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Il canto del cigno del V12 termico puro: Aventador Ultima è pronta per la storia

Al volante della 780-4 modello che conclude l’era delle supercar a 12 cilindri senza ibridizzazione della casa del Toro. La reginetta di Sant’Agata vanta un motore aspirato da 780 cavalli e nel 2023 cederà lo scettro a una super sportiva plug-in

di Simonluca Pini

3' di lettura

Nessuna batteria. Zero autonomia elettrica. Una presa di ricarica? Assente. Preistoria? No, tradizione motoristica capace di far battere il cuore. La Aventador 780-4 Ultimae è pronta a diventare un capitolo fondamentale nella storia Lamborghini. Il suo valore aggiunto risiede nell’essere l’ultima V12 aspirata priva di elettrificazione prodotta a Sant’Agata Bolognese, in attesa di essere sostituita nel 2023 dalla nuova hypercar plug-in con potenza superiore ai 1000 cavalli e possibilità di viaggiare in modalità completamente elettrica.

2022-04-16 13:52:34 ILSOLE24ORE MOTORI 1

Per Lamborghini è infatti iniziato un nuovo corso che porterà ad una elettrificazione della gamma, con il quarto modello totalmente a zero emissioni atteso nella seconda metà del decennio e pronto ad essere realizzato sulla piattaforma modulare PPE sviluppata da Porsche e Audi. Tornando alla protagonista della nostra prova, la Ultimae è un oggetto da collezione su quattro ruote e di sicura rivalutazione futura: prodotta in 350 esemplari in versione coupé e 250 in versione Roadster, chiude l’era dell’Aventador iniziata nel 2011 ed è pronta ad essere esposta accanto a vere e proprie icone come Miura, Countach e Diablo.

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Via di mezzo tra le versioni S e SVJ, porta la potenza della motorizzazione V12 da 6.5 litri a 780 cavalli, dato record per un dodici cilindri aspirato di Sant’Agata. La trazione è integrale con quattro ruote sterzanti.

Ora però è arrivato il momento di salire sulla Ultimae, per provare emozioni destinate a scomparire in un’era di hypercar elettriche con potenze a quattro cifre ma dal basso appeal emozionale.

Perché sull’ultima Aventador basta premere il pulsante di accensione per generare un turbinio di emozioni, grazie alle note prodotte dai dodici cilindri posizionati alle nostre spalle. Nel traffico della via Emilia sembra di essere tornati indietro nel tempo, con il cambio ISR robotorizzato a singola frizione che mostra la sua anzianità di progetto nel passaggio delle marcie o per l’impianto infotainment di derivazione Audi di oltre un decennio fa. Tutto però passa in secondo piano, quando si preme sul pedale dell’acceleratore e il V12 allunga fino a quasi 9 mila giri. Selezionando la modalità Corsa, il cambio mette a dura prova collo e schiena per l’irruenza nei passaggi di marcia e sottolinea tutto il potenziale della Ultimae capace di raggiungere una velocità massima di 355 km/h e di coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 2.8 secondi.

Sulle colline emiliane mettiamo a dura prova il fondo in carbonio della vettura, a causa di un asfalto non certo in perfette condizioni, ma l’ultima Aventandor ci regala sorrisi a ogni accelerazione con i due mega scarichi posteriori in grado di risvegliare tutta la vallata.

Sul fronte agilità si rimane stupiti per quello che la 780-4 riesce a fare, nonostante una massa di 1.600 chilogrammi: merito delle sospensioni a doppio triangolo con ammortizzatori pushrod magnetoreologici, nei quali la viscosità dell’olio varia modificando la rigidezza e la capacità d’assorbimento delle asperità in base alle condizioni del fondo stradale. Di riferimento anche i freni, carboceramici, con pinze fisse monoblocco in alluminio a 6 pistoncini davanti e 4 dietro, dai ridotti spazi di arresto ma che richiedono forza e precisione nell’utilizzo.

Ad aiutarci nella guida veloce ci pensa naturalmente il sistema di trazione integrale elettronico e il differenziale posteriore meccanico autobloccante, a cui si aggiungono due attuatori elettromeccanici che sterzano le ruote posteriori e modificano la geometria del retrotreno in base alla traiettoria impostata.

Dettagli tecnici a parte, la Aventador Ultimae racchiude il meglio della “vecchia scuola” delle supercar emiliane dove la tecnologia è utilizzata per generare emozioni e migliorare le prestazioni. Il tutto lasciando spazio ad un romanticismo sempre meno presente nel mondo delle hypercar, dove la sfida è sulla potenza massima assoluta o sul numero di gadget tecnologici presenti a bordo a partire da sistemi connessi o di ausilio alla guida.

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