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Il capogruppo di Ala: se il governo accetta le nostre modifiche, sì alla manovra anche con fiducia

di Mariolina Sesto

Lucio Barani

2' di lettura

Con la «quasi» uscita di Mdp dalla maggioranza, il governo è alla ricerca dei voti che in Parlamento possono garantire il via libera all’ultimo (e più importante) provvedimento della legislatura: la legge di bilancio. E il gruppo dei verdiniani è pronto a fornire il suo soccorso, forte di 14 senatori che potrebbero sostituire in buona parte i 16 voti dei bersaniani. «Se accetteranno i nostri emendamenti che non prevedono aumenti di spesa - annuncia il capogruppo di Ala in Senato Lucio Barani -, siamo pronti a votare il testo della manovra anche con la fiducia».

I ritocchi chiesti da Ala
«Ieri sera - fa sapere Barani - abbiamo fatto insieme al gruppo un primo esame della manovra. Serve qualche ritocco non puramente estetico. Ma se questo ci sarà, noi ci saremo». Nello specifico, secondo Ala, «occorre cartolarizzare le tasse. Veniamo da una pesante crisi dalla quale non si esce di colpo. Siamo come un malato in convalescenza, per questo servono più rate e più tempo per per pagare le tasse». Questo obiettivo del gruppo di Verdini diventerà uno degli emendamenti di Ala alla manovra. Insieme alla richiesta di «svecchiare scuola università e sanità». Come? «Ponendo il tetto di 65 anni per la pensione in particolare per chi lavora in questi tre settori che hanno bisogno di fare largo ai giovani». «I sindacati non mi sono stati mai simpatici - commenta Barani - ma l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita in molti campi rischia di diventare un tappo per le assunzioni dei giovani».

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Sgravi per le assunzioni
Il terzo campo di intervento per Ala è rappresentato dagli sgravi fiscali per le assunzioni. «Vogliamo - continua Barani - che queste misure riguardino tutte le imprese, compresi artigiani e Pmi». «Se il governo accetterà i nostri emendamenti senza aumento di spese - è la conclusione - noi voteremo la manovra anche con la fiducia. Non condividiamo infatti l’atteggiamento di chi dice: condivido il testo ma non voto la fiducia. Io se condivido una riforma dico si, non di co ni».

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