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Il camion elettrico diventa realtà

di Vincenzo Conte


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3' di lettura

Non solo elettrico, o per lo meno non subito. Il futuro dell'autotrasporto passa obbligatoriamente da una riduzione dell'impatto ambientale dei mezzi in circolazione (su questo tutti gli attori del settore concordano), ma su tempi e modalità per arrivare a questo risultato ci sono opinioni e strategie differenti. Se per le autovetture la trazione elettrica è ormai un dato di fatto, per gli autocarri, ed in special modo per quelli pesanti, sono ancora in fase di studio e sperimentazione le tecnologie che permetterebbero di utilizzare motori elettrici su veicoli che presentano importanti differenze rispetto alle automobili (sono più pesanti ed hanno maggiori percorrenze).

Svezia e Germania hanno recentemente siglato un accordo di cooperazione per lo sviluppo congiunto della tecnologia della strada elettrificata, che è già una realtà sperimentata su due km di autostrada in Svezia, dove i tir possono viaggiare alimentati dall'energia elettrica grazie al collegamento ad un cavo che sovrasta la carreggiata (come i filobus in città per intenderci), mentre fuori dall'autostrada gli automezzi continuano a muoversi sfruttando il motore tradizionale. In California, poi, le principali aziende energetiche hanno in programma di stanziare la cifra record di un miliardo di dollari per “elettrificare” l'intera rete di trasporti merci e persone. Il fatto che la stessa Tesla sia impegnata nella corsa al camion elettrico garantisce che questo obiettivo possa essere raggiunto.

In attesa di vedere su strada i nuovi camion elettrici, però, qualcosa può essere fatto già oggi per togliere dalla circolazione i mezzi più vecchi ed inquinanti. Infatti sono disponibili tecnologie che possono contribuire a ridurre l'impatto ambientale del trasporto di merci su strada, tecnologie mature e già utilizzate da alcune società di trasporto. La più importante tra queste tecnologie è certamente il metano, sia gassoso (CNG) che liquido (GNL), che garantisce alle aziende di trasporto anche un risparmio nella spesa per il carburante. Secondo una recente elaborazione dell'Osservatorio Federmetano, infatti, in un anno un autotrasportatore che utilizza un autocarro a metano (considerando una percorrenza media annuale di 100.000 chilometri con un autocarro pesante da 44 tonnellate) può risparmiare fino a 5.000 euro rispetto a chi utilizza un camion diesel. I consumi di un autocarro diesel, infatti, si aggirano intorno ai 30/35 litri di gasolio per 100 chilometri.

Considerando un costo del gasolio di 0,893 euro al litro (costo che tiene conto dell'esclusione dell'Iva e del recupero di accise pari a 0,214 euro al litro per mezzi sopra i 75 quintali), la spesa annua totale per il carburante con un autocarro diesel si aggira mediamente intorno ai 29.000 euro. Invece per un autocarro a metano sono stati considerati consumi che si aggirano intorno ai 28/32 kg per 100 chilometri, con un costo del metano di 0,795 euro al kg (anche in questo caso il costo considerato è escluso di Iva). In totale la spesa annua media per il carburante, col metano sarebbe di circa 24.000 euro, con un risparmio, come detto, di circa 5.000 euro rispetto al gasolio. A ulteriore testimonianza del grande interesse scaturito dall'uso di mezzi a metano nel settore dell'autotrasporto vi è anche un importante riconoscimento conferito recentemente a Iveco per il suo Stralis NP, votato “Project of the Year” agli European Gas Awards of Excellence 2017.

Per gli autotrasportatori interessati al metano, poi, è disponibile anche la tecnologia dual fuel, ovvero una soluzione che consente di alimentare i camion diesel con una miscela di metano e gasolio. Leader in questo settore è Ecomotive Solutions, prima azienda in Italia ad aver ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l'omologazione per la conversione da diesel a dual fuel di mezzi heavy duty fino alla categoria Euro6.

Il metano, quindi, non è una soluzione futuribile ma è disponibile già ora, come certifica l'esperienza di LC3, società di trasporti umbra che ha puntato fortemente sui mezzi a GNL (su 156 veicoli in flotta, il 26% già oggi sono alimentati a metano liquido). L'obiettivo dell'azienda è ora quello di arrivare al 2018 con 190 truck, circa il 70% dei quali a GNL. Grazie all'impiego di questi mezzi, LC3 ha ridotto le emissioni di CO2 di oltre 1 milione di kg nel solo 2016. Questa cifra, secondo le stime della società, salirà a 10,4 milioni di kg nell'arco di due anni, anche grazie all'adozione di nuovi veicoli a biometano liquido.

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