flower power!

Il calore dai petali: Pangaia lancia il primo piumino imbottito di fiori selvatici

Sui piumini l’innovazione è in fermento. Questa è la proposta della piattaforma di moda sostenibile produce anche T-shirt fatte di fibre di alghe e fissa le tinture (a base vegetale) con olio di menta

di Chiara Beghelli

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Piumino Pangaia

Sui piumini l’innovazione è in fermento. Questa è la proposta della piattaforma di moda sostenibile produce anche T-shirt fatte di fibre di alghe e fissa le tinture (a base vegetale) con olio di menta


2' di lettura

Pitti, Blauer lancia il primo piumino riciclato al 100%

In questi giorni in cui i piumini (quelli di Moncler) sembrano essere la prossima, ricca preda nella finanza di lusso, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico si sperimenta la nuova frontiera sostenibile della loro imbottitura. A base di fiori secchi.

Le prime giacche che isolano dal freddo grazie a petali da fiori recisi sono state appena lanciate da The Pangaia, marchio statunitense creato da una piattaforma creativa di scienziati, esperti di tecnologie, artisti e designer che un anno fa ha proposto le sue prime creazioni: T-shirt fatte di fibre di alghe e di canapa, cappelli e calzini di poliestere riciclato, felpe in cotone recuperato da scarti, borse, cappelli, tutti materiali naturali o da riciclo.

Tinti peraltro solo con pigmenti naturali vegetali e fissati con un particolare trattamento all’olio essenziale di menta che, a quanto sostiene Pangaia, abbatterebbe la necessità di lavarli. Last but non least, sono prodotti da manifatture in Italia e Portogallo.

T-shirt in fibra di alghe tinta con pigmenti naturali

E ora, ecco i piumini, che al posto del piumino di oca sono riempiti con un mix chiamato FLWRDWN (si pronuncia “flower down”, letteralmente “piumino di fiori”), fatto di petali di fiori selvatici e di un biopolimero, mescolati a un aerogel. Dieci anni di ricerca, a quanto riporta il sito di Pangaia, sono occorsi per mettere a punto questa tecnologia ora brevettata. Il risultato è caldo, ipoallergenico, traspirante e del tutto biodegradabile. Certo, il rivestimeno esterno non lo è, ma è fatto in ogni caso di nylon e poliestere da riciclo. E Pangaia sta lanciando insieme a The Renewal Workshop un servizio gratuito di riparazione, rimessa a nuovo o riciclo del capo a fine vita.

Felpe in cotone da riciclo

I fiori utilizzati per il filling sono selvatici, coltivati in aree appositamente create per favorire la ripresa della biodiversità e per attrarre soprattutto farfalle. I campi non richiedono irrigazione e assorbono anche 12 tonnellate di CO2 per ettaro.

«Questa tecnologia ha il potenziale per cambiare l’intera industria - ha detto Amanda Parkes, responsabile dell’innovazione di Pangaia in una recente intervista a Vogue Us-. Crescendo potremmo estendere questa tecnologia a altri prodotti come abiti, cuscini, progetti per la casa. Il filling di fiori ha le stesse proprietà termoregolatrici del piumino, la sua naturale sofficità, ma deriva da rifiuti».

Il piumino Flwrdwn di Pangaia

Il progetto Pangaia vuole essere sostenibile in ogni suo aspetto, tanto che le creazioni (per ora acquistabili solo nel suo e-shop) giungono a domicilio in un packaging fatto di Tipa, una bioplastica che si può gettare nella frazione umida dei rifiuti e si decompone totalmente in 24 settimane.

Tutte queste belle innovazioni non corrispondono a un prezzo esattamente popolare, visto che un piumino di fiori Pangaia costa fra i 550 dollari per la versione corta e i 750 per la versione lunga. Entrambi sono disponibili solo in due colori basic, bianco e blu. Ma sappiate che l’1% di ogni acquisto è devoluto a 5 Gyres, una no profit impegnata nella formazione per ridurre l’uso della plastica.

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