NUOVA STRETTA ANTI-COVID

Natale: zona rossa nei festivi e prefestivi dal 24 al 6 e arancione nei feriali. Consentiti due ospiti non conviventi

Confronto ancora aperto nel Governo sull’ulteriore stretta per scongiurare una terza ondata di contagi: lockdown per dieci giorni e area arancione per quattro. Si potrà uscire da Comuni sotto i 5mila abitanti entro un raggio di 30 km. Consiglio dei ministri alle 18

Natale: aggiungi due posti a tavola. Le restrizioni delle Feste

3' di lettura

Articolo aggiornato alle ore 15.00 del 18 dicembre

Sarà un Natale e fine 2020 in quasi completo lockdown. La trattativa nel Governo va avanti da giorni tra l’ala rigorista schierata per una chiusura totale ininterrotta del Paese dal 21 dicembre al 6 gennaio e i dubbi del premier Giuseppe Conte. Mentre è ancora in corso il vertice del capo dell’Esecutivo con i capi delegazione di maggioranza e il ministro Francesco Boccia lo schema per scongiurare il pericolo di una terza ondata di contagi da coronavirus dovrebbe essere questo: dal 24 dicembre al 6 gennaio Italia in zona rossa nei giorni festivi e prefestivi, zona arancione nei giorni lavorativi (28, 29 e 30 dicembre, 4 gennaio).

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Dieci giorni di zona rossa, quattro arancione

Il risultato - in attesa del confronto con le regioni dovrebbe essere il Paese in area rossa per dieci giorni (24-27 dicembre e 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio), con quattro giorni di zona arancione: 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio. Una volta raggiunto l’accordo nel governo, le nuove misure dovranno essere varate dal Consiglio dei ministri, convocato per venerdì 18 alle ore 18.

Si potrà uscire da Comuni sotto 5mila abitanti per 30 km

Una deroga prevederà che, nel periodo delle festività, si potrà uscire dal territorio dei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri. Non ci si potrà però muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 chilometri.

Natale, aggiungi due posti a tavola

Un’altra deroga dovrebbe consentire, anche nei giorni di divieto, di andare a trovare i congiunti. Il giorno di Natale sarà consentito lo spostamento verso le abitazioni private nel limite di due persone per ogni abitazione, ulteriori ai conviventi. Si sta anche discutendo di non conteggiare gli under 14 nella deroga.

Dal 21 dicembre al 6 gennaio: vietato spostamento tra Regioni

A prescindere dall’ulteriore inasprimento che il Governo varerà nelle prossime ore, restano in vigore le regole introdotte dal Dpcm del 3 dicembre scorso: «Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata o uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome». In questo periodo sarà possibile spostarsi tra comuni/province/regioni diversi solo per motivi di lavoro, necessità o salute.

Zona rossa: dal 24 al 6 gennaio (tranne 4 giorni)

Secondo lo schema previsto dal Governo l’Italia trascorrerà gran parte dei giorni di festa in un nuovo lockdown. Le restrizioni da «zona rossa» scatteranno dal 24 dicembre e andranno avanti fino al 6 gennaio, escludendo però i giorni lavorativi.

IL CALENDARIO DEI DIVIETI PER LE FESTE
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In questo periodo sarà vietato ogni spostamento, a eccezione di quelli motivati da esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute. In sintesi: senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa. Fanno eccezione, in caso di coppie separate o divorziate, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o per condurli presso di sé: questi sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti (anche con un’autodichiarazione). Si potrà fare una passeggiata anche se solo in prossimità della propria abitazione e si potrà portare fuori il proprio cane senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone.

Tutti i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, restano aperti esclusivamente per la vendita da asporto (consentita dalle 5 alle 22). Chiuse invece le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità, anche se le deroghe sono molte: farmacie, negozi di ottica, elettronica e giocattoli, ferramenta, lavanderie, profumerie, librerie, cartolerie, edicole, distributori automatici.

Zona arancione nei giorni lavorativi

Per i giorni feriali compresi nel periodo 24 dicembre-6 gennaio (quindi 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio) si tornerà alle regole della zona arancione.

Ci si potrà spostare ma esclusivamente all'interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie potranno apire ma esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio. Nessuna restrizione per gli altri esercizi commerciali che dovranno far rispettare oltre distanza interpersonale di almeno un metro, consentire ingressi in modo dilazionato e impedire la sosta all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni.

Ipotesi decreto legge cornice e Dpcm

Ma con quale strumento normativo saranno adottate le nuove misure? La soluzione nelle ore che precedono il consiglio dei ministri, potrebbe essere quella di un nuovo decreto legge “cornice”, a cui seguirebbe un nuovo Dpcm (sarebbe il 22esimo dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia).

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