la svolta

Messi, burofax al Barcellona: «Vado via gratis». Il club prova a mediare

Il fuoriclasse argentino ha comunicato formalmente che desidera lasciare il club. Che replica: la clausola di rescissione gratuita è scaduta

Messi è il miglior calciatore del mondo, sconfitta per Ronaldo

4' di lettura

Le indiscrezioni dei giorni scorsi non erano infondate: Lionel Messi ha comunicato formalmente al Barcellona che desidera lasciare immediatamente il club. Lo confermano diverse fonti interpellate da agenzie internazionali. Una fonte del club blaugrana ha detto alla Reuters che il fuoriclasse argentino, che ha passato tutta la sua carriera al Barca, ha informato il club del suo desiderio di lasciare il club inviando un burofax, un servizio utilizzato in Spagna per spedire urgentemente un documento che richiede prove a terzi. Una sorta di fax certificato.

La replica del Barcellona: la clausola è scaduta

Messi vuole avvalersi della clausola che lo svincola a parametro zero a fine stagione. I legali del Barca sostengono però che la clausola sia già scaduta. Il 33enne numero 10, entrato nel club nel 2000, ha un contratto con i catalani fino al 2021. «La clausola per lo svincolo gratis è scaduta, quindi Messi non se ne può avvalere». Si profila una clamorosa guerra legale tra il Barcellona e l’asso argentino. Ai legali di Messi hanno risposto i legali del Barca: la clausola scadeva il 31 maggio, dunque secondo Sport.es la richiesta di Messi «non ha sostanza legale».

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Tutti i record della «Pulce»

La possibilità di perdere la sua stella terrorizza il Barcellona e i suoi tifosi, ma le avvisaglie erano chiare e per il club era impossibile smentire che dopo 20 anni con quella maglia, di cui 16 in prima squadra, più di qualcosa si sia rotto. A pesare sulla scelta, secondo la stampa argentina, è stato l’incontro con Koeman, che avrebbe usato toni duri e quasi ultimativi con la Pulce, con frasi del tipo: «I privilegi della rosa sono finiti, devi fare tutto per la squadra». Un po’ troppo per chi alla causa blaugrana ha dato l’anima, pur se profumatamente ripagato: Messi ha battuto ogni record: 444 gol in 485 partite di Liga, di cui 73 in una sola stagione (2011-2012), sei Palloni d’oro, miglior marcatore di Champions (115), per non dire tutti i primati di doppiette, triplette, assist, premi, titoli (10 scudetti, 4 Champions, 3 Supercoppe europee e 3 mondiali per club, per citare solo i più importanti). Di colpo, però, tutto sta per finire, come fosse tramontata un’epoca.

Sognano l’Inter e le due di Manchester

Ora sognano in molti: da Suning che non ha nascosto l’innamoramento per il 33enne campione argentino proiettandone l’immagine sul Duomo per la sua tv in Cina - e che ora dopo la conferma di Antonio Conte può dedicare attenzione al complicato progetto - alle due squadre di Manchester. Il City di Guardiola, primo maestro della Pulce nel Barcellona dell’epoca d’oro, è dato per favorito secondo più di una fonte (le trattative sarebbero già in corso), mentre altre fonti dall’Argentina vedono in vantaggio i cugini dello United, dal portafoglio fornito e mai finiti nel mirino dell’Uefa per presunte violazioni del Fair play finanziario. L’operazione ha i contorni dell’affare plurimilionario, tra clausola da pagare al Barca, ingaggio e commissioni: qualcuno ha calcolato la cifra finale in 700 milioni. La mossa di Messi potrebbe però annullarla, sempre che superi lo sbarramento legale che il club catalano si appresta ad alzare. La Pulce ha rinnovato il contratto nel 2017 con la possibilità di andare libero alla fine di ogni stagione ma avrebbe dovuto informare della decisione prima del 31 maggio.

Il coronavirus ha fatto saltare i rapporti col Barca

Nel frattempo, però, è arrivata la pandemia e la raccomandazione della Fifa che tutti i club estendano i contratti fino alla fine dei campionati, forse un appiglio per le tesi del giocatore. Le prime nuvole su quello che sembrava un matrimonio a vita arrivarono in autunno con le schermaglie per il rinnovo di un contratto già ricchissimo ma che doveva sancire «Barcellona a vita». Il rapporto tra Messi e la sua casa catalana si è rovinato con la pandemia: prima sono circolate le voci di trame dei dirigenti per screditare i giocatori con i social, poi Messi è entrato in rotta di collisione con il club sul taglio agli ingaggi. Che alla fine è arrivato, ma per poter compensare i dipendenti in cassa integrazione, senza alcuna avidità, come Leo si è sentito dire dai dirigenti. Nel frattempo traballava la presidenza Bartomeu ed emergeva che il contratto dell’argentino prevedeva una clausola per liberarsi in qualsiasi momento pur di non andare in uno dei grandi campionati d’Europa. Poi, il disastro Champions, via Abidal, via il tecnico Setien, elezioni anticipate, lotte intestine. E Koeman, che alla presentazione aveva detto: «Spero Messi rimanga a lungo, ma parlerò con lui». Evidentemente l’esito non è stato quello atteso: «Non vedo il mio futuro al Barcellona», le dure parole dell'argentino. Ora è passato ai fatti.

Barcellona: «Vogliamo costruire un futuro con Leo»

Nell pomeriggio del 26 ottobre, il Barcellona ha aperto a un accordo: «Pensiamo a costruire il futuro del Barcellona insieme al miglior giocatore della storia come Leo Messi. Dobbiamo trarre tutte le conclusioni e la nostra idea è questa». Così il segretario tecnico del Barcellona, Ramon Planes, in conferenza stampa. «Non prevediamo alcuna uscita di Leo a livello contrattuale ma dobbiamo avere un enorme rispetto per lui. Stiamo lavorando per costruire una squadra vincente con i giovani ma con molto rispetto per giocatori che hanno vinto tanto. Non possiamo fare di questo una disputa tra Leo Messi e Barcellona perché nessuno dei due se lo merita».


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