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Il capo di Vw bocciato dai tedeschi, ma il suo destino è ancora incerto

Secondo un sondaggio commissionato dal magazine Automobilwoche soprattutto i più giovani non auspicano la continuità della leadership a Wolfsburg. Intanto la decisione dell’azienda sul futuro del ceo Herbert Diess slitta ai prossimi giorni

di Redazione Finanza

(Reuters)

2' di lettura

Sembrava che una decisione potesse arrivare entro questa settimana ma secondo fonti di Reuters il verdetto sulla permanenza o meno in sella del ceo del gruppo Volkswagen, Herbert Diess, slitterebbe alla prossima. A ridosso del varo del nuovo piano pluriennale di investimenti che il consiglio di sorveglianza dovrebbe giovedì 9 dicembre. È possibile che ogni giorno che passa giochi a favore del capoazienda, ma le bocche sono cucite, nessuno osa sbilanciarsi. Il capo del consiglio di sorveglianza Hans Dieter Pötsch ha convocato in più occasioni un comitato di mediazione, ma non è stata raggiunta alcuna soluzione. Per il momento.

La gestione della terza azienda tedesca per capitalizzazione (dopo Sap e Siemens) preoccupa non solo gli addetti ai lavori e il mondo politico (nel 2022 ci saranno le elezioni in Bassa Sassonia, il Land che ospita la sede centrale del gruppo, a Wolfsburg) ma anche i comuni cittadini. Sulla scia delle recenti polemiche sulla leadership del ceo Herbert Diess (soprattutto dopo la proposta poi smentita di ritenere necessario un piano da 30mila licenziamenti per restituire competitività al gruppo) e dei contrasti con una parte degli azionisti e con i sindacati (la potente Ig Metall, 90mila iscritti in Vw), guidati nel board da Daniela Cavallo, il magazine Automobilwoche ha commissionato a Civey un sondaggio su un campione di 5mila tedeschi per misurare il gradimento, o la disaffezione, nei confronti di Diess.

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Il risultato è chiaro - si legge nel sito del magazine - perché una netta maggioranza è a favore della discontinuità della gestione del primo gruppo automobilistico europeo. Solo il 18% degli interpellati si è dichiarato a favore del fatto che Diess rimanga presidente del consiglio di amministrazione di Volkswagen, mentre il 38% è apertamente contrario. Anche se la quota degli indecisi è alta (44%) un buon quarto degli intervistati ha anche affermato che Diess non dovrebbe «in nessun caso» rimanere a capo della Volkswagen.

È interessante notare che sono i tedeschi più giovani ad avere una opinione decisa sul manager (solo il 25% tra i 18 e i 29 anni è indeciso) mentre ad essere più dubbiosi sono gli over 64, i coetanei del 63enne Diess (51% di indecisi). Interessante anche il collegamento che i sondaggisti hanno fatto tra Diess e la posizione politica: il sostegno è più basso tra i sostenitori della Spd (il partito del ministro presidente in carica della Bassa Sassonia, Stephan Weil, che ha avuto numerosi attriti con Diess), Verdi, Sinistra e AfD e maggiore tra i sostenitori di FDP e Cdu/Csu.

Questi dati lasciano intendere quale sia il sentiment ma non è detto che influenzino il consiglio di sorveglianza nella riunione del prossimo 9 dicembre. Anche perché il sindacato non è compatto mentre le famiglie Porsche e Piech, i grandi azionisti, storicamente hanno sempre sostenuto il capoazienda nei momenti difficili.

Intanto nella riunione di venerdì il consiglio di sorveglianza di Porsche Automobil Holding SE (Porsche SE), che detiene la maggioranza delle azioni e dei diritti di voto del gruppo Volkswagen, ha prorogato di cinque anni la nomina di Pötsch a presidente del consiglio di amministrazione con effetto dal 1 gennaio 2022. Pötsch rimarrà ceo di Porsche SE fino alla fine del 2026.

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