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Il caro carburanti pesa per il 30% sugli aumenti della spesa in Italia

Dallo studio di Cambridge Econometrics emerge che carburanti e gas hanno contribuito per circa il 30% al tasso di inflazione complessivo registrato nella primavera di quest’anno

Lagarde (Bce): "Inflazione colpisce tutti, ma alcuni sono più in difficoltà"

2' di lettura

I prezzi dell’energia, da benzina e gasolio al gas naturale, sono stati negli ultimi due anni il vero volàno dell’inflazione in Europa, mettendo a dura prova i bilanci delle famiglie.
A rendere sistematica una considerazione che è sotto gli occhi di tutti sono una serie di report Paese pubblicati tra ottobre e questo mese dalla società di consulenza Cambridge Econometrics.

Per quanto riguarda l’Italia, per esempio, dallo studio emerge che i combustibili fossili (carburanti e gas) hanno contribuito per circa il 30% al tasso di inflazione complessivo registrato nella primavera di quest’anno. Anche i prezzi dell’elettricità sono aumentati notevolmente, a causa dell’elevata quota di gas naturale nel mix elettrico italiano. Con pesanti ricadute sulle famiglie: per Cambridge Econometrics, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti fa sì che nel 2022 una famiglia italiana media si sia impoverita di 1.400 euro rispetto al 2020. E i nuclei a reddito più basso spendono il 50% in più di due anni fa per energia e trasporti.

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Quadro simile negli altri maggiori Paesi europei

In Francia tra l’agosto del 2020 e quello di quest’anno i prezzi energetici sono cresciuti del 37% a fronte di un’inflazione del 9,2% e l’incidenza dei combustibili fossili sul caro prezzi è ancora maggiore che in Italia, quasi il 40 per cento. Un po’ più contenuto l’impatto medio sui bilanci delle famiglie, qui più povere di 410 euro rispetto al 2020.

Anche in Spagna i combustibili fossili hanno pesato circa un quarto sull’inflazione registrata tra maggio, giugno e luglio di quest’anno. L’incremento dei costi dell’energia ha avuto un impatto medio di 550 euro sulla ricchezza delle famiglie, ma ha pesato in maniera ancora maggiore che in Italia sui redditi più bassi, che spenderanno quest’anno il 70% in più del 2020.

A mitigare in parte l’impennata dei prezzi dell’energia sono intervenute o stanno intervenendo le misure messe in campo dai governi, che però finiscono inevitabilmente per pesare sui conti pubblici: in Germania, per esempio, dove la bolletta energetica media delle famiglie registra quest’anno un incremento di 735 euro sul 2020, il Governo ha varato ampi sussidi o sconti fiscali, impegnando risorse pari al 5% del Pil.

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