Il report Symbola/Unioncamere

Il business del sistema culturale e creativo vale 84,6 miliardi. In aumento videogiochi e sofware

Il Covid ha ridotto dell’8,1% la ricchezza della filiera. Fra le attività più colpite in testa le performing arts e il comparto del Patrimonio storico e artistico

di Nicoletta Cottone

Il G20 della Cultura al Colosseo

3' di lettura

II sistema produttivo culturale e creativo del 2020 vale 84,6 miliardi di euro, che corrisponde al 5,7% del valore aggiunto italiano e attiva complessivamente 239,8 miliardi. Sono i dati di “Io Sono Cultura 2021”, il rapporto annuale di fondazione Symbola e Unioncamere, giunto alla undicesima edizione, illustrato alla presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini. Gli effetti della crisi sanitaria hanno colpito l’intero sistema produttivo culturale e creativo. La ricchezza prodotta dalla filiera, infatti, si è ridotta del -8,1per cento. É scesa anche l’occupazione del 3,5 per cento.

Le attività più colpite dalla pandemia

Fra le attività più colpite in testa le performing arts, che registrano un meno 26,3% (di ricchezza prodotta) e segnano un meno 11,9% in termini occupazionali. Fortemente colpito anche il comparto del Patrimonio storico e artistico con una contrazione del 19% in termini di ricchezza prodotta e dell’11,2% in meno sul fronte dell’occupazione.

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In aumento videogiochi e software

Nonostante il forte impatto della pandemia alcuni comparti culturali e creativi hanno tenuto e, anzi, sono cresciuti. In particolare, le attività di videogiochi e software, pur registrando una leggera riduzione degli occupati (-0,9%), hanno aumentato la ricchezza prodotta del 4,2%, anche pee la spinta al digitale e all’home entertainment che i lockdown hanno prodotto.

Realacci: «L’Italia sia protagonista del nuovo ‘Bauhaus'»

«L’Italia - ha sottolineato Realacci - deve essere protagonista del nuovo ‘Bauhaus' voluto dalla Commissione europea per rinsaldare i legami tra cultura, creatività, produzione, scienza, tecnologia e affrontare la transizione verde. Cultura, creatività e bellezza sono la chiave di volta di molti settori produttivi di un’Italia che fa l’Italia e consolidano la missione del nostro paese orientata alla qualità e all'innovazione: un soft power che attraversa prodotti e territori e rappresenta un prezioso biglietto da visita. Un'infrastruttura necessaria per affrontare le sfide che abbiamo davanti. Se l'Italia produce valore e lavoro puntando sulla cultura, sulla bellezza e sulla coesione, favorisce un'economia più a misura d'uomo e, anche per questo, più competitiva e più capace di futuro come affermiamo nel Manifesto di Assisi».

Il New European Bauhaus è il programma che vuole progettare futuri modi di vivere unendo arte, cultura, design, architettura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. Le sue radici sono nella Staatliches Bauhaus, la scuola di design di Weimar (e poi Dessau) fondata da Walter Gropius. É stata ispirazione per il Nuovo Bauhaus Europeo, come ha affermato Ursula von der Leyen.

La spesa turistica e il legame con la manifattura

Importanti anche i legami tra cultura e turismo. La Lombardia è la prima regione per spesa turistica attivata dalla domanda di cultura (3,9 miliardi di euro) e quinta per incidenza sul totale della spesa culturale (47,6%, quasi 10 punti in più della media nazionale). Il legame tra cultura e manifattura appare evidente nelle realtà distrettuali, quindi in quelle aree dove è presente una rilevante concentrazione di professioni artigianali, che valorizzano competenze creative del made in Italy. Fra queste eccellenze distrettuali, fortemente orientate ai mercati esteri, si possono citare Monza-Brianza, Arezzo, Alessandria, Modena, Reggio Emilia, Pesaro-Urbino.

Lombardia e Lazio producono la maggiore ricchezza

Tra gli altri dati rilevanti emerge sia in termini di valore aggiunto sia di occupazione una chiara differenziazione tra il Nord e il Mezzogiorno d’Italia. Il Mezzogiorno ha assorbito solo il 15,5% del valore aggiunto nazionale della filiera e il 19,5% sul fronte dell’occupazione. Lombardia e Lazio sono le regioni che producono più ricchezza con la cultura. Tra le regioni che hanno maggiormente risentito della crisi c’è la Toscana, il cui valore aggiunto generato ha subito una contrazione a doppia cifra: -10,4%. Accentuate anche le contrazioni registrate in Basilicata (-9,9%) e nel Molise (-9,7%). In termini occupazionali le dinamiche peggiori sono da associare alla Sicilia (-4,3%), alla Sardegna (-4,2%) e alla Valle d'Aosta (-4,1%).

Milano capitale della cultura

Milano, Roma, Torino, Arezzo, Trieste, Firenze e Bologna entrano nella top ten delle province. Milano si è mostrata la capitale della cultura italiana, prima per incidenza della filiera in termini di valore aggiunto e occupazione. La grande area metropolitana di Milano è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 9,7 e il 9,8%. Roma è seconda per valore aggiunto (8,7%) e quarta per occupazione (7,8%) mentre Torino si colloca terza (8,4%). Seguono, per valore aggiunto Arezzo (7,6%), Trieste (7,1%), Firenze (6,7%), Bologna (6,2%) e Padova (6,1%). «Il settore culturale – ha affermato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola -ha pagato più di altri settori la crisi dovuta alla pandemia ma si conferma l'importante ruolo anche economico».


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