valle d’aosta

Val Ferret, il bollettino conferma il rischio crollo del ghiacciaio Planpincieux

Tre giorni di allarme per le alte temperature e il rischio crollo, nella zona evacuate una settantina di persone

di Filomena Greco

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(AFP)

Tre giorni di allarme per le alte temperature e il rischio crollo, nella zona evacuate una settantina di persone


2' di lettura

Le alte temperature tornano a minacciare i ghiacciai del Monte Bianco. Tanto che il glaciologo di Fondazione montagna sicura, Fabrizio Troilo, parla di un «rischio crollo istantaneo» per la porzione da circa 510mila metri cubi del ghiacciaio di Planpincieux, in Val Ferret.

Il bollettino di allertamento emesso nel primo pomeriggio di venerdì 7 agosto conferma che permangono i «trend anomali delle temperature» e le conseguenti variazioni «anomale del eflusso idrico». Cioè il rialzo termico, iniziato giovedì dopo giorni di freddo, continua a provocare l'aumento della pressione dell'acqua che scorre tra la roccia e l’enorme blocco di ghiaccio che rischia di sollevarsi e scivolare a valle.

È stata intanto completata l’evacuazione delle persone alloggiate nella parte bassa della vallata, a Courmayeur, interessata dall’allarme lanciato in queste ore, che ha coinvolto 25 nuclei familiari, per un totale di circa 70 persone.

Durante una conferenza stampa il sindaco di Courmayeur Stefano Miserocchi e i tecnici della Regione Valle d’Aosta, della Fondazione Montagna Sicura e della Protezione civile hanno spiegato che l’evoluzione del ghiacciaio di Planpincieux ha generato il “nuovo settore” con un volume di circa 500mila metri cubi, pari al volume del Duomo di Milano, determinando una nuova “zonizzazione” delle aree a rischio. Dal 24 settembre al 13 novembre del 2019 un tratto della Val Ferret è stato chiuso per il pericolo di crollo di una porzione da 250mila metri cubi, situazione a cui segue un nuovo allarme.

Nell’area, in particolare, sono stati rilevati trend anomali di temperature, con una situazione di rischio stimata per almeno tre giorni, come stabilisce l’ordinanza comunale, che fissa in relazione al pericolo una zona rossa – che potrebbe essere travolta dalla “massa densa” della valanga prodotta dal crollo del ghiacciaio – e una zona gialla, potenzialmente interessata dalla nube di polveri generate dal possibile crollo, interessate dall’evacuazione.

Per accedere alla vallata è stata indicata la strada alternativa della Montitta a senso unico alternato, con impianto semaforico e sistema radar doppler attivo. L’accesso però è riservato a soccorritori, forze dell’ordine, personale comunale dei servizi essenziali e persone autorizzate dal sindaco.

La situazione attuale è diversa da quella che si è determinata nell’autunno scorso, hanno spiegato gli esperti, alla luce della presenza di un corpo molto esteso di ghiaccio appoggiato alla roccia e completamente slegato dalla dinamica a monte. Rispetto alla crisi del 2019, dunque, questa situazione causata dallo shock termico è «limitata nel tempo» dato che il blocco rischia di andare incontro a una destabilizzazione. In caso contrario, l’allarme rientrerà.

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