ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa guerra in Ucraina

Il cancelliere tedesco Scholz avverte Putin: non può dettare le condizioni della pace

Il capo del governo di Berlino, dal forum di Davos, parla del rapporto conflittuale con la Russia dopo l’aggressione all’Ucrina

di Lino Terlizzi

Il cancelliere tedesco Scholz: Putin non vincerà in Ucraina

3' di lettura

DAVOS - Guerra in Ucraina e ordine mondiale, sia dal punto di vista politico che da quello economico, sono stati i due versanti dell'intervento di Olaf Scholz, che ha di fatto chiuso i lavori del World Economic Forum di Davos, tornato in presenza fisica. «Putin non deve vincere e sono convinto che non vincerà», ha scandito il cancelliere tedesco, aggiungendo che «la Russia ha già mancato molti dei suoi obiettivi e sembra ormai chiaro che non riuscirà a prendere tutta l'Ucraina». Scholz ha affermato che non passerà una pace dettata dalla Russia, «non l'accetterà l'Ucraina e non l'accetteremo noi».

Per il cancelliere tedesco «Putin si siederà a un tavolo negoziale solo quando avrà capito che non può vincere questa guerra e per questo noi supportiamo l'Ucraina con la massima determinazione; perciò, anche, la Germania ha deciso per la prima volta di inviare di inviare armi a un paese terzo in conflitto. Abbiamo anche deciso di rafforzare il nostro esercito per assicurarci di essere in grado di difenderci, a questo scopo cambieremo la nostra Costituzione».

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L'invasione dell'Ucraina ha fatto emergere un ritorno all'imperialismo e all'uso della guerra come strumento di politica, ha detto il cancelliere. «Putin si comporta come se avesse il diritto di cambiare i confini e quello all'Ucraina è un attacco al sistema di cooperazione mondiale creato dopo la Seconda guerra mondiale. Ma in risposta all'invasione l'Europa si è rafforzata e Putin ha sottovalutato la determinazione del G7. Svezia e Finlandia vogliono entrare nella Nato e saranno accolte a braccia aperte», ha detto Scholz.

Per quel che riguarda il consistente capitolo delle fonti di energia, il cancelliere tedesco ha ribadito il cambiamento di linea della Germania e dell'Europa. «Entro fine anno terminerà la dipendenza dal petrolio russo e stiamo lavorando per far cessare anche la dipendenza dal gas russo», ha affermato. «Stiamo lavorando anche per dotarci delle infrastrutture necessarie, tutto ciò avrà un impatto sull'economia europea attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia e in particolare sulla Germania che è un paese industriale; aiuteremo le imprese con prestiti e capitale, investiremo nella trasformazione dell'economia», ha aggiunto Scholz.

Sul quadro degli equilibri mondiali, i cardini per Scholz devono essere multipolarismo e multilateralismo. «Stiamo vedendo cosa significa lavorare in un mondo multipolare, il bipolarismo fa parte del passato, non credo nel bipolarismo Usa-Cina. L'Unione europea sta iniziando a convertire il suo peso economico in influenza politica», ha spiegato il cancelliere. «In questo mondo multipolare – ha aggiunto – molte regioni stanno chiedendo più influenza anche sulla base del loro crescente peso economico e demografico, ma questo non pone minacce, c'è piuttosto uno spostamento degli equilibri, dobbiamo esplorare nuove vie per la cooperazione. L'aggressione russa all'Ucraina ha fatto vedere chiaramente che un mondo multipolare non può essere un mondo senza regole». Va tenuta alta l'attenzione ai diritti umani e ogni pretesa egemonica va respinta, ciò vale anche per la potenza Cina, ha detto il cancelliere.

Deglobalizzare il mondo non è una buona idea, ha affermato Scholz. La globalizzazione ha portato nel complesso molti vantaggi, serve semmai «una globalizzazione intelligente, con nuove forme di cooperazione». Una globalizzazione solidale e, con riferimento alle vaste tematiche del clima e dell'ambiente, anche sostenibile. Occorre prendere sul serio le preoccupazioni che oggi da più parti vengono sulle strettoie nelle catene di rifornimento, sulle dipendenze per alcune produzioni, sull'inflazione, ma le risposte giuste vengono dal multilateralismo, dall'apertura economica e dalla diversificazione delle attività, non dall'isolamento, dalle barriere, dal protezionismo, ha concluso il cancelliere tedesco.


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