La sentenza

Evasione fiscale, la Cassazione su Tiziano Ferro: «Chi è famoso deve avere più etica»

La Cassazione nel respingere quasi integralmente il ricorso di Tiziano Ferro in relazione al fittizio trasferimento della residenza fiscale nel Regno unito, ricorda il dovere più stringente di comportamenti corretti per chi è famoso

di Patrizia Maciocchi

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(NurPhoto via AFP)

La Cassazione nel respingere quasi integralmente il ricorso di Tiziano Ferro in relazione al fittizio trasferimento della residenza fiscale nel Regno unito, ricorda il dovere più stringente di comportamenti corretti per chi è famoso


1' di lettura

La Cassazione conferma la natura fittizia del trasferimento della residenza fiscale del cantante Tiziano Ferro nel Regno unito. Nell’affermare l’evasione fiscale per un paio di annualità, pur accogliendo in alcuni punti il ricorso di Ferro, la Suprema corte ricorda che, per i personaggi pubblici è più stringente il dovere di comportarsi eticamente. Un “promemoria” fatto per chiarire che le sanzioni, considerate eccessive dal cantautore italiano, sono state determinate correttamente. La Suprema corte sottolinea che nella quantificazione delle pene pecuniarie hanno pesato una serie di elementi: dalla natura dolosa del comportamento, all’assenza di condotte finalizzate ad eliminare gli effetti dell’evasione fiscale.

Le azioni dei vip sono sotto gli occhi di tutti

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Per i giudici di legittimità Tiziano Ferro ha un elevato livello economico e culturale, è certamente un personaggio famoso nel mondo della musica e dunque in possesso «degli strumenti necessari per valutare la giustezza di un determinato comportamento». E la Cassazione non manca di ammonire i personaggi pubblici le cui azioni sono sotto gli occhi di tutti, circostanza che impone il dovere di una condotta più etica, rispetto ad altri contribuenti.

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