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Geely sotto le attese ma il boom delle auto elettriche spinge i ricavi

Il freno delle politiche anti-Covid non è sufficiente a fermare l’avanzata delle Nev, quadruplicate nei primi sei mesi per la casa di Hangzhou che controlla Volvo

di Alberto Annicchiarico

La Geometry A di Geely presentata alv Salone di Shanghai, in aprile (Reuters)

2' di lettura

L’elettrificazione nel settore automotive procede spedita in Cina nonostante la strada scelta dal governo per combattere le fiammate pandemiche di Covid-19. Ovvero lockdown anche prolungati in aree industriali cruciali come Shanghai. Per il gruppo Geely, sede a Hangzhou, la casa automobilistica cinese di più alto profilo a livello globale grazie agli investimenti che le permettono di controllare la svedese Volvo Cars e di essere il secondo azionista in Mercedes-Benz dopo la cinese Baic, i numerosi blocchi si sono tradotti in un calo del 35% dei profitti del primo semestre, a 228,3 milioni di dollari. Risultato sotto le attese del mercato e del management. Ma le autorità hanno anche varato incentivi per rilanciare la domanda e il governo centrale ha dimezzato al 5% le tasse sugli acquisti per le auto con un prezzo inferiore a 45mila dollari e con motori non superiori a 2 litri.

Ricavi in aumento grazie ai prezzi e mix di prodotti

Così Geely, il cui titolo ha accusato un calo superiore al 3% sulla piazza di Hong Kong (che ha chiuso a -0,8%), ha registrato un aumento del 29% dei ricavi, grazie a prezzi e mix di prodotti migliori che hanno compensato il calo delle vendite. Una strategia sposata anche dalle big occidentali, che non a caso hanno registrato conti semestrali brillanti e margini spesso ancora a doppia cifra. Geely ha affermato che le sue vendite, diminuite del 9% nel primo semestre, sono state inferiori alle aspettative, complice anche la perdurante carenza di semiconduttori. Questi fattori, insieme all’intensificarsi della concorrenza (i player si sono moltiplicati in pochi anni, in testa la Byd di Warren Buffett, con quasi il 30% del mercato) e all’aumento dei costi delle materie prime e delle batterie, potrebbero mettere sotto pressione le vendite fino alla fine del 2022.

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Geely ha un traguardo: le sue vendite annuali totali, inclusi i marchi di veicoli elettrici Zeekr e Geometry, dovrebbero raggiungere i 3,65 milioni di unità entro il 2025. Intanto il car-maker cinese ha anche esportato un quinto dei suoi veicoli, mentre cerca di espandersi ulteriormente nel sud-est asiatico e in Europa a causa del calo delle vendite interne.

Vendite Nev quadruplicate

Quanto alle vendite dei veicoli a nuova energia (Nev), che includono auto a batteria e ibride plug-in, sono già aumentate di quasi quattro volte nei primi sei mesi del 2022 (contro un calo del 20% delle auto con motore diesel o benzina), cosicché un veicolo su cinque venduto da Geely nel periodo è rientrato nel gruppo delle vetture elettrificate. Non si tratta di un caso isolato. Le Nev raddoppiano di anno in anno la quota in Cina e sono già al 26,7% del mercato (i produttori locali dominano con il 73%) puntando ai 6 milioni di veicoli venduti nel 2022.

Elettriche al 50% nel 2023

Ecco perché la casa di Hangzhou punta ad aumentare la percentuale di veicoli elettrici nelle sue vendite totali al 50% nel 2023, complice il rapido indebolimento della domanda di auto con motore a combustione interna, un fenomeno che non sta avvenendo con la stessa rapidità in Europa. Quanto alle vendite di ibride e plug-in rappresenteranno già oltre il 30% delle vendite mensili di Geely nella seconda metà di quest’anno, ha annunciato l’amministratore delegato Jerry Gan.

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