diritti e pena

Il cardinal Martini e la giustizia dell’incontro

Marta Cartabia e Adolfo Ceretti compiono un viaggio negli scritti di Martini sulla giustizia, sul senso della pena e sulle carceri

di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

Ricerca, il messaggio di Cartabia alle giovani generazioni

3' di lettura

Che cos’è il genio? Fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione, direbbe il Perozzi di Amici miei. Ma anche, diremmo, si parva licet, noi: profondità di analisi, visione profetica, sguardo oltre l’ermo colle. E il cardinale Carlo Maria Martini che emerge dalle penne di Marta Cartabia e Adolfo Ceretti è una persona geniale, capace di «pensieri impensabili che erano in attesa di essere pensati» anche in materia di giustizia penale. Pensieri ancora oggi all’avanguardia, che costituiscono certo un faro per il nuovo ministro della Giustizia, che in tali riflessioni si è immersa, ma che ancora faticano a trovare accoglienza nel dibattito pubblico.

In un agile libro che segue una lezione a due voci in Bicocca, i due giuristi compiono un viaggio negli scritti di Martini sulla giustizia, sul senso della pena e sulle carceri. Emerge un pensiero alto, che si nutre della cultura del grande biblista ma al contempo è frutto di conoscenza diretta. Martini, ricordano gli autori, iniziò la sua attività pastorale come arcivescovo di Milano scegliendo come luogo di elezione proprio San Vittore. Ed è l’esperienza ripetuta del visitare il carcere la sorgente del suo pensiero così carico di idee nuove e spiazzanti.

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Ciò si coglie nella sua concezione della dignità dell’uomo: non un individuo astratto ma persone incontrate, reali, sfaccettate e dunque mai congelate in eterno nel reato commesso. Con le parole di Martini stesso «l’errore e il crimine [...] indeboliscono e deturpano la personalità dell’individuo, ma non la negano, non la distruggono, non la declassano al regno animale, inferiore all’umano. Perciò le leggi hanno senso se operano in funzione dell’affermazione, dello sviluppo e del recupero della dignità di ogni persona» e il tempo della pena è concepito come un cammino graduale, aperto, flessibile e soprattutto individuale di ciascun detenuto.

E così già negli anni 90, il cardinale che tanto ha affascinato anche i non credenti e spesso irritato i movimenti cattolici più oltranzisti, iniziava a ragionare su una giustizia non solo punitiva ma riparativa, capace di rimarginare le ferite delle vittime e della società. Inaugurava così quell’esperimento della “giustizia dell’incontro” tra terroristi e familiari delle vittime che ebbe tra i protagonisti proprio Adolfo Ceretti. Una giustizia che vedeva nel riconoscimento della colpa e non nella crudeltà della vendetta la via per ricomporre i conflitti di società ferite, come avvenuto in Sudafrica dopo l’apartheid o in Colombia in anni più recenti.

Non si tratta di un ingenuo sentimento di compassione e perdono per i rei ma semmai di un ragionare illuministico, della elaborazione di un modello teso a salvare insieme l’assassino e la città. Martini ha sempre una duplice attenzione, per i colpevoli e per le vittime, per la dignità di ciascuno e per le esigenze collettive di sicurezza e pace sociale. Di più: vi è l’ambizione di indicare una via per un sistema veramente efficace dal punto di vista della tutela dei cittadini e del ripristino dell’armonia dei rapporti sociali.

Una via che si colloca pienamente nel solco della Costituzione ma che ancora oggi attira critiche feroci dai molti che concepiscono la pena come solo retributiva o, peggio come mera esclusione dalla società. In questo senso, Martini culturalmente non si può dire abbia vinto. Ha permesso, però, di pensare nuove e più coraggiose forme di giustizia penale, di uscire dai porti per cercare vie nuove. E questa lezione, con un altro genio che tante volte ha spiegato in musica come giustizia debba far rima con pietà, è uno dei fragili vascelli su cui imbarcarsi per affrontar del mondo la burrasca.

UN’ALTRA STORIA INIZIA QUI. La giustizia come ricomposizione
Marta Cartabia, Adolfo Ceretti
Bompiani, Milano, pagg. 128, € 10

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