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Corte Ue: la «vignetta» per le autostrade tedesche è illegittima

di Saverio Fossati


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(Afp)

2' di lettura

La «vignetta» autostradale tedesca è illegittima per i cittadini Ue: il bollo che tutti gli stranieri saranno costretti a pagare per usare le autostrade della Germania è contrario al diritto di libera circolazione e crea un’ingiustificata disparità tra tedeschi (che non pagano) e stranieri (che pagano). Il canone, chiarisce la Corte di Giustizia Ue nella sentenza C-591/17, è discriminatorio dato che il suo onere economico grava, in pratica, sui soli proprietari e conducenti di veicoli immatricolati in altri Stati membri.

Il testo della sentenza della Corte Ue

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La questione è stata sollevata dall’Austria (i cui cittadini, evidentemente, sono i più colpiti dal balzello) da quando nel 2015 la Germania ha varato il «canone per l'uso delle infrastrutture». I princìpi che hanno ispirato il canone sono quelli dell'«utente pagante» e del «chi inquina, paga» e serve. L’importo è calcolato in base alla cilindrata, al tipo di motore e alla classe di emissioni del veicolo. In teoria anche i proprietari di veicoli immatricolati in Germania devono pagare questo canone ma, dovendo pagare anche una parallela «tassa sugli autoveicoli» (tipo il nostro bollo auto) per loro è stata stabilita un’esenzione da questa tassa per un importo che, guarda caso, è uguale a quanto pagano per il canone infrastrutture (sino a un massimo di 130 euro). Di fatto, quindi, i cittadini tedeschi non pagano le loro autostrade ma solo il «bollo auto».

L'Austria, dopo il silenzio della Commissione Ue circa la violazione del divieto di discriminazioni basate sulla cittadinanza, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia, un ricorso per inadempimento nei confronti della Germania. E la Corte ha constatato che il canone per l'uso delle infrastrutture, combinato con l'esenzione dalla tassa sugli autoveicoli di cui beneficiano i proprietari di veicoli immatricolati in Germania, costituisce una discriminazione indiretta basata sulla cittadinanza e una violazione dei principi della libera circolazione delle merci e della libera prestazione dei servizi.

Questa modifica agevolativa, per la Corte Ue, deve rispettare tuttavia il diritto dell'Unione e, segnatamente, il divieto di discriminazioni, il che non avviene in questo caso. La Germania, del resto, non ha fornito nessuna precisazione sulla portata del canone autostrade al finanziamento delle infrastrutture federali e non ha assolutamente dimostrato che la compensazione concessa ai proprietari di veicoli immatricolati in Germania, sotto forma di esenzione dalla tassa sugli autoveicoli di importo, non ecceda questa portata.

Per quanto concerne la libera circolazione delle merci, la Corte constata che le misure controverse possono ostacolare l'accesso al mercato tedesco dei prodotti provenienti da altri Stati membri; discorso analogo per la libera prestazione dei servizi: il canone autostrade, a causa dell'esenzione dalla tassa sugli autoveicoli, può o aumentare il costo di servizi forniti in Germania da questi fornitori o aumentare il costo che costituisce, per detti destinatari, il fatto di recarsi in questo Stato membro per beneficiare lì di un servizio.

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