Economia circolare

Il boom di Infinna, la nuova fibra naturale riciclata che sta attirando gli investimenti della moda

Nel giro di pochi mesi la start up finlandese che produce una fibra simile al cotone da scarti di cellulosa ha ricevuto 30 milioni di fondi da H&M, adidas, Zalando e Patagonia. E si prepara ad aprire una fabbrica da 220 milioni di euro

di Chiara Beghelli

3' di lettura

Un cortocircuito si verifica quando due estremità di un sistema elettrico si toccano e l’energia che invade il sistema è tanta da interromperne il funzionamento. Un rischio che per esteso è anche alle porte della produzione tessile mondiale, soprattutto quella di cotone: la fibra tessile naturale più utilizzata è anche una di quelle che richiede più acqua e più pesticidi per essere coltivata.

Ora, stando ai dati dell’Icac, International Cotton Advisory Committee, associazione dell’industria del cotone fondata nel 1939, la produzione di cotone nell’ultimo anno è stata inferiore al suo consumo: a fronte di un raccolto globale di quasi 25 milioni di tonnellate cubiche - con India, Cina, Stati Uniti e Brasile primi Paesi produttori -, il consumo è stato di circa 25,5 milioni di tonnellate, un dato che è costantemente aumentato. Nel 2001, vent’anni fa, era pari a 20,6 milioni.

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Verso un mondo invaso dai rifiuti tessili?

Oltre a quella di cotone, è in aumento la generale domanda di fibre tessili nel mondo: secondo Textile Exchange, nel 2030 raggiungerà i 146 milioni di tonnellate cubiche, in crescita del 30% dalle 111 del 2019. E un altro dato è pronto ad alimentare questo cortocircuito: ogni anno vengono prodotti oltre 92 milioni di metri cubi di rifiuti tessili, destinati perlopiù a discariche e inceneritori, dove finiscono anche le risorse naturali ed energetiche necessarie per produrli. Uno spreco che il pianeta non può più permettersi.

Dagli scarti di cellulosa, una nuova fibra

I dati di questa premessa rendono più leggibile l’attenzione che negli ultimi mesi si sta raccogliendo intorno a Infinited Fiber Company, start up di tecnologia tessile basata a Espoo, in Finlandia: fondata nel 2015, è stato infatti solo a partire dalla scorsa estate che la sua tecnologia ha attratto le attenzioni, e i finanziamenti, di molti big della moda globale. Infinited Fiber Company ha messo a punto il brevetto di Infinna, un fibra naturale ricavata dalla cellulosa di scarto: cotone da rifiuti, soprattutto, ma anche cartoni, riso, steli di grano, forniscono le fibre che vengono disaggregate e poi ricomposte, con il risultato di una fibra del tutto simile al cotone vergine. Infinna è biodegradabile, non contiene microplastiche e alla fine del suo ciclo di vita può essere riciclata insieme ad altri rifiuti tessili.

Il 30 luglio scorso Infinited Fiber Company ha chiuso un round di finanziamenti da 30 milioni di euro, che ha avuto come capofila H&M, adidas e Fwd a/s, ramo di investimenti di Bestseller. E Zalando, la piattaforma e-commerce basata in Germania che sta facendo della sostenibilità uno dei fattori principali della sua crescita, ha appena annunciato anch’essa il suo investimento nella start up.

In progetto uno stabilimento da 220 milioni di euro

I soldi serviranno per finanziare un nuovo stabilimento, sempre in Finlandia, da 220 milioni di euro, con cui Infinited raddoppierà la sua capacità produttiva di Infinna dalle 150 tonnellate annue di oggi a 300mila, per soddisfare il costante aumento di domanda da parte delle aziende della moda. Un aspetto interessante è che la materia prima di Infinna saranno i rifiuti tessili: Zalando, da parte sua, li fornirà direttamente e userà poi Infinna per produrre capi con il suo marchio, mentre H&M ha già presentato una collezione di 64 jeans fatti con Infinna, come Wrangler. Patagonia, uno dei marchi più impegnati in sostenibilità dell’industria della moda, ha firmato con Infinited Fiber Company un accordo di fornitura pluriennale. Anche perché Infinna, secondo le news dell’azienda, è pronto per essere usato non solo per abiti, ma anche per lenzuola, asciugamani e tessili per la casa. Perché la circolarità, tutti lo speriamo, ci circonderà.

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