Finanza e food

Il caffè Illy in Borsa tra qualche anno, i ricavi del 2021 supereranno il 2019

A tracciare le prospettive per il gruppo triestino è il presidente Andrea Illy che oggi ha ricevuto il premio Leonardo

di Simona Rossitto

Andrea Illy con la presidente del Comitato Leonardo Luisa Todini e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il caffè Illy, dopo l'ingresso del fondo americano Rhone Capital con il 20%, guarda all'espansione internazionale, a partire dagli Usa e dalla Cina. E, nonostante sia ancora presto, visto che il fondo è entrato meno di un anno fa, nell'orizzonte, tra qualche anno, ha anche la quotazione in Borsa. A raccontare le prospettive dell'azienda è il presidente Andrea Illy che ha ricevuto, nello splendido Palazzo Barberini e alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premio Leonardo.

«Dobbiamo andare verso una società più rispettosa del prossimo e dell'ambiente»

Illycaffè, fondata nel 1933, è presente oggi in 144 Paesi. Andrea Illy, che è stato amministratore delegato per 22 anni, nel 2018 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. «Mi è piaciuto particolarmente - ha sottolineato parlando del premio ricevuto oggi - quanto detto dalla presidente del Comitato Leonardo, Luisa Todini, sulla sostenibilità che sostiene la ripresa. La transizione post Covid, che è anche attenzione al clima, alla digitalizzazione, rappresenta una grande opportunità. Noi dobbiamo andare verso una società che sia molto più rispettosa del prossimo e dell'ambiente».

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«Mercato americano il più importante, l’Asia cresce di più»

Guardando alle prospettive post Covid, Illycaffè punta in particolare sul mercato degli Stati Uniti, «il più importante, anche se quello che cresce di più è rappresentato dall'Asia trainata dalla Cina. L'obiettivo è far sì che gli Usa diventino il nostro mercato più grosso e più importante, in modo da essere anche un trampolino per lo sviluppo in altri mercati come gli altri Paesi americani. Lo stiamo facendo in maniera graduale. L'anno scorso abbiamo fatto entrare nella compagine azionaria un fondo americano (Rhone Capital) scelto in funzione di quanto ci possa aiutare a crescere nel mercato azionario».

Al momento, il fondo ha il 20% del gruppo Illy, mentre il resto è in mano alla famiglia fondatrice. Nell'orizzonte, sebbene sia «troppo presto per parlarne», c'è la Borsa: «ci vogliono generalmente dai 5 a 7 anni per l'uscita di un fondo di investimento dall'azienda, dunque andremo in Borsa non prima di 4-5 anni». Intanto, dal punto di vista dei ricavi, l'azienda ha recuperato quanto perso durante la pandemia. Il fatturato nel 2020 è sceso del 14,2% a 446,5 milioni, il margine operativo lordo ha perso il 21,2% a 57,7 milioni e l'utile netto il 73% a 5 milioni.

«C'e' stato un calo durante l'anno scorso, visto che quello dei pubblici esercizi è il nostro core business, abbiamo recuperato molto nel consumo a casa, ma non è stato abbastanza. Nel 2021 - annuncia Illy - supereremo i risultati del 2019». Nell'anno pre pandemia il gruppo aveva raggiunto 520,5 milioni di euro.

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