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Il caldo fa friggere le linee elettriche. Quartieri al buio per blackout a Milano e Torino

La domanda dei condizionatori e dei frigoriferi mette in crisi la rete cittadina, consumo record di 1.640 megawatt a Milano (+40%)

di Jacopo Giliberto


Caldo record, ecco come il clima é diventato emergenza mondiale

3' di lettura

Il caldo torrido fa friggere le linee elettriche delle città. Ieri e oggi interi quartieri di Milano e di Torino sono rimasti senza corrente. Senza luce perfino il “salotto buono” di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele che unisce piazza del Duomo con la Scala. È un effetto del cambiamento degli stili di vita.

I consumi, che una volta erano concentrati d’inverno per il riscaldamento, oggi si sono spostati al periodo più caldo dell’estate perché la corrente serve soprattutto per raffreddare. Non basta.

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Un altro motivo è il fatto che nelle città le reti elettriche sono molto fitte, con maglie molto strette; ciò concentra i punti di consumo e gli impianti della rete in spazi molto compatti. In aggiunta, la rete elettrica urbana è ormai quasi tutta sotterranea, e così i cavi di alta, media e bassa tensione, ma anche i trasformatori e le cabine elettriche, non riescono a dissipare il calore, vanno in surriscaldamento ed entrano in avaria.

Qui Milano: investimenti per fronteggiare i nuovi stili di vita
Disservizi in diversi quartieri di Milano a causa del grande caldo e del l’aumento dei consumi di elettricità dovuti ai condizionatori. Perfino in Galleria Vittorio Emanuele II c’è stato un blackout elettrico nel corso della mattina.

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Secondo Unareti (la società ex A2A che gestisce il servizio di distribuzione elettrica a Milano) il caldo equatoriale ha prodotto il picco dei consumi con 1.614 megawatt, cioè il 40% in più di punte di consumo di energia rispetto al 27 giugno dello scorso anno.

La società ha pubblicato anche alcuni consigli ai consumatori per affrontare in modo efficiente i giorni più caldi dell’anno.

«Riceviamo segnalazioni di gravissimi disservizi per le imprese in Galleria Vittorio Emanuele II e nel centro della città dovuti a blackout di energia elettrica», ha detto in una nota Lino Stoppani, presidente di Epam, l’associazione dei pubblici esercizi di Confcommercio Milano.

Secondo Confcommercio Milano «servono investimenti per adeguare una rete vecchia. In una città come Milano, non è pensabile che le sottostazioni di servizio dell’elettricità in centro rispondano a logiche e consumi di 30-40 anni fa».

L’Unareti, nello scusarsi, spiega di avere raddoppiato il numero di squadre di pronto intervento e nell’ultimo triennio «ha raddoppiato gli investimenti nella rete elettrica di distribuzione: sono stati sostituiti l’80% dei giunti previsti dal piano di sostituzione straordinario e realizzate le due nuove cabine primarie Rogoredo e Benedetto Marcello», mentre aumenterà gli investimenti per avere «un impianto di distribuzione cittadino in grado di fronteggiare la crescita dei consumi dovuta alle condizioni meteo».

Qui Torino: i consigli per non sprecare energia
A Torino guasti diffusi su tutta la rete elettrica si registrano da ieri mattina. Per ridurre i disservizi la società Ireti (Iren), che gestisce la rete, è intervenuta mettendo in campo mezzi, personale e imprese esterne, e rafforzando il presidio del telecontrollo.

Al fine di attenuare il carico sulla rete elettrica e il rischio di interruzioni, Ireti consiglia di utilizzare elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie con programmi a basse temperature e consumo ridotto, meglio se di notte. Si consiglia inoltre di climatizzare solo i locali più utilizzati, tenendo porte e finestre chiuse ed impostando temperature non inferiori ai 25 gradi, anche per evitare problemi di salute.

Come cambiano i consumi: elettricità per raffreddare
Mentre l’uso principale della corrente elettrica un tempo era la produzione di calore, per esempio in stufette e scaldabagno, oggi l’energia elettrica si usa per raffreddare.

La Cpu dei pc scalda moltissimo, e per raffreddarla i computer hanno una ventola; ma i centri di elaborazione dati e i server hanno bisogno di locali potentemente climatizzati. Negozi, uffici, banche, supermercati e da alcuni anni anche gli appartamenti hanno impianti di raffreddamento.

I centri logistici, i banchi di refrigerazione dei negozi per gli alimenti e i surgelati, i bar con i frigoriferi per le bibite e i gelati, i frigoriferi domestici: la conservazione dei cibi chiede energia elettrica, e quando il clima è più caldo le serpentine di raffreddamento faticano a dissipare il calore e i compressori di frigoriferi, surgelatori e condizionatori marciano a piena potenza.

Riproduzione riservata ©
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    Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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