dopo l’incidente di Venezia

Venezia, il business delle grandi navi e lo stop in laguna annunciato per fine giugno

di Nicoletta Cottone


Perché Venezia è nella morsa delle grandi navi da crociera

4' di lettura

Quello delle navi da crociera che lambiscono la laguna è un annoso problema di Venezia. La nave Msc Opera che alla velocità di cinque nodi ha urtato il battello turistico River Countess ormeggiato al molo di San Basilio è solo l'ultimo episodio della vicenda grandi navi che da anni tiene banco nella città. Perché quello delle navi da crociera è anche un grande business che la città non può perdere, ma che deve essere regolamentato per evitare incidenti plateali come quello del 2 giugno. Ora il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha dichiarato che entro la fine di giugno sarà trovata la soluzione per allontanare le grandi navi dalla Giudecca e da San Marco.

GUARDA IL VIDEO / Perché Venezia è nella morsa delle grandi navi da crociera

Un business da 280 milioni di euro
Gli imprenditori hanno chiesto più volte di risolvere il nodo delle grandi navi a Venezia. Un business importante per la città: si calcola che il mercato del turismo crocieristico a Venezia valga oltre 280 milioni di euro. Tra il 1997 e il 2018 il porto della città lagunare ha accolto oltre 31 milioni di passeggeri. Il picco del traffico crocieristico in Laguna è stato nel 2013 con 1,8 milioni di passeggeri. Lo scorso anno invece i passeggeri sbarcati in laguna sono stati 1,56 milioni.

Il decreto Passera-Clini
Ci sono fotografie dove le navi appaiono fuori scala rispetto alla città lagunare. La nave più grande entrata in laguna è stata il 2 giugno 2012 la Msc Divina, una nave stupenda da 333 metri di lunghezza per 139mila tonnellate di stazza.

Nel 2012 un decreto Infrastrutture e Ambiente 2 marzo 2012, sottoscritto dai ministri Corrado Passera e Corrado Clini aveva vietato il transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40mila tonnellate di stazza lorda. Ma la disposizione transitoria prevedeva che il divieto si applicasse «a partire dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative a quelle vietate, come individuate dall'Autorità marittima con proprio provvedimento». Veniva anche precisato che che intanto l’Autorità marittima, d'intesa con il Magistrato alle acque di Venezia e l'Autorità portuale, avrebbe adottato «misure finalizzate a mitigare i rischi connessi al regime transitorio perseguendo il massimo livello di tutela dell'ambiente lagunare». Nella città lagunare sono anche nati comitati e associazioni che si oppongono al passaggio delle grandi navi a Venezia. Nel 2013 a Ca' Farsetti è stata ratificata la Venice Flag II, un’intesa volontaria raggiunta a marzo fra le compagnie di navigazione sui carburanti a basso contenuto di zolfo. Con l’accordo le compagnie di navigazione sono impegnate a far funzionare i motori principali e ausiliari delle navi con combustibile per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1% fin dall' ingresso dalla Bocca di porto di Lido.

Il piano alternativo
L’incidente della nave Msc ha riaperto la polemica sul piano alternativo per far arrivare le grandi navi a Venezia. C'è un piano che vede d’accordo Comune, Regione e compagnie crocieristiche, ma non il ministero delle Infrastrutture. Il piano prevede il passaggio attraverso il canale dei Petroli per arrivare a Marghera. Prevista la realizzazione di un canale di 4,5 chilometri, largo 100 metri e con una profondità di circa 10,5 metri. Il canale dall'attuale via dei Petroli devierebbe verso la Stazione Marittima evitando che le navi da crociera entrino nel bacino di San Marco. In pratica le navi entrerebbero in laguna tramite la bocca di porto di Malamocco e non del Lido. Tempi di realizzazione previsti: 19 mesi. Costo stimato in 120 milioni di euro, di cui 42 milioni di scavo, 62 milioni per lo smaltimento dei sedimenti e per le velme, 16 milioni per lo spostamento dei sottoservizi. Il piano - che vuole salvaguardare il business delle navi per la città - prevede il passaggio dal canale Vittorio Emanuele III. Ma il piano è all’esame del ministero delle Infrastrutture da mesi.

Il ministro Toninelli ha affermato che è vicino lo stop alle grandi navi in Laguna. Per il ministro non dovranno più passare dalla Giudecca: «Sono mesi che stiamo lavorando per risolvere un problema lasciato marcire per troppi anni». Ora il Comitato per l'ordine e la sicurezza ha chiesto di deviare in tempi stretti il traffico sul canale Vittorio Emanuele III.

Lo stop del Tar al divieto di accesso a San Marco
Ad agosto 2014 il Comitato aveva vietato l'accesso al bacino di San Marco alle navi sopra le 40mila tonnellate, ma il Tar aveva annullato. Dal 2015 le compagnie di crociera usano a Venezia solo unità fino a 96mila tonnellate di stazza lorda.

L’accusa del fotografo Berengo Gardin
La polemica sulle grandi navi è stata al centro della profetica mostra del celebre fotografo di Gianni Berengo Gardin, censurata nel 2013 dal sindaco Luigi Brugnaro. E oggi il grande fotografo definisce “lacrime di coccodrillo” quelle versate da chi solo ora dice: «basta mega-crociere a Venezia». La vicenda della grandi navi era stata al centro lo scorso 22 maggio della provocazione dello street artist Banksy che aveva esposto a Venezia una installazione per denunciare i rischi del traffico delle grandi navi nella città lagunare.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...