IL GRAFFIO DEL LUNEDÌ

Il calcio e i continui rinvii, il ciclismo e i compromessi incredibili

Se non si è pienamente convinti della riapertura del campionato, tanto vale concentrarsi sulla prossima stagione. Almeno non si arriverà impreparati

di Dario Ceccarelli

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(ANSA)

Se non si è pienamente convinti della riapertura del campionato, tanto vale concentrarsi sulla prossima stagione. Almeno non si arriverà impreparati


3' di lettura

Sono giorni strani: di alti e bassi, di buone e cattive notizie che scendono e salgono come sulle montagne russe. Per esempio: che la pandemia, incrociamo le dita, stia perdendo forza, come fanno sperare gli ultimi dati, è paradossalmente confermato dal pandemonio che invece sta scatenando la fine del rapimento di Silvia Romano, la volontaria finalmente liberata dopo più di un anno e mezzo a Mogadiscio.

Ebbene, la gioia del rilascio, nell'abbraccio con la famiglia e la festa a Milano del suo quartiere, il popolare Casoretto, sono state parzialmente offuscate dalle velenose polemiche sul riscatto pagato e sulla confermata conversione all'Islam della ragazza. Per non parlare del suo capo velato e del suo vestito di foggia orientale. Immagini che hanno provocato le solite zuffe tra guelfi e ghibellini, pro o contro il volontariato a rischio, che in Italia non mancano mai, alimentate anche dagli immancabili leoni da tastiera sui social. Che dire? C'eravamo tanto amati, in queste due mesi di quarantena, ma è bastato poco, anzi pochissimo, per tornare alle vecchie cattive abitudini. Che sia anche questo un segno di ritorno alla normalità?

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Chi non si decide a tornare alla normalità è invece il mondo del calcio, sempre alle prese con l'amletica domanda: riparto non riparto? Farli o non farli questi allenamenti in gruppo per poi tornare in campo prima che sia troppo tardi per concludere, in qualche modo, la stagione?

Già il mondo calcio, tra dirigenti, allenatori e presidenti, ha le idee confuse; se poi si mette anche il governo, con i continui tentennamenti del ministro Spadafora, la frittata è fatta. Questa domenica c'è stato un altro rinvio. Il Comitato tecnico scientifico del governo ha infatti ancora spostato la decisione sul via libera agli allenamenti collettivi dal 18 maggio. La task force, composta di ben venti scienziati, non è arrivata a una decisione comune da inviare al ministro della salute Roberto Speranza. Il nocciolo della discussione riguarda le partite per una eventuale ripresa del campionato. Cosa fare in caso di nuovi contagi tra i giocatori? Come garantire la sicurezza nelle trasferte? Si dovrà giocare solo nelle regioni meno colpite dal virus, quindi non al Nord?

Tanti dubbi, che si accavallano, non ultimo quello dei tamponi ripetuti. Basteranno per tutta la serie A, tenendo conto di quanto sia difficile, per i normali cittadini, riuscire a farli? Un sacco di dubbi su cui bisognerà decidersi nonostante tutti questi professoroni che si contraddicono uno con l'altro. Il problema non è facile, d'accordo. Ci sono in ballo un sacco di interessi, d'accordo. Però, come si è deciso in altri paesi europei, lo si faccia anche Italia. E lo faccia soprattuto il ministro Spadafora, fin da subito poco convinto sulla ripartenza del campionato. Chiaramente scontenterà qualcuno, qualsiasi sia la decisione. Ma continuare col tiremolla aumenta l'incertezza. Come fa il governatore della Lombardia, Fontana, che quando indossa la mascherina dice bisogna stare tutti a casa; quando invece la toglie dice che è ora di far ripartire tutto. Un giorno sì, un giorno no: a targhe alterne.

Tornando al campionato, se non si è convinti, tanto vale concentrarsi sulla prossima stagione. Almeno non si arriverà impreparati.

Molto più serio, a questo riguardo, il mondo del ciclismo. Le sue decisioni, per quanto non facili da mettere in pratica, le ha prese. E più o meno tutti, tranne il Tour de France, invadente come tutti i giganti, hanno accettato dei compromessi mettendo assieme un calendario tanto incredibile quanto necessario vista la mancanza di alternative.

In Italia si riparte in agosto, il mese delle vacanze. La data più incredibile - l'otto agosto - è quella della Milano-Sanremo, l'ex classifica di primavera. Il Tour al via il 29 agosto si conclude il 20 settembre, quando è già partita la Tirreno Adriatico (7-14 settembre).

Ma lo spostamento più significativo riguarda il Giro d'Italia, in programma dal 3 al 25 ottobre in sovrapposizione alle classiche del Nord. Il giorno del grande ingorgo a due ruote sarà proprio domenica 25 ottobre quando il Giro d'Italia arriva a Milano, la Parigi-Roubaix al famoso velodromo della corsa delle pietre e la Vuelta di Spagna prenderà il via dai Paesi Baschi. Delle due l'una: o sarà una tempesta perfetta. O una perfetta domenica per chi ama il ciclismo. Comunque, una domenica bestiale.

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