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Il boom di hotel e uffici spinge a oltre 12 miliardi i volumi del 2019


L’anno appena concluso ha registrato transazioni superiori del 37% sul 2018. Il settore ospitalità arriva a 3,3 miliardi e si prevede un’ottima performance anche nel 2020. Milano attira il 40% dei capitali

di Paola Dezza

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L’anno appena concluso ha registrato transazioni superiori del 37% sul 2018. Il settore ospitalità arriva a 3,3 miliardi e si prevede un’ottima performance anche nel 2020. Milano attira il 40% dei capitali


3' di lettura

Il boom di hotel e uffici spinge a oltre 12 miliardi i volumi del 2019
L’anno appena concluso ha registrato transazioni superiori del 37% sul 2018. Il settore ospitalità arriva a 3,3 miliardi e si prevede un’ottima performance anche nel 2020. Milano attira il 40% dei capitali
Sono il boom degli investimenti in hotel e la riconferma della tenuta del segmento uffici a spingere i volumi del real estate nel 2019 a un livello record.

Volumi sopra i 12 miliardi
Il volume degli investimenti nel settore immobiliare in Italia, infatti, alla fine del 2019 ha superato i 12 miliardi di euro, 4,9 miliardi investiti nel quarto trimestre.
Nel dettaglio i volumi si sono attestati a quota 12,3 miliardi di euro totali, con una crescita del 37% sul 2018 e del 6% sul 2017 (che deteneva il precedente record con 11,2 miliardi di investimenti). È quanto emerge dall’analisi effettuata da Cbre. In questo contesto svetta ancora una volta la performance di una città come Milano che, con volumi pari a quasi 4,6 miliardi di euro di investimenti, detiene da sola quasi il 40% delle quote di mercato.
«Si tratta probabilmente della crescita percentuale più importante d’Europa. Il 2019 è stato un anno record per l’Italia – dichiara Alessandro Mazzanti, ceo di Cbre Italy – che si conferma un Paese di enorme interesse per gli investitori stranieri: è del 73% infatti la quota di mercato in mano a investitori non domestici, mentre continuiamo a registrare un'attività più ridotta da parte degli investitori locali e un limitato apporto dell'investimento privato che, nonostante l'importante quota di ricchezza detenuta dai privati in Italia, raramente riguarda operazioni istituzionali».

Tornando al tema hotel, come da attese, i volumi hanno raggiunto i 3,3 miliardi di euro, registrando un record non solo per volumi di investimento, ma anche per varietà di operazioni e di investitori. Le due operazioni più importanti dell’anno valgono insieme 1,3 miliardi di euro. La transazione più rilevante è certamente quella relativa all’acquisto del portafoglio Belmond da parte di Lvmh. I soli asset italiani, tutti trophy, valgono circa un miliardo. L’altra vendita e quella degli hotel IHC a Oaktree.
Ultima operazione rilevante dell’anno in termini di tempo, ma che verrà conteggiata nel 2020 perché il 31 dicembre è stato firmato solo un preliminare, è stata la vendita degli hotel del marchio Dedica Anthology da Varde al gruppo Covivio per circa 600 milioni di euro.
Questa transazione, come altre in pipeline, fanno prevedere che anche l’anno appena iniziato sarà positivo. Cbre si spinge anche a pensare che il 2020 vedrà il superamento dei 2 miliardi di euro e che i prossimi tre anni saranno molto positivi per il settore.

Tiene bene il settore uffici che in tempi di record arriva a quasi 5 miliardi di euro di volumi di investimento. Di questi, oltre 3,6 miliardi sono stati investiti a Milano. Tra le transazioni più rilevanti Galleria Passarella (venduta per oltre 280 milioni e con rendimenti molto compressi, dicono da Cbre), ma anche la cessione del palazzo dell’informazione alla famiglia Rovati.

Logistica e retail
«Cresce anche la Logistica, con volumi di investimento di oltre 1,3 miliardi di euro – recita il comunicato –, raggiunti anche grazie a due jumbo deal (in particolare il deal paneuropeo realizzato dalla joint venture tra Patrizia Immobilien AG, il fondo pensione danese PFA e la South Korea Public Officials Benefit Association). Ma la novità principale dell’anno appena chiuso è di certo la prima vera uscita pubblica di una tipologia di asset diversa, il Last Mile, sotto la spinta dei cambiamenti delle abitudini di consumo.
E nonostante le voci delle Cassandra che davano ormai il retail in netta difficoltà, il settore riesce a registrare transazioni per quasi 2 miliardi di euro. Ma con le dovute distinzioni e soprattutto senza dimenticare che sul mercato sono numerosi gli asset retail in vendita. Si tratta soprattutto di centri commerciali di destinazioni secondarie e con ampi problemi di gestione. Cbre sottolinea, infatti, che nel 2019 i grandi protagonisti sono stati i Factory Outlet, a fronte di una riduzione degli investimenti nei più tradizionali Centri Commerciali. Rimane rilevante il contributo del settore High Street nei mercati prime, grazie sia a investitori privati domestici sia a investimenti istituzionali.

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