perché decida un rinvio su tutto il territorio nazionale. Ma al momento l’unico slittamento riguarda i noleggi.

La motivazione
Il rinvio delle scadenze sarebbe una delle tante misure utili per evitare quegli affollamenti che oggi sono vietati per impedire che il Covid-19 si diffonda ancora di più. Ma il problema non è tanto questo: ci sono anche canali di pagamento telematici che fanno parte del sistema di incasso partito proprio quest’anno.

Lo slittamento sarebbe necessario soprattutto per non mettere in difficoltà le molte persone e imprese che con l’emergenza coronavirus hanno dovuto fermare la propria attività o che comunque sono in crisi di liquidità perché non riescono più a percepire compensi per il loro lavoro o i pagamenti dai propri clienti.

È critica la situazione dell’autotrasporto, che non può fermarsi perché nell’emergenza deve garantire gli approvvigionamenti essenziali ma patisce comunque un calo di attività complessiva. E il bollo per una flotta di camion vale decine di migliaia di euro.

Tra i settori più colpiti c’è anche l’autonoleggio, che però in questi mesi non è tenuto a pagare il bollo per le proprie flotte. Non per l’emergenza coronavirus, ma a causa di un affrettato cambio delle norme sulla destinazione del gettito.

Ragionamento analogo per i tributi locali, tra cui l’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione), che è la voce di costo più pesante nelle pratiche su vendite di veicoli nuovi e passaggi di proprietà dell’usato. Anche qui il Dl Cura Italia non ha previsto rinvii.

Groviglio di competenze
Né sarebbe stato facile mettere a punto una norma che risolvesse i problemi. Parliamo di tributi su cui si regge buona parte dei bilanci di Province e Regioni.

Quindi, se lo Stato volesse prevedere una moratoria, dovrebbe perlomeno prevedere una compensazione per questi enti, attingendo dal proprio bilancio. Operazione difficile già in tempi normali e ora ancora più ardua perché le Regioni stanno mobilitando tutte le risorse finanziarie disponibili per arginare la pandemia sui propri territori.

Le prospettive
Nonostante questo, le Regioni rinuncerebbero volentieri all’incasso del bollo. E non solo a quello: la Campania il 18 marzo, in contemporanea con il Dl Cura Italia, ha disposto il blocco delle attività di accertamento dell’evasione e dell’emissione delle conseguenti ingiunzioni di pagamento.

La causa non è solo il forte rallentamento di tutte le attività degli uffici pubblici dovuto all’emergenza coronavirus. C’è anche il fatto che le Regioni non vogliono passare per i soggetti che mettono in difficoltà i loro cittadini con le loro pretese d’incasso: sarebbe più “elegante” se tutto andasse a carico della fiscalità generale. E quindi venisse ripagato da tutti i contribuenti nel corso degli anni, assieme al debito che già lo Stato sta aumentando proprio per fronteggiare l’emergenza, dopo aver ottenuto dalla Ue tutta la flessibilità possibile rispetto ai consueti vincoli di bilancio.

Per questo le Regioni stanno facendo pressioni sul Mef perché decida una moratoria almeno sul bollo auto. Occorrerebbe una nuova norma o un emendamento al Dl Cura Italia da far approvare rapidissimamente dal Parlamento in sede di conversione, prevista già per l’ultima settimana di marzo.

Si tratta di fare presto, perché ad aprile scade il bollo su molti mezzi pesanti e anche su non poche autovetture: è uno dei mesi con il maggior numero di scadenze dopo dicembre.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Maurizio Caprinovicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Argomenti: Circolazione stradale nelle sue varie implicazioni (multe, assicurazioni, sicurezza, economia, appalti, energia)

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti